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in armonia fra di loro, senza distinzioni.

Kin rabbioso e istintivo, sognava un mondo dove solo i più forti sarebbero sopravvissuti in un orgia di sangue e distruzione.

Atachel riservata e subdola, sognava un mondo dove solo i più furbi sarebbero sopravvissuti per adorarla e venerarla.

Dallo scontrarsi di quattro ideali differenti nacque il mondo come oggi lo conosciamo. Vedi, Gaia, per sua stessa natura, non poteva creare vita senziente nel suo mondo. Ciò nonostante, la “voleva”, in un certo senso, e lasciò che fossero gli dèi a crearla.

All’inizio gli Dei lavorarono all’unisono anche se scontrandosi continuamente. La prima razza “senziente” a venir creata fummo noi, il Popolo Antico.

Ci diedero poteri pressoché illimitati: intelligenza, longevità e poteri arcani inimmaginabili. In seguito vennero create le altre razze, ognuna con caratteristiche più o meno congeniali a uno dei cinque Dei. Poco dopo avvenne “La Rivolta”.

A quel tempo il potere dei cinque Dei era enorme, ma era soltanto un riflesso di quello di Gaia; i Quattro, in un impeto di orgoglio, decisero dunque di ribellarsi alla loro creatrice sottraendogli il potere. Riuscirono solo in parte nella loro impresa, sottraendo a Gaia cinque sesti del suo potere. Da quel giorno l’essenza di Gaia venne sopita finché il ritorno del caos innominabile, incarnato nella triade demoniaca Abisso, Estasi e Incubo, non la risvegliò.

Intanto la nostra civiltà progrediva.

In principio la nostra capitale si trovava in quelle che oggi sono conosciute come Isole Dell’Estate, anche se si trovavano in ben altro luogo geografico. Sorgeva su di uno dei nodi arcani sparsi per tutto il mondo, dai quale tra l’altro traevamo il nostro potere. Durante il periodo di massima prosperità esistevano diciotto città dove gli Antichi abitavano: due di queste erano Reimas e Gradara. La nostra civiltà ha raggiunto livelli inimmaginabili, grazie al potere ed alla longevità che ci contraddistingueva riuscivamo a vivere in armonia fra di noi poiché ognuno poteva avere qualunque cosa desiderasse e le altre razze erano troppo inferiori per costituire una minaccia.

Come in tutte le razze anche nella nostra vi erano individui con capacità differenti. C’erano i Costruttori, maestri nella manipolazione della materia, coloro che innalzarono le nostre maestose città; gli Illusionisti, che potevano creare spettacoli inimmaginabili o annichilire la mente di un uomo schioccando le dita; gli Evocatori, capaci di richiamare un’intera legione Celestiale; i Guaritori, coloro che più di tutti erano a contatto con la natura e con le razze inferiori; i Sapienti, che possedevano una memoria talmente sconfinata da rivaleggiare con le conoscenze contenute nella biblioteca papale di Neapolis, ed i Condottieri, i capi del nostro popolo, coloro che possedevano tutte le migliori caratteristiche della nostra specie in egual misura.

Io nacqui proprio in quel periodo di estrema prosperità ed equilibrio, all’apice della nostra cultura. Alla nascita i Sapienti si riunivano intorno ad un infante per capire quale fosse la sua vocazione ed io ero senza ombra di dubbio un condottiero. Quello stesso giorno nacquero altri due individui che insieme a me segneranno per sempre la storia del mio popolo.”

L’Antico attese qualche minuto perchè Cassio avesse il tempo di barcamenarsi con i suoi appunti poi ricominciò.

“Crescemmo insieme con la consapevolezza che un giorno saremmo divenuti i migliori ognuno nel suo campo. Io, come detto in precedenza, ero un Condottiero; Nilmatheren, il cui corpo è stato recentemente rinvenuto nel cimitero di Gradara, era un Sapiente, mentre Hagazul, il mio odierno nemico, era un Illusionista senza pari.

Un giorno, grazie alle ricerche effettuate da Nilmatheren, facemmo quella scoperta.

Ricordo ancora, eravamo giovani, forti e immensamente arroganti e quando scoprimmo come gli dei avevano sottratto il potere a Gaia non potemmo far altro che cercare di imitarli…. si, quello era il nostro obbiettivo, pensavamo che gli Dei non avessero più il diritto di esser superiori a noi.

Eravamo noi Antichi ad aver fatto progredire ciò che Loro avevano creato e, secondo il nostro

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