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maghi, arcimaghi e stregoni di ogni razza e provenienza delle terre d’Ethulia.

La Dotta

F

lorenzia detta “la Dotta” è conosciuta in tutto il mondo per i suoi molteplici centri culturali, come le numerose scuole di magia, o le accademie dei saperi e dei mestieri che continuano a produrre gli eruditi più preparati di tutta la penisola, o i vari circoli di liberi pensatori che si dilettano passando intere giornate a filosofeggiare.

Da ogni punto della città è possibile ammirare le alte torri affusolate che si ergono a sfidare il cielo, le torri che gli Ordini Arcani hanno costruito per contenere il loro immenso sapere. Le più alte sono destinate naturalmente agli Ordini più importanti (Elementalisti e Maghi), ma altre torri più basse, sono disseminate ovunque nella città, mimetizzate tra mirabolanti edifici dalle forme e dal gusto attentamente ricercato, sedi di importanti consorzi, di università, gilde di lavoratori, ma anche musei, teatri, biblioteche...

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l patrimonio artistico\culturale della città è impressionante, i musei sono circa una ventina e spaziano da quelli con esposizione di quadri e statue a quelli naturalistici. Le università sono talmente tante che è difficile contarle, ne esistono di tutti i tipi, da quelle sull’agricoltura a quelle sulla giustizia (in verità di queste ce ne sono sei, una per ogni differente sistema legislativo che vi viene insegnato). Ci sono almeno dieci biblioteche pubbliche e più di trenta private, le scuole di teatro producono attori tra i più famosi del mondo, le scuole di artigianato producono manufatti di finissima fattura, richiesti in ogni parte del mondo. A Florenzia tutto ciò che ha a che fare con la conoscenza è ben accetto.

Gli dei venerati sono i Cinque del Patheon e perfino il culto di Anthea. Addirittura il Culto sta facendo sempre nuovi proseliti, e potrebbe presto divenire il più seguito della città, soprattutto da quando Gradara lo ha posto tra i Culti eretici. I rapporti tra Florentini e Chiese è molto particolare. Da un lato i fedeli trovano nella città tutto ciò di cui un religioso ha bisogno per contemplare in maniera più completa il suo Dio: alcune biblioteche ospitano alcuni tra i più antichi volumi di teologia mai scritti, e alle costruzioni religiose viene riservato lo stesso rispetto che per ogni altro edificio. Tuttavia non sono pochi quelli che considerano la religione ormai un peso per il progresso Florenzino, e che si dovrebbe in qualche modo limitare il potere sconfinato della Chiesa sul mondo terreno. Per ora, queste opinioni rimangono parole e niente più.

Non esiste un culto dominante e neanche una razza dominante. A Florentia tutto è tollerato e  accettato, al di fuori ovviamente di ciò che va contro la legge.

Il governo della città è il più complesso di tutta la penisola ethulica e rispecchia fedelmente lo spirito della città. Esso è formato da un consiglio di trenta Senatori, che occupano i seggi a vita. Non esiste una gerarchia ufficiale, ma delle correnti di pensiero formate da gruppi più o meno numerosi di persone le quali, di solito seguono un capo che li guidi o che li ispiri.  Ogni Senatore, d'altra parte, ha poteri legali e politici uguali a quelli degli altri è può occuparsi di ogni aspetto della vita cittadina. Una volta che un Senatore muore, l'assemblea dei Senatori si riunisce per eleggere un altro cittadino Florentino che prenda il suo posto. Di norma ogni decisione deve essere presa all'unanimità, ma se ciò non avviene entro almeno tre settimane di consultazione, si passa alla votazione, la quale obbliga ogni Senatore ad esprimere un voto. Se si ottiene una maggioranza di almeno venti voti, la decisione si considera presa, altrimenti si ritorna alle consultazioni. Va da se che con un simile sistema di governo i Senatori impieghino anche anni per raggiungere una decisione vitale.

Nel periodo appena precedente alla Guerra Ethulica, un Senatore è stato investito di poteri superiori a i suoi pari: era il caso del Senatore Pietro Sclerozi, al quale, in virtù del suo ruolo di Ministro degli Esteri, era stato attribuito un valore rappresentativo nei rapporti con le altre realtà ethuliche e non. Dalla sua morte, nessun altro Senatore ha assunto tale incarico.

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