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Dal diario di Mehmet Pascià, emissario dell’Impero Asa, trovato morto nella sua casa, dopo la prima incursione drow del 2011

Storia del Regno

La storia di Gradara affonda le sue radici nel mito. Poco si sa del Regno prima che la figura di Liberio da Monferrato si impose come Re di Gradara. Studi recenti, hanno fatto capire che in origine, Gradara ospitò una delle antiche colonie fondate dalla Razza Antica, in prossimità degli importanti nodi arcani che costellano Anairon, chimati comunemente Rift. Sotto la città attuale, secondo le teorie più accreditate, vi sarebbe una seconda città sprofondata nella terra in secoli immemori, per colpa del cataclisma che cancellò la Razza Antica. Ancora nessuno ha però provato a condurre un’indagine seria e meticolosa, limitandosi a riportare alla luce qualche camera funeraria, il più delle volte quasi per caso.

Poco tempo fa, scartabellando tra i più vecchi documenti della biblioteca di Pisaurum, nuove fonti sulla storia di Gradara sono emerse. Stando alle più antiche cronache cittadine, fu la famiglia dei Monferrato, proveneniente dall’omonimo regno ethulico, a fondare il nucleo originario della città di Gradara intorno al 1447 d.N. I documenti invero non precisano se i Monferrato costruirono ex novo la città, o si limitarono a ingrandire resti già esistenti. Molti propendono per la prima ipotesi comunque, sostenendo che Gradara fu fondata per motivi difensivi, in quanto posta su uno dei passaggi più importanti verso il sud dell’Ethulia. Martino da Monferrato, divenne così primo signore di Gradara, suddito di Mons Ferratus. Con il passare degli anni, e il disinteresse sempre più forte da parte del potere centrale di Mons Ferratus, e la crescita della città, i Monferrato decisero che era venuto il momento di staccarsi dal giogo di Mons Ferratus, e dichiararono la nascita del Regno di Gradara. Era il 1534 d.N.

Il primo re, Guglielmo da Monferrato, fece allargare la città, potenziò il sistema stradale, e fortificò la città originaria. Il Regno comunque non costituiva motivo di interesse per i vicini, Pisaurum in primis, che si limitarono ad osservarne i progressi. Il Regno di Mons Ferratus, d’altro canto, non impedì in alcun modo la dichiarazione di indipendenza del Regno, cosa che ancora lascia molte perplessità. Alcuni studiosi sostengono che ciò sia dovuto al fatto che i geomanti di Mons Ferratus avevano scoperto la presenza del rift in territorio gradarese, e, intuendo il pericolo che poteva rappresentare, decisero di lasciare perdere una tale patata bollente.

Comunque il rift non fece parlare di sé per ancora molto tempo.

Gli anni passarono, e la città richiamò a se molti nuovi avventori. All’inizio arrivò semplicemente chi voleva sfuggire a realtà troppo oppressive, visto che le leggi di Gradara erano tutt altro che ferree. Inoltre, molte terre erano ancora non assegnate, e molti fattori e allevatori delle città dei dintorni, soprattutto Urbino e Caesena, vennero a stabilirsi qui, giurando fedeltà ai Monferrato. Sorsero così i primi insediamenti extra urbani. Cattolica e Collefiorito furono i primi insediamenti. Mentre il primo era un piccolo porto di pescatori, il secondo divenne una sorta di roccaforte militare, che proteggeva il sud del regno. Collefiorito addirittura venne assalito, nel 1645 d.N. da una spedizione neapolitana guidata dal conte di Castelfidardo, uno dei feudi più a nord del Regno neapolitano. L’attacco però venne respinto, e non ve ne furono altri. Il porto di Cattolica era semplicemente troppo piccolo per destare attenzioni, nonostante il tratto di mare prospiciente fosse molto pescoso. Nel 1700 d.N. il Regno di Gradara si era ormai stabilizzato, e aveva una popolazione di tutto rispetto. La terra era molto fertile e questo faceva si che i raccolti fossero abbondanti. L’economia continuava a crescere, traintata dall’agricoltura e dai prodotti ittici che arrivavano da Cattolica. Nel 1723 d.N., il Regno dovette affrontare una grave invasione di alcune tribù orchesche stanziate sulle montagne tra Neapolis e Gradara. I neapolitani avevano dato il via ad una vasta operazione di epurazione razziale, per debellare ogni orco presente nel territorio. Le tribù che quindi furono costrette a scappare, arrivarono a Gradara in cerca di un nuovo rifugio. La violenza e la rapidità dell’incursione sorprese completamente i Gradaresi, che, nel giro di pochi giorni, persero l’intera parte sud del Regno. In mezzo solo Collefiorito resisteva all’assedio. Maurizio da Monferrato, l’attuale Re, si ritrovò ad affrontare la più grave minaccia esterna mai

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