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oggi è la principale sede del culto in tutta la penisola ethulica.

Vennero istituiti grandi tribunali e un sistema legislativo fra i più complessi di tutti i tempi.

Alla morte dei Draghi cinque famiglie presero il potere, i Bernoldi, i Crociari, i Del Tiglio, i Valchini e i Bormanzi istituirono un governo di tipo oligarchico e si auto proclamarono “i Vassalli”, a sottolineare il loro impegno a servire il proprio popolo. In verità da quel giorno i Vassalli tentarono in tutti i modi di favorire le proprie casate e di rovesciare le altre; in effetti alcune di esse sono cadute,  altre però hanno preso il loro posto. Solo i Del Tiglio resistono ancora oggi in cima alla piramide sociale di Mediolanum, ma non hanno più il potere di un tempo.

Mediolanum, dopo la caduta dell’impero Neapolitano, è rimasta per alcuni anni in uno stato di caos politico, che l’ha vista frammentata in tanti piccoli Vassallati, finchè alcune famiglie non si accordarono per unire il regno sotto un'unica bandiera, soprattutto per le pressioni esterne.

La chiesa Itzamniana si impose come guida per il neonato regno, dando una solidità strutturale che fù la carta vincente per la sopravvivenza.

L’espansione territoriale di Mediolanum, è avvenuta in maniera lenta ma costante, dapprima la conquista del patriarcato di Aquileiam avvenuta intorno al 1200 D.N, in seguito piccole guerriciole di confine contro Florentini, Monsferattesi e Caesenati hanno ulteriormente espanso il territorio. Se non fosse stato per le continue guerre contro l’altro colosso del nord, Mons Ferratus, la potenza militare mediolanumense avrebbe potuto inglobare tutto il nord ethulico, arrivando a minacciare i confini di Neapolis. Nonostante la vicinanza con il Reich, storicamente non si registrano conflitti fra i due regni, da una parte i teutonici hanno dovuto sempre fare i conti con le invasioni dalle terre selvagge, ignorando completamente la penisola ethulica, dall’altra Mediolanum non ha mai avuto interesse ad inimicarsi un si potente regno.

Molte delle invasioni di orchi e barbari, che sfondavano in Illiria, si sono poi riversate nel territorio mediolanumense, senza causare mai troppi danni, tranne ovviamente l’esercito di Liberio da Monferrato, che nell’ultimo anno ha messo in seria crisi il regno.

Una delle batoste più vergognose della città, fu dovuta alla scellerata politica di Bertrando Mellerofonte, leader del Concilio dei Vassalli nel 2007. Egli persuase Mediolanum a schierarsi in favore di Senagallica contro Neapolis e Gradara. Quando Senagallica perse contro i due regni coalizzati, Mellerofonte, alal testa di un battaglione di soldati di Mediolanum, invase il Regno di Gradara. In una delel giornate più nere dal punto di vista militare, il temibile battaglione Forgia fu interamente distrutto dai gradaresi, che finora tutti pensavano inermi e impreparati ad uno scontro con una potenza così grande. Fortunatamente Aldebando Monfalco prese saldamente in mano le redini del destino del regno riuscendo a riportare nella guerra ethulica, una vittoria, seppur segnata da numerose perdite.

Deficitata dei territori attorno a Felsinea ceduti ai florentini, secondo gli accordi post-bellici, Mediolanum riuscì ad annettere al suo regno tutti i territori dell'area dell'ex panarcato di Caesena, potendo così contare sul fertilissimo territorio per rimpinguare le riserve alimentari, ridotte all'osso dopo la guerra.

Dopo che Aldebando Monfalco dichiarò la fine della guerra, tutte le armate ritornate a casa, ed una grande festa, a dispetto dei mesi di magra, venne celebrata in tutte le strade e le taverne.

Due giorni dopo si radunò il concilio dei Vassalli per visualizzare il punto della situazione.

In apertura del concilio Monfalco consegnò la Verga del Comando, da secoli simbolo di potere assoluto che la città riconosce in caso di guerra.

A questo punto venne ufficializzata l’esclusione della famiglia Mellerofonte dal Concilio (votata all’unanimità) e si scelse un nuovo candidato per il seggio vacante.

Dopo un’aspra battaglia venne scelto Bellisario Maria Fazi Cesana, brillante nobile proveniente da una delle famiglie più illustri del patriarcato.

Fù istituito un nuovo ordine cavalleresco, fondato da niente poco di meno che Pierguiscardo Brambilla: l’ordine dei Cavalieri del Fiume.

Molti giovani signorotti, secondogeniti e figli di mercanti pieni di orgoglio e volontà cavalleresche, che hanno avuto la fortuna di non combattere nella guerra,  si sono iscritti a frotte in questo

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