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forte. Nel 2011 d.N., Gradara usciva dalla Guerra notevolmente rafforzata dalle alleanze con Mediolanum e Vernentia, nonché l’acquisito di nuove terre. Tutta l’area dell’entroterra di Pisaurum e dell’entroterra di Senagallica, divennero dominio gradarese. L’economia era fiorente, i commerci pure, e l’esercito forte. Lucrezia aveva dato un nuovo figlio ad Aureliano, Lisandro, che da subito si capì avrebbe sostituito Veramyn nella successione. Aureliano aveva perso Villaspada però, ora Vicerè vernentiano di Pisaurum.

Il II mese di Chel, il Patriarca di Urbino, fece sapere che non avrebbe lasciato il regno ad Aureliano, suo erede diretto, ma che avrebbe affidato il regno al vincitore di uno speciale torneo, indetto ad Urbino dal Patriarca stesso. Aureliano, sentendosi tradito, subito dichiarò guerra ad Urbino, pensando di espugnarla nel giro di poco tempo. Nel frattempo, un increscoso incidente diplomatico, il Caso Gondolieri, incrinò i rapporti con Vernentia, arrivando addirittura nell’ostilità aperta. La guerra con Urbino purtroppo durò più del previsto, ma il III mese di Kinich, il Patriarca si arrese, nominando nuovamente Aureliano suo erede. Il ritorno di Aureliano in città, scortato da Villaspada, fu festeggiato alquanto freddamento. La stessa sera, Aureliano morì, anche se tuttora le cause restano avvolte nel mistero. Era il 23° giorno del III mese di Kinich. La regina Lucrezia, gridò subito all’avvelenamento da parte di Vernentia. Fatto sta, che prima di morire, a quanto pare Aureliano aveva consegnato un testamento a Villaspada, in cui lasciava il regno di Gradara a Vernentia. La stessa sera, Gradara ricevette uno degli attacchi più sanguinosi della sua storia, ad opera di un contingente drow. Villaspada, dopo essere stato respinto, riuscì a convincere la regina Lucrezia a sceglierlo come promesso sposo, divenendo di fatto Vicerè vernentiano di Gradara. Il dominio vernentiano durò molto poco però, in quanto il III mese di Atachel fece la sua comparsa in città il Lupo Bianco, il misterioso condottiero che aveva riunito sotto il suo vessillo le tribù delle terre selvagge. Il Lupo Bianco in realtà si scoprì essere il vecchio Re di Gradara, Liberio da Monferrato, venuto a reclamare ciò che era suo un tempo. Liberio, venne aiutato dagli stessi ribelli che anni prima avevano dato noie ad Aureliano. Uccisi i vernentiani in città, si accinse a riprendere il suo posto. Il giorno dopo Liberio però incontrò la morte ad opera degli stessi drow che avevano assalito la città mesi prima. Finiva così la lunga epopea di Liberio, inziata quasi un ventennio prima, e la stirpe dei Monferrato si estinse.

I drow, dopo aver seminato morte e distruzione se ne andarono, lasciando una città e un regno in decadenza. Lo stesso giorno, si persero le tracce anche di Lisandro, erede al trono di Gradara. I territori di Senagallica erano stati persi in favore di Neapolis, che li aveva ottenuti in cambio di alcuni aiuti economici alla città contro vernentia. Anche Argot, fedele consigliere del Lupo Bianco, scomparve dal giorno alla notte, e Lucrezia rimase unica regnante in città. A fine del 2011, la situazione del regno appariva fortemente compromessa, e facile preda per gli stati vicini, Vernentia in testa, che però ancora non mostrava segni di volersela riprendere.

Storia attuale

L’avvento del Lupo Bianco ha portato molti cambiamenti, soprattutto nel Regno di gradara. Il 2012, vede la nascita della Confederazione ethulica, come realtà politica più forte della penisola ethulica, almeno sulla carta. Lucrezia del Forte, rimasta sola alla guida del regno, passò gli ultimi giorni del 2011 cercando di riprendere la situazione, e arginarne la gravità. Il 1° giorno del I mese di Kin, 2011, la regina convocò a corte i membri delle famiglie nobiliari più influenti rimaste nel Regno di Gradara. Alcune di queste, di vecchia formazione, esistevano sin da quando i primi Monferrato guidavano il regno. Altre invece, si erano formate successivamente. A palazzo si tenne il concilio che in seguito sarà chiamato dei Quattro Vessilli, per il numero delle famiglie che alla fine si imposero sulle altre, per potenza e ricchezza. Le famiglie minori quindi, non videro altra scelta che schierarsi sotto i vessillo di queste Quattro. Queste erano la nobile famiglia dei Mirandola, rappresentanti l’anticà nobiltà del Regno, i Colonna, mercanti arrichitisi di Cattolica, i Montefosco, fieri guerrieri, insigniti del titolo nobiliare da Aureliano stesso, e gli Iseldi, responsabili delle miniere del sud del Regno. Durante tale concilio, la Regina espresse la propria volontà di abdicare, e di lasciare il Regno in mano ad un Concilio gestito appunto dalle quattro famiglie nobiliari. Le

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