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genere di arma ed alle operazioni di guerriglia e sabotaggio. I manuali di tattica militare neapolitani indicano che ogni singolo Cacciatore in una zona di operazioni dovrebbe venire considerato come in grado di togliere al nemico, in un modo o nell'altro, un vantaggio paragonabile a dieci dei suoi uomini, prima della battaglia.

L'Ordine Splendente è invece composto da quei maghi che vengono incaricati dall'Ufficio di Gestione dei Custodi di servire l'esercito in guerra. Come i Cacciatori, pur essendo un corpo unico, non scendono in battaglia come una singola forza coerente. Invece, vengono sparpagliati in piccoli gruppi o singole persone ed integrate in varie altre unità militari, servendo appena dietro le linee come i Cacciatori agiscono oltre di esse. Sono incaricati di fornire supporto magico, riparare equipaggiamento danneggiato, assistere con la loro magia e le loro conoscenze anche pratiche nelle operazioni delle retrovie (fortificazioni, approvvigionamento, mantenimento della catena di comando, eliminazione di spie ed infiltrati nemici) ed aiutare le prime linee in battaglia, soprattutto rallentando e ostacolando il nemico in caso sfondasse il fronte.

Ogni unità militare ha anche almeno un Cappellano da Guerra, talvolta più di uno, incaricato di occuparsi dei bisogni spirituali della truppa, gestire le funzioni religiose sul campo ed utilizzare i suoi poteri divini per assistere nel corso della battaglia e fuori da essa. I Cappellani da Guerra non sono altro, spesso, che i chierici che si prendono cura dei vari templi di Neapolis, che non sono in alcun modo esentati dal servizio militare e che semplicemente devono sottostare ad un addestramento più intenso in quanto alla preparazione militare si somma una preparazione divina da guerra, come guaritori ed incantatori da battaglia.

L'Esercito Neapolitano è diviso formalmente in una serie di armi: Fanteria, Fanteria a Cavallo, Fanteria di Mare, Arcieri, Lancieri a Cavallo, Arcieri a Cavallo, Genieri e Guardia Urbana.

La Guardia Urbana merita una nota particolare in quanto all'addestramento militare affianca, ovviamente, un intenso studio delle leggi neapolitane e delle operazioni in città.

E’ da sottolineare che l’Esercito Neapolitano ora sottostà al Concilio dei Tre e che, insieme all’Esercito Mediolanense  e quello di Mons Ferratus, costituisce una minaccia reale per ogni possibile attacco esterno.

Ordini Cavallereschi

Il cuore delle forze armate di Neapolis sono i leggendari Quattro Sacri Ordini Cavallereschi.

Questi ordini cavallereschi hanno una grande presa sull'immaginario popolare, e sono stati composti più canti epici e leggende su di essi ed i loro illustri membri passati che su quasi ogni altro argomento.

Farne parte è considerato un immenso onore e, per molti, il coronamento di un sogno covato sin dalla più tenera infanzia.

Non tutti i membri di questi ordini sono paladini, anche se una consistente maggioranza lo è (e i ranghi più alti dei vari ordini sono composti quasi esclusivamente da paladini, pur con alcune eccezioni), ma nessuno sceglie di diventarlo. L'unico modo per entrare a far parte di uno dei Quattro Sacri Ordini è venirne scelti e l'unico modo per far carriera è con il servizio, il merito e l'eroismo.

Il primo dei Quattro Ordini è l'Ordine dei Cavalieri Erranti. Questi guerrieri sono un ordine particolarmente informale, in quanto di rado agiscono in concerto. Spesso si muovono solitari o si aggregano a gruppi di avventurieri e godono di un alto grado di indipendenza e di libertà individuale. Spesso sono visti viaggiare per la campagna neapolitana (e ben oltre) da soli o in piccoli gruppi, cacciando briganti, inseguendo criminali, difendendo villaggi e tenendo le vie di comunicazione libere dal pericolo di mostri, creature selvatiche e taglieggiatori. Questo ordine è in assoluto il più benvoluto dalla gente comune, particolarmente delle campagne, per la loro dedizione e il loro impegno in difesa della popolazione, e non poche leggende popolari hanno per protagonista un Cavaliere Errante.

Un proclama del Papa in persona conferisce ad ogni Cavaliere Errante il diritto di amministrare la giustizia, in assenza di un magistrato, e per questo spesso i Cavalieri Erranti sono i soli giudici su cui i piccoli villaggi della campagna neapolitana possono contare.

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