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“MARTIN STELLINA”

Durante il primo mese di Kinich, dentro il tempio di Kinich avviene una scoperta. In seguito ad alcuni lavori di ristrutturazione, crolla una parte del pavimento, rivelando una camera sotterranea. La camera è avvolta nelle tenebre, e ispira un forte senso di terrore. Solo i più coraggiosi riescono a penetrarvi. La stanza, si rivela essere una sorta di camera mortuaria, con graffiti che sono riconducibili alla cultura degli Antichi. In una vasca al centro della stanza, immerso in un liquido non identificato, è stato trovato un essere dalle fattezze antropomorfe, ma con nulla di umano. Durante il secondo mese di Kinich, i fedeli di Kinich, scendendo nella camera, si sono resi conto con sgomento, che nella vasca non c’era più nessuno, il liquido era sparso per terra, e c’erano tracce come se qualcuno fosse entrato, e poi uscito.

Poco dopo, a Gradara fa la sua comparsa uno strano individuo, che sembra essere appena uscito dai campi. Veste come un contadino, ma i suoi modi sono strani, come di chi vede il mondo per la prima volta. Fa domande su tutto e tutti, soprattutto si interessa ai templi, ai loro fedeli, e alle divinità. Viene accolto soprattutto presso il tempio di Chel, e per la sua natura sbarazzina e strana, viene soprannominato Martin Stellina, da Deike, fedele del tempio di Chel. Presto però, molti iniziano ad interessarsi a Martin, non tutti con scopi ben precisi e nobili. C’è chi crede sia una minaccia, chi un matto senza cervello, chi una possibile fonte di potere, chi qualcosa da sfruttare per i propri interessi.

Durante il terso mese di Kinich, da Florentia torna Carbesia, arcimaga del circolo del fuoco, che subito sembra interessata a martin. Insieme a lei vi sono una misteriosa e taciturna donna, Lavinia e Cacia, due eroi della lotta contro l’Antico Ishaka. Da quel giorno, nessuno ha più visto Martin in giro, ma i più accorti certamente hanno notato che è sparito proprio con l’arrivo di Carbesia, e l’interessamento della Loggia Arcadia. Carbesia, Lavinia e Cacia moriranno purtroppo di li a poco, durante l’attacco dei drow, ma il corpo della strana e taciturna ragazza non venne mai trovato…

Il CULTO DEL TRIFOGLIO

L’ordine dei poveri cavalieri del Trifoglio, era nato anni prima, ad opera di un misterioso abate cheliano, Blemont, e del suo fidato braccio destro, Francesco da Aquisgrana. L’ordine predicava la povertà del Clero, soprattutto di quello cheliano, che doveva stare più strettamente a contatto con la popolazione. Si discostava da alcuni precetti dettati dalla madre chiesa di Parisii, e dopo inviti a rivedere le proprie posizioni, le Matriarche di Parisii dichiararono il Culto eretico. Era il 2007 d.N.

L’ordine comunque continuò a perdurare, e a fare nuovi proseliti, soprattutto nelle città ethuliche. Il console elfico di Mon Ferratus, Dalendal Duk Mihel, addirittura si disse disposto ad accogliere tutti i fedeli dell’Ordine, che avevano problemi ad adorarlo in tranquillità. Questo fece subito infuriare Taur Ruum, che intimò alle città ethuliche di proibire tale culto, pena gravi conseguenze economiche. L’Ethulia infatti, dopo la guerra che la devastò per tre anni, importava grandi quantità di cibo dalla fertile Taur Ruum. Mons Ferratus, Mediolanum e Gradara si rifiutarono comunque di bollare come eretico l’ordine, mentre negli altri Regni ethulici, il Culto non aveva mai attecchito. Il Tempio di Chel di Gradara, guidato da Diana Chiaravalle, fu uno dei primi in Ethulia ad abbracciare la nuova fede. Il II mese di Atachel 2012, da Taur ruum arrivò una notizia che avrebbe cambiato le sorti dell’Ordine. A quanto pare, perquisendo la casa dell’Abate Blemont, si erano scoperti cunicoli che arrivavano sin nel sottosuolo, e scritti lasciati dall’Abate non lasciavano dubbi sulla scoperta. Blemont in realtà era un drow, sacerdote di Atachel, che per tutto questo tempo avrebbe recitato una commedia, con l’intento di indebolire la Chiesa cheliana. Oltre allo sdegno e alla rabbia, dopo questo ritrovamento seguirono rastrellamenti e imprigionamenti in tutta Taur Ruum, di fedeli dell’Ordine. Gradara, che dal III mese di Kinich aveva perso la sua Guida, abbandonò il Culto quasi in modo indolore. A Mons Ferratus, il console elfico, il più strenuo sostenitore dell’ordine, dopo la notizia venuta da Taur Ruum, sparì dalla città. Sul finire del II mese di Atachel, a Gradara fu ritrovato il corpo del Console elfico, senza vita, orribilmente mutilato. Testimoni affermano che volesse trovare un modo per entrare nel portale drow apparso nel Tempio di Chel. L’ordine ancora

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