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infittito i rapporti con Florenzia reinsaldando le alleanze commerciali. L'unico lato negativo è la quasi totale deforestazione che i boschi di Ghaz Gheneva hanno subito, un pò per rimpinguare le riserve dell'esercito di Neapolis impegnato per un anno intero nell'infruttuoso assedio a Patavium, un pò per fornire carburante alle fornaci degli Juggernault corazzati con propulsione a vapore.

Nonostante questo, Ghaz Gheneva stava attraversando il periodo più fiorente della sua storia; questa corrente di positivismo subì ,però un feroce arresto il 12° giorno del terzo mese di Chel 2011 d.N., al seguito del pubblico comizio di Ignatius Ironfield, nel quale sostenne la sua intenzione di promulgare leggi che controllano e riducono le innovazioni tecnologiche, spinto dal decadere della fanteria gheneviana e  dalle pressioni della chiesa di Itzamna. Ecco uno stralcio di quel famoso discorso:

“Illustri presenti, non mi perderò in convenevoli ne in gentilezze;

le ultime scoperte in campo tecnologico stanno mettendo a dura prova la nostra città, sempre più cantieri saltano in aria, sempre più vittime di questa corsa alla scoperta affollano i cimiteri, le nostre truppe di fanteria, in buon stile nanico, perdono prestigio, lasciando spazio ai fallimentari gruppi tecnologici.

Chiedo ufficialmente, imponendo la mia influenza in questa città, di cessare tutte le sperimentazioni in nome di Itzamna. Stiamo sputando sulle tradizioni e ignoriamo le ripercussioni che queste scoperte provocano alla nostra bella città…”

Questo discorso causò un’assemblea straordinaria di settantre ore continue. Allo scoccare della  31° ora di accesi dibatti erano state distrutte ventitre tazze, quattro sedie, tre tavoli in legno e una colonna ornamentale, oltre alla dipartita di due tra più anziani esponenti delle sette famiglie, uno per infarto e l’altro per disidratazione dovuta ad un acceso discorso di 6 ore continue.

Dopo che il grande faro di Ghaz Gheneva suonava le cinque di pomeriggio, la 73° ora dell’assemblea straordinaria, scopia la prima rivoluzione armata della città.

Mentre l’assemblea veniva sciolta senza risultato utile la rivoluzione era al suo apice, i stretti cunicoli della città erano protetti da alte barricate ricavate dai più improbabili oggetti, i commerci bloccati, il porto vigeva nella più totale anarchia, unica autorità era la crescente criminalità delle zone.

La rivoluzione era ormai al suo 5° giorno, quando venne riunita per la seconda volta l’Assemblea delle Famiglie Governatrici, mentre si stava per approvare l’intervento del corpo di balestrieri per sedare le rivolte, intervennero in quel ormai storico evento, Gruska Trov, orco dall’insolito aspetto, se pur di pelle verde possedeva un fisico gracile dalla schiena incurvata e dalla bassa statura, reggente del locale tempio di Kin e rappresentate del quartiere portuale, accompagnato dai suoi cugini, orchi dai connotati fisici più classici; alla sua destra Flikky De Nubius esponente mezz’uomo del ghetto Ovest e noto banchiere, alla sinistra in compagnia del suo “getta panico a canne mozze” Lorghenev Bruteldorf capo della Gilda degli Inventori e rappresentante del quartiere Est della città.

I tre si imposero come referenti popolari e comunicarono le loro richieste al fine del concludersi della rivoluzione, le richieste consistevano in cinque grandi punti:

1-

Investitura delle famiglie Trov e De Nubius a famiglie reggenti (rappresentate rispettivamente nelle vesti ufficiali da Gruska per la prima e da Flikky nel seconda famiglia).

2-

Riconoscimento e sostegno alla chiesa di Kin locale.

3-

Fondi e mezzi per il commercio, e  produzione dei più interessanti prototipi prodotti dalla Gilda degli Inventori.

4-

Un risolutivo intervento del governo nel debellare le scorrerie che imperversano nei territori gheneviani da parte di pirati di etnia algerina.

5-

Un significativo imporsi come potenza indipendente in Ethulia, allo scopo di debellare lo spauracchio di una possibile annessione alla Lega Panetulica.

L’assemblea affascinata dal carisma di Gruska, accettò ogni singolo punto, e in meno di due ore la rivoluzione ebbe termine e quei cinque caotici giorni vennero rinominati “Le Cinque Giornate

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