X hits on this document

731 views

0 shares

0 downloads

0 comments

179 / 299

Dal lato del mare, a breve distanza dalle banchine e dai frangiflutti che delimitano il porto di Vernenzia, stazionano costantemente varie galee da guerra e liburnee che controllano i carichi delle navi in entrata e in uscita, imponendo i dovuti dazi ed evitando il contrabbando di merci vietate.

Il porto stesso di Vernenzia è diviso in due parti: il primo porto è quello mercantile e si estende lungo un ampio tratto di costa con lunghe banchine dove, pagando, chiunque può ormeggiare la propria nave; vi sono poi delle banchine, veri e propri piccoli porti a sé stanti, che si estendono direttamente dalla zona cittadina che da sul mare, queste zone sono di proprietà delle principali famiglie mercantili e sono collegati direttamente a dei magazzini che possono subito accogliere le merci appena portate dai mercantili. Ovunque, inoltre, nella zona del porto civile, sono sparsi piccoli pontili dove le barche da pesca stanno all’attracco quando cala il sole o il tempo è troppo brutto per poter uscire ad affrontare il mare.

Il secondo porto è quello militare, con le sue imponenti banchine, il massiccio arsenale dove vengono costruite le migliori navi d’Ethulia e del mondo intero (se quanto dicono i marinai vernenziani è vero). Qui possono attraccare fino ad un centinaio di galee e svariate liburnee, i cantieri navali inoltre fremono costantemente per l’attività: o infatti viene varata una nuova nave o si iniziano i lavori per ripararne un’altra o sono occupati nella manutenzione di un’altra, mai un attimo di tregua interrompe i lavori.

L’entroterra

Il territorio terrestre di Vernenzia è tutt’altro che esteso, la sua stessa produzione agricola infatti non basta a mantenere nemmeno la metà della grande città. Molto diffusa è la mezzadria: i nobili terrieri sono ormai da tempo scomparsi da queste terre ora dominate da latifondisti ben poco interessati nella conduzione diretta delle coltivazioni, ma d’altro canto molto interessati ad ottenere da esse il massimo reddito.

La zona è in massima parte coltivata: ben poche sono rimaste le zone boscose, un tempo molto estese, ma quasi totalmente abbattute per ottenere il materiale da costruzione per la flotta vernenziana. La povertà di legname ha perciò spinto il consiglio, sotto la pressione dei dogi, a imporre di divieto di tagliare gli alberi, pena una pesante multa e venti frustate, per qualsiasi uso che non fosse l’alimentare il focolare della propria dimora. Tale divieto si estende anche nella zona prealpina dove le foreste sono ancora vaste e floride, qui infatti solo i boscaioli pagati dal governo di Vernenzia hanno la possibilità di tagliare il legname necessario per la città e per la produzione di navi.

Dopo la guerra Ethulica Vernenzia si è impossessata dei territori della fascia costiera di Caesenaticum e di Sena gallica, oltre che avere il controllo politico/economico della città di Pisaurum.

Il Consiglio e i Dogi

L’Alto Consiglio di Vernenzia, conosciuto più semplicemente dai cittadini come il Consiglio, è composto dai capi-famiglia delle trenta casate più ricche ed influenti della città: sono costoro che eleggono i tre Dogi, ai quali spetta l’arduo compito di far proseguire senza troppi intoppi la vita della città, e a questo senato spetta la formulazione e la promulgazione delle leggi, a questo consiglio competono le decisioni in materia di politica estera; è infatti il Consiglio che riceve gli ambasciatori e i messi provenienti dalle altre terre ed è sempre esso a decidere, in seduta rigorosamente plenaria, come agire con gli altri stati e se scendere o meno in guerra.

Molti sono gli intrighi, le trame tessute e le lotte aperte e nascoste tra i membri del Consiglio stesso, alleanze e inimicizie si appaiono e scompaiono in pochi istanti e ovunque nascosti sotto parole mielate si nascondono coltelli avvelenati. Intrighi legati non solo agli scontri in senato, ma anche alle lotte fatte per poter entrare a far parte del senato stesso: il solo modo per ottenere questo diritto, o forse sarebbe meglio parlare di privilegio, è quello di spodestare una famiglia che ne fa attualmente parte. Raramente le famiglie minori riescono in questo intento, ma questa costante lotta per la supremazia sia economica che sociale mantiene sempre vivo lo spirito dei consiglieri,

Document info
Document views731
Page views731
Page last viewedTue Dec 06 18:33:54 UTC 2016
Pages299
Paragraphs4144
Words177797

Comments