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VERNENTIA

La più ricca città di tutta Ethulia, in grado di gareggiare per ori e merci con le più grandi città dell’impero Asa, il suo porto immenso ospita decine e decine di navi: mercantili di ogni stazza e dimensione, galee da guerra minacciose e sempre pronte a partire, agili liburnee per la caccia ai pirati che fin troppo spesso cercano di colpire le floride rotte commerciali usate dai mercanti vernentiani. Vernentia è infatti prima di tutto una città di mare, edificata quasi sul mare stesso, canali di ogni dimensione attraversano tutta la città vecchia e per spostarsi non si va a piedi, ma bensì si utilizzano le gondole, piccole imbarcazioni usate per muoversi lungo i canali e spinte da uno o due rematori che utilizzano lunghe pertiche.

Vernentia è anche la città dei mercanti: qui ogni giorno è giorno di mercato, qui ogni merce può essere comprata o venduta senza troppe domande, a patto di pagare il giusto prezzo e soprattutto le tasse imposte dal governo della città. Sono poi proprio i mercanti e i più ricchi proprietari terrieri a far parte del Consiglio che governa la città e che elegge i tre Dogi che dirigono il potere esecutivo: a costoro infatti compete di guidare il vasto apparato statale e burocratico di Vernenzia.

La Fondazione

Narra la leggenda che dove ora sorge Vernenzia un tempo esistevano soltanto acquitrini e paludi maleodoranti. Un giorno un giovane pastore dovette avventurarsi in mezzo alla palude per recuperare un capretto che si era allontanato dal gregge.

Mentre ancora cercava il capretto vide una fanciulla che per quanto sporca e vestita di stracci possedeva un fascino ammaliante. Rapito dalla bellezza della ragazza il giovane le andò incontro, la prese fra le braccia e giacque con lei senza che facesse la minima resistenza. Da quel giorno il giovane tornò spesso alla palude trovando ogni volta nello stesso punto la fanciulla. Un giorno la fanciulla gli disse di chiamarsi Vernentia e di essere stata maledetta dagli dei e che solo un cuore puro avrebbe potuto salvarla. Il giovane le disse che avrebbe fatto di tutto per lei compreso donarle la sua anima. E fu quello che fece. Vernentia strappò il cuore dal petto del giovane divorandolo. Nove mesi dopo diede alla luce cinque gemelli che in seguito fondarono la città.

Usi e Costumi

Vernentia, città di mercanti e artigiani, è una città dominata dal denaro e dagli intrighi politici: le più potenti casate mercantili si affrontano infatti costantemente in guerre sotterranee nelle quali tutto è permesso: omicidi, furti, rapimenti, ricatti e in rari casi anche veri e propri atti di pirateria sono parte di questi scontri feroci; le Corporazioni inoltre non sono da meno: non solo infatti si scontrano spesso con i Dogi o il Consiglio per ottenere vantaggi commerciali, sociali o politici, ma spesso sono anche sede di scontro tra i propri membri; molte sono infatti le vie per diventare importanti in una gilda e non tutte sono legali.

Spesso inoltre le più ricche casate costituiscono delle banche, con filiali sparse nelle colonie e nelle città più importanti di svariati regni e imperi: raramente i tassi di interesse sono a buon mercato, ma il servizio è generalmente ottimo e puntuale; inoltre è sempre possibile rivolgersi a queste banche per ottenere delle lettere di credito, documenti che permettono di depositare del denaro in una sede per ritirare poi la medesima somma in un’altra filiale evitando così il rischioso trasporto di ampie somme.

Un discorso particolare merita la religione a Vernentia: se infatti la divinità più adorata ufficialmente è Kinich, in quanto dio del commercio e dell’ordine, il culto di Kin non è da meno: in quanto dio del vento è infatti molto rispettato e temuto dai marinai vernentiani, che spesso rivolgono a lui molte preghiere per ingraziarselo e ottenere una facile navigazione.

Il culto più comune, rispettato e soprattutto diffuso è e rimane però quello di Atachel: nessuno parla mai ad alta voce della Signora delle Ombre, i suoi templi non sono mai contrassegnati pubblicamente in città e i suoi adoratori tacciono quando si parla di Atachel mentre si è a portata di

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