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Patriarcato di Aquileiam

Il Patriarcato era uno dei territori più ricchi e prosperi sotto lo stretto controllo dei vassalli di Mediolanum. Dopo la venuta dell'esercito del Lupo Bianco, di questi territori non restano che rovine e macerie, tutte le principali città tra cui la stessa Aquileiam sono state letteralmente rase al suolo.

Ora che non esiste più un esercito ne un ente politico capace di governarlo, questo territorio è passato direttamente sotto il controllo della confederazione, annesso in tutto e per tutto alla regione di Mediolanum, perdendo quella minima indipendenza che un tempo possedeva. Gli abitanti e le nobili famiglie sopravvissute  si sono riuniti, decidendo di edificare sulle rovine di Aquileiam una nuova città che sarà appunto chiamata Nuova Aquileiam.

Patriarcato di Urbino

Da secoli la ridente città di Urbino ha sempre utilizzato la propria posizione di centralità per imporsi come intermediario tra i mercati occidentali e quelli orientali dell'Ethulia.

Crocevia di popoli e nazioni, la piccola potenza è sempre riuscita a tenersi distante da guerre di grossa portata e conflitti.

Al principio tutti i territori erano sotto il controllo di Lucio Maria Della Castellarda, pio Arciduca delle lande urbinate che, prima della sua dipartita, donò tutti i territori al Priorato di Chel.

In meno di un battito di ciglia il Priore Abbondio da Tivoli divenne uno dei più grossi e potenti tenutari di tutta Ethulia.

Coi secoli, il titolo di Patriarca divenne poi ereditario, la successione venne permessa anche a laici (nell'ultimo secolo solo uno dei 5 patriarchi era un sacerdote).

Ridente cittadina commerciale con un territorio abbastanza esteso. Il suo governo tende ad accettare le altre religioni purché non vadano troppo contro alle leggi e alle usanze del posto.

La città gode di un ottimo snodo commerciale che porta nei propri confini genti di ogni razza e di ogni dove per commerciare con le merci più svariate. Questo fattore ha portato la città ad arricchirsi notevolmente, tanto da essere una delle poche città ad avere una vera e propria università che si occupa di svariate materie: dall’accademia di magia a quella di erboristeria, dalla scuola di arte alla meno nota accademia militare.

La politica interna tende a favorire sempre di più il commercio, che arricchisce i cittadini operosi, e così anche le casse della città.

Dopo la guerra per la successione, che ha visto il Patriarca Pancrazio, opporsi alla candidatura del nipote Aureliano Spigadoro, il Patriarcato vive uno dei suo momenti storici più bui. Alla morte di Aureliano, dopo che la guerra aveva già visto la sua fine a causa dell'invasione da parte del Lupo Bianco del nord Ethulico, Pancrazio anche se vecchio e malato, si oppone alla successione del figlio di Aureliano, Lisandro spigadoro.

Come ultimo sberleffo ai danni dell'ormai defunto nipote, Pancrazio redige un testamento poco prima di morire, dando in eredità il suo governo e tutti i territori dell'Urbinate alla Confederazione Ethulica.

Patavium

Più che di una città, si tratta di una cittadella. Sorge sul fiume Mastice controllando uno dei guadi più importanti per raggiungere il nord Ethulico.

Tutto l'abitato è racchiuso da una spessa cinta muraria, mentre l'enorme ponte che collega le due sponde del fiume è controllato da quattro enormi torri. Durante la guerra Ethulica la cittadina è stata la chiave della vittoria di Mediolanum, riuscendo a resistere ad un assedio interminabile grazie alla posizione strategica e al coraggio dei difensori. é il luogo dove vengono addestrate le truppe migliori di tutto il Regno, a partire dal Battaglione Forgia, ora è anche la sede dei Cavalieri del Fiume fondato da Pierguiscardo Brambilla dopo la vittoria nella guerra Ethulica. Per omaggiare Pierguiscardo, i Vassalli gli hanno conferito il titolo di Governatore della città, che tuttora detiene.

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