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Nobile Famiglia Mirandola

La famiglia nobile più antica del territori gradaresi domina dal Monte Titano buona parte delle campagne ad ovest e nord ovest del regno. Trae la maggior parte delle sue risorse dalla gestione delle terre e dei loro frutti. Grazie a questo legame con la terra, la famiglia Mirandola ha potuto mantenere le sue tradizioni senza grossi sforzi: il suo dominio è saldo, legato alla tradizione e ad una certa autorevolezza. I Mirandola infatti sono famosi fra il popolo e gli altri nobili per la loro moderazione, calma e lo stile un po’ anacronistico. Quasi tutti i giovani maschi divengono cavalieri, tanto che la cavalleria pesante gradarese è quasi del tutto formata dai Mirandola. In tempo di pace, invece, i nobili Mirandola che non si occupano di affari di famiglia divengono spesso funzionari interni del regno: moltissimi Mirandola sono giudici. Le ville fortificate dei Mirandola sono spesso un luogo di ritrovo per saggi, intellettuali e artisti, e questa famiglia gode all’estero di fama di brillanti mecenati. Ben diverso è il rapporto con la religione: in quanto famiglia rurale, i Mirandola vedono di cattivo occhio il potere che i grandi Templi cittadini vorrebbero estendere sulle campagne. Pochissimi Mirandola divengono chierici, e persino i figli cadetti, piuttosto che essere inviati nei monasteri, vengono istruiti per divenire uomini di cultura. I Mirandola ammirano i Montefosco per l’ardire militare, sebbene alcune volte debbano intervenire per moderare costumi non consoni alla loro posizione. Disprezzano apertamente i Colonna, praticamente per tutto, dal vivere di denaro, alle origini non ben definite. Guardano con diffidenze anche agli Iseldi, soprattutto nell’ultimo periodo, e il loro rapporto non ben definito con la magia. I Mirandola infatti non vedono di buon occhio l’espansione di conoscenze arcane nel regno: sebbene non apertamente contro la magia, i Mirandola pensano che questa debba essere ben gestita, e posta sotto ferree regolamentazioni.

I Mirandola sono prima di tutto aristocratici. Forma e sostanza spesso collidono. I membri della famiglia sono impegnati a mantenere integrità morale, ma anche a tenere alto il nome dei Mirandola. Spesso per i più giovani questo diviene una paranoia, poiché molti non si sentono all’altezza degli antenati. Inducono quindi in atti particolarmente audaci, come ad esempio sfidare a duello chiunque abbia solo accennato a canzonarli. Altri invece divengono quasi paladini laici dei più deboli, poiché viene insegnato che i nobili sono lo scudo del popolo. Questi giovani divengono subito i beniamini del popolino, ma vengono quasi del tutto ostracizzati dalla famiglia, poiché il distacco dalle avversità è il miglior modo per affrontarle.

I Mirandola hanno solitamente un buon rapporto con le altre culture, anche se tendono, a riguardo delle razze, a dividere il mondo in due metà: da una parte, razze come efli, nani, persino mezz’uomini, con i quali è proficuo mantenere rapporti sia culturali, sia commerciali; dall’altra, razze come orchi, goblin e immondi in generale (compresi i mezzi celestiali, odiati per il loro afflato religioso), che devono essere trattati alla stregua di perenni invasori; di certo, i Mirandola non transigono sui drow: queste creature hanno portato troppa distruzione nel loro feudo, e i Mirandola da tempo accarezzano l’idea di una vendetta.

Al giorno d’oggi, i Mirandola sono forse la famiglia meglio inserita nel territorio, e che può vantare una maggiore fedeltà, visto anche le sue antiche origini, che potrebbero essere fatte risalire addirittura al periodo di Gabriele da Monferrato, che avrebbe insignito i Mirandola perl ‘aiuto contro Costantino. Sovrintendono alal politica Estera del Regno, e ai rapporti diplomatici, nonché si fanno granti del rispetto della legalità.

Parole chiave: tradizione, cavalleria, buon governo, orgoglio, potere

Capo Famiglia: Duca Ottone Mirandola

Nobile Famiglia Montefosco

Nel nord, la giovanissima e fiera famiglia Montefosco, è pronta a difendere il regno da qualsiasi minaccia. Questa guerresca famiglia nasce con Sigismondo Montefosco, il primo capofamiglia, ancora vivente. Sigismondo è stato un eroe di guerra, dalla forza sovrumana, premiato con il titolo e le terre da Aureliano I, dopo essere stato avvelenato e paralizzato. Sigismondo ha subito capito che avrebbe avuto bisogno di aiuto, ed ha richiamato e riconosciuto i suoi innumerevoli figli sparsi per

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