X hits on this document

922 views

0 shares

0 downloads

0 comments

123 / 299

per tanto tempo. Nel giro di pochi anni, Gradara ha visto più cose di quelle viste da altri Regni, molto più grandi, nel corso di interi secoli. Invasioni, pestilenze, attacchi di creature non-morte, e addirittura la comparsa e la mascita di una divinità, Anthea. Già di per sé, questo fatto basta a fare di Gradara un’anomalia unica e interessante, capace di attirare chiunque voglia vedere con i proprio occhi, prima o poi, , quella che dagli storici è stata definita una delle meraviglie di Anairon. Non sempre però, chi intraprende il viaggio per Gradara, riesce poi a tornare in patria. Chi arriva in città, sa che la sua vita sarà in costante pericolo, ma per i più, il rischio vale la candela. La prima volta che arrivai a Gradara, il primo pensiero fu di disappunto. Avevo sentito parlare della città in modo entusiasta, ma la vista che avevo davanti, non presentava niente di entusiasmante. Mi ricredetti poche ore dopo, quando il locale tempio di Kinich fu completamente distrutto in seguito alla caduta dal cielo di un masso infuocato, da cui ne uscì un essere, che disse di chiamarsi Fenice. Era il 2002 d.N.

Capii allora che la grandezza di Gradara non stava nelle costruzioni, alquanto mediocri invero, o nella grandezza o importanza politica, ma nella gente, e negli avvenimenti che avvenivano, capaci di sprofondare qualunque essere umano in un incubo ad occhi aperti, o, nel migliore dei casi, portarlo alla pazzia. Tali accadimenti qui venivano accettati e affrontati con coraggio, da coloro che avevano fatto di Gradara la loro dimora. Dopo alcuni mesi in città, me ne andai, ma scoprii subito con rammarico, che Gradara aveva lasciato un segno indelebile dentro di me, segno che si faceva sentire sempre più veementemente, man mano che mi allontanavo dalla città.

La mia seconda visita avvenne nel 2005 d.N., e un nuovo regnante comandava in città, Aureliano Spigadoro. Aveva dato un nuovo assetto politico alla città, un nuovo ordine, una nuova speranza. Rimasi affascinato però, da come il cuore degli abitanti non fosse cambiato, sempre pronto ad accettare le sfide, sempre pronto ad affrontarle. Visitai i templi con attenzione, incontrando alcune delle persone più sagge e toccate dalla fede che avessi conosciuto. Passai anche alla Loggia Arcadia, struttura che cercava di emulare le slanciate torri dell’Impero, in modo assai grottesco per altro. Rmasi però stupito nel apprendere quanta sapienza fosse raccolta in quel piccolo spazio, e il mio sbigottimenti aumentò nel conoscere alcuni tra i maghi più potenti dell’intero Anairon. Mi venne naturale chiedermi se anche costoro fossero li per il mio stesso motivo, ovvero interesse scientifico, o per altri motivi di natura più profonda. La mia visita questa volta durò un intero anno, durante il quale non potei fare a meno di notare che, nonostante tutte le innovazioni portate da Aureliano, il cuore dei gradaresi era difficile da plasmare, e fu allora che per la prima volta pensai al misterioso influsso che il rift esercita su tutti gli essere viventi. Con l’arrivo del 2006 d.N. me ne andai nuovamente, per la seconda volta, e per la seconda volta, il mio cuore rimase a Gradara, tra le sue strade, i suoi templi, le sue botteghe, i suoi abitanti.

La mia terza ed ultima visita avvenne nel 2009, con l’infuriare della guerra ethulica. Il Regno di Gradara, in prima linea in guerra, pareva svuotato, ma sotto la patina della guerra, il cuore pulsante della città era ancora avvertibile. Mi precipitai subito a vedere la tomba scoperta della civiltà degli antichi, e chiesi di poter essere ammesso nelle camere interne del rift, permesso che però venne rifiutato per motivi di sicurezza. Da allora non me ne andai più, nonostante più di una volta, i miei uomini mi invitarono ad andarmene. Misi su famiglia, e mi comprai una piccola ma accogliente casa nei dintorni della città. Ora è il III mese di Kinich 2011, e da alcuni giorni, alcune inquietanti voci dicono che Vernentia presto inviera le sue forze contro di noi. Inoltre, corre voce che Aureliano, di ritorno dalla Guerra con Urbino proprio oggigiorno, sia stato avvelenato durante il banchetto. Mia moglie da un po’ di giorni mi ha supplicato di andarcene, di raggiungere la sua famiglia a Florentia, ma non credo che potrò mai considerare un altro luogo casa. Il mio cuore è qui, così come la mia ragione di vita. La mia famiglia ormai se ne è andata da qualche giorno, al sicuro. Se le voci fossero vere, e dovessi morire qui, sarei comunque soddisfatto, e niente potrebbe farmi più felice, che morire nella città che più di ogni altra ho amato, e che più di ogni altra mi ha dato.

Ha appena sentito il rumore di passi fuori la porta, forse sono i vicini che…”

Document info
Document views922
Page views922
Page last viewedTue Jan 17 08:16:03 UTC 2017
Pages299
Paragraphs4144
Words177797

Comments