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Ethel’Ian: gli Elfi Lucenti sono sicuramente l’etnia più segreta e riservata di tutte. Sono coloro che preferiscono il contatto con la natura, e cercano di riscoprire il passato degli elfi attraverso ricerche e la narrazione di miti e leggende. Sono coloro che mantengano l’aspetto più selvaggio, lunghissimi capelli e sguardo ferino.

Requisiti scenografici: per poter interpretare un elfo a gradara bisogna per forza possedere delle orecchie a punta(sostituibili con il famoso scotch rosa)e per i maschi la totale assenza di barba.

Relazione con le altre razze

I Ruum’Ian sono di natura socievole con tutte le razze, anche sgurdano con estrema diffidenza orchi e gobelin, mentre non esiterebbero a scagliarsi contro gli odiati drow.

Gli Elladar trattano con sufficienza le altre razze più comuni, se non addirittura con disprezzo, come nel caso dei nani. Non esitano ad uccidere a vista le creature che più di ogni altro corrompono la creazione di Chel, quindi Orchi, Gobelin, Drow, Uominibestia, Stirpe Elementare, Stirpe Infernale. Ciò non toglie che no nsono pazzi senza cervello, per cui eviteranno di farlo se ciò dovesse andare contro le attuali leggi, ma di certo faranno di tutto per riuscire nell’intento, accetteranno solo come ultima risorse una collaborazione con queste razze.

Gli Ethel’Ian preferiscono il rapporto con la natura, che con i membri delle altre razze, e la loro natura enigmatica e misteriosa non favorisce di certo i rapporti con gli altri, a parte altri elfi.

Massimiliano Protti, Alberto Ridolfi e Nicolò Rossi

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c)Nani

Robusti come le querce più antiche, orgogliosi come le cime dei monti più alti. Così amano descriversi alle genti.

La vita media è intorno ai 140 anni, un nano si può definire adulto non appena diventa più alto della sua ascia, questo avviene intorno ai 40 anni. È caratteristica la barba lunga e ben curata, che inizia a crescere fin dalla più tenera età. Alcuni umani descrivono infanti nani, che ancora in età da svezzamento mostrano i primi “baffetti”. Gli esemplari femmina non presentano peluria in volto ma sono dotate di caratteristiche chiome, spesso raccolte in trecce; oltre a seni dalle dimensioni eccezionali; alcuni sostengono che il primo Juggernaut Gheneviano sia a immagine di una nana sdraiata.

Molti credono che i nani siano burberi, scontrosi e fastidiosamente razzisti.

Questo perché la loro cultura tradizionalista non li porta a parlare con piacere delle loro tradizioni e abitudini; come se questo li protegga dalla contaminazione con altre culture.

In comune però c’è un attenzione particolare al dettaglio, un amore viscerale per il creare da materiali grezzi splendidi oggetti. Il desiderio di migliorare tutto ciò che stringono fra le loro grandi mani li porta spesso a peccare per arroganza e superbia, in realtà se un nano mostra attenzione ad una creazione altrui, tanto da criticarla o da migliorarla, vuol dire che ne è rimasto colpito. Con l'invecchiare cresce in ogni nano il timore di diventare obsoleti o inutili, questo li porta a criticare i giovani e nel mettere sempre in evidenza i loro successi passati; ovviamente parliamo dei più.

Dopo il 1787 d.N. è avvenuto uno scisma nella cultura Nanica, le nuove generazione decisero di migrare in altri luoghi dove potevano mostrare lo splendore della cultura nanica al mondo intero, i più anziani tra loro (e chi tra i giovani dissentiva con i loro coetanei) rimasero nelle città sulle più alte catene montuose del mondo conosciuto.

La migrazione portò alla fondazione di alcune città, per esempio Ghaz Gheneva, o alla costruzione di ghetti. Per esempio il quartiere delle barbe di Mediolanum ricco di orafi e fabbri, tra i più abili d’Ethulia.

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