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che raramente hanno modo di adagiarsi sui loro allori e sono costretti invece a guardarsi non solo dai loro nemici del consiglio, ma anche dai casati minori che desiderano mostrare a Vernenzia il proprio valore e la propria potenza spodestando qualche famiglia in decadenza.

Dura è anche la lotta per il potere che ormai sempre più spesso infiamma i rapporti tra i Dogi e il Consiglio: i primi infatti sia legalmente che illegalmente cercano in questo periodo di incertezza e di guerra di acquistare sia un maggior prestigio agli occhi dei cittadini, sia un maggior peso politico e una maggiore libertà d’azione.

I tre Dogi, d’altro canto, sono spesso oberati dal loro lavoro, ma proprio in questo è la loro grande forza: non c’è infatti cosa che non debba passare sotto il vigile e rapace occhio della burocrazia vernentiana che a sua volta altro non è se non il braccio dei Dogi, che tramite essa amministrano e regolano la vita cittadina.

Generalmente un doge viene scelto dal consiglio per la sua esperienza, per i suoi legami con le casate e soprattutto per la sua malleabilità, d’altro canto non sempre il Consiglio riesce a valutare sufficientemente bene i candidati e di quando in quando qualcuno sfugge al controllo del senato, che si ritrova a dover trattare con il doge in questione per veder eseguite in pratica le leggi e le direttive che proclama nelle sue sedute.

La marina

Le navi usate dalla Marina da guerra della Libera Repubblica di Vernentia sono fondamentalmente di due tipi: le galee da guerra, imponenti imbarcazione con un singolo ordine di remi per ciascuno dei quali sono disposti cinque rematori, e le liburnee, anch’esse con un solo ordine di remi a cui però sono affiancati due soli rematori.

La grande flotta di Vernentia è al giorno d’oggi molto provata e mostra le profonde cicatrici lasciate dalla recente guerra ethulica, e dalle scaramucce giornaliere avute con i temibili pirati lirri. Proprio per questo motivo i cantieri cittadini sono continuamente impegnati nella costruzione di nuove navi da guerra che riportino la flotta ai suoi livelli precedenti.

Tutti gli uomini di mare di Vernentia, dai capitani ai rematori, sono tra i più qualificati che si possano incontrare: una vita passata tra i flutti e le maree praticamente dal momento della nascita fino, generalmente, a quello della morte, li ha resi perfetti per l’arte marinara. Vi è inoltre una famosa scuola per capitani nella città, aperta però ai soli cittadini, che devono anche giurare di non rivolgere mai le loro abilità contro la loro patria, dove vengono addestrati non solo nello svolgere al meglio le attività di gestione quotidiana della navigazione, ma anche nelle tattiche e nelle manovre necessarie per poter efficacemente condurre uno scontro in mare.

A questo ovviamente si aggiunge il fatto che la corporazione dei costruttori di navi della città è conosciuta come la migliore nella costruzione delle galee e raramente la flotta vernentiana si è mai potuta lamentare di una inferiorità qualitativa rispetto ai suoi nemici; i segreti di costruzione delle navi della corporazione sono tra i documenti meglio sorvegliati e nascosti delle terre conosciute: a nessun costruttore di navi è infatti permesso uscire dalla corporazione una volta entrato o divulgare anche il più piccolo ed insignificante dettaglio di fabbricazione a chicchessia, pena la morte, e i documenti stessi che descrivono il metodo di costruzione delle galee per filo e per segno sono nascosti all’interno della sede della corporazione, una sorta di piccola fortezza difesa da alcune guardie facenti parte dell’esercito di Vernentia, adiacente ai cantieri militari.

Oltre che per le navi da guerra la corporazione è anche rinomata per le ottime navi mercantili che vengono varate: caratterizzate dalla struttura leggera e da un’ampia velatura, non per niente infatti i mercanti vernentiani riescono a sfuggire ad eventuali pirati grazie alla rapidità delle loro navi; il rovescio della medaglia è che il cargo che questi vascelli possono trasportare è generalmente di gran lunga inferiore a quello che i mercantili diffusi nelle altre terre possono tenere nella stiva.

Per ultimo bisogna ricordare come una delle armi che tanto hanno resto grande e temuta la flotta vernentiana è il terribile fuoco-greco, usato per incendiare le navi nemiche: la miscela è stata a lungo tenuta segreta dalla Corporazione degli alchimisti, ma durante la recente guerra il suo segreto è stato in buona parte condiviso con gli Mediolanum e Gradara.

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