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punto di vista, rientrava nell’ordine naturale delle cose sottrargli il potere, poiché chi meglio di noi avrebbe potuto sapere come andare avanti?

Una notte precisa, con il favore delle congiunzioni astrali, una notte dove la presa degli Dei sul loro potere era più debole, tentammo, e non pecco di presunzione se ti dico che se non ci avessero scoperti saremmo riusciti nella nostra impresa… ma come puoi intuire venimmo scoperti. Non puoi immaginare l’orrore sui volti dei nostri simili quando ci scovarono in quella stanza, la stessa stanza sopra la quale ora ci troviamo.

Interruppero il rituale a metà e riuscirono a catturare Nilmatheren per poi punirlo a monito per le generazioni future… peccato che di generazioni a venire non ce ne sarebbero più state.

Noi due sopravvissuti fuggimmo, reietti per il resto delle nostre vite.

L’interruzione di un rituale di quelle proporzioni nel suo culmine, scatenò una serie di reazioni a catena che sconvolsero la geografia e le linee di potere di tutto il globo.

All’inizio il processo fu lento e passò quasi inosservato, per dieci anni tutti credevano che si sarebbe limitato al crollo di qualche montagna o al prosciugarsi di qualche fiume… come si sbagliavano.

In un primo momento furono gli sconvolgimenti tellurici a farsi più sentire, squassando la terra per intero. Poi questi sconvolgimenti si attenuarono, ma fu la volta della magia. Le linee arcane si piegarono e in alcuni casi spezzarono. Alcuni nodi implosero su loro stessi mentre altri smisero di funzionare. Fu il tracollo.

La nostra civiltà si basava soprattutto sull’utilizzo della magia e quando questa materia prima venne a mancare si squagliò come neve al sole. Gli Antichi, privati quasi totalmente dai loro poteri, appassirono lentamente fino ad estinguersi tutti quanti nell’arco di trecento anni. Solo noi due siamo sopravvissuti, o almeno così credetti all’inizio.

All’inizio, io e Hagazul andammo avanti a vivere insieme, consumati dal desiderio di vendetta, tramando modalità per riprenderci ciò che ci era stato ingiustamente tolto.

Mano a mano le ripercussioni del nostro gesto si facevano sentire, io cominciai ad avere i primi dubbi sul nostro operato…. quando li esposi ad Hagazul ricevetti in risposta una tremenda sfuriata.

In quel momento divenni consapevole di tutti gli errori che avevamo commesso e che Hagazul non avrebbe mai rinunciato al suo desiderio di vendetta; quel giorno ci separammo e passarono migliaia di anni prima di rincontrarci.

Nel frattempo le nazioni delle razze inferiori crescevano e progredivano ed io mi limitavo a fare da osservatore. Così cominciai a prendere a cuore il destino di queste razze, anche se non intervenni mai nello svolgimento della storia. Mi limitavo a controllare i nodi arcani che nel frattempo si erano stabilizzati ed a cercare tracce di Hagazul, sperando che non mettesse in atto nessuno dei suoi folli piani.

Alcuni anni fa, otto per l’esattezza, accade ciò che più temevo, anche se non da parte di chi temevo. Qui entra in scena Anthea.

Anthea in verità faceva parte della mia razza, il problema è che ora mai non ne era più consapevole…. nacque quando i primi disastri si abbatterono sul mondo e non conobbe mai a fondo la nostra civiltà. Per una sorta di istinto di autoconservazione rimosse dalla sua mente le sue origini, credendosi in tutto e per tutto un essere umano come voi.

Otto anni fa però il suo istinto ebbe il sopravvento.

A sua insaputa era irresistibilmente attratta da Gradara, attratta da quel nodo arcano che millenni prima era stato l’inizio di tutto. Il resto è storia: fortunatamente i cittadini Gradaresi riuscirono a contrastarla e a farla rinsavire, in quel momento riuscì nell’impresa che a noi era stata preclusa anche se in maniera diversa. Se io e i miei due compagni fossimo riusciti nel nostro rituale avremmo posseduto il potere degli dei, con la differenza che avremmo potuto esercitarlo completamente sulla terra, cosa che nemmeno i Cinque possono fare, se non attraverso i loro servitori. Anthea fu saggia, decise di acquisire quel potere per divenire lei stessa una dea, ma anche di ascendere al piano spirituale così da mantenere l’ordine naturale delle cose.

Purtroppo anche lei non aveva calcolato una cosa: con la riapertura del nodo arcano venne

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