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Da allora, la città è rimasta saldamente in mano vernentiana, che l’hanno trasformata in una roccaforte pronta a resistere ad evenutali attacchi da sud. Il suo porto è stato fortificato, e ospita una discreta squadra di galee da guerra, pronte ad intervenire.

La popolazione, dopo aver passato varie dominazioni nel giro di pochi anni, è troppo provata per anche solo tentare di ribellarsi, e di certo non ne avrebbe le capacità. Molti dei nobili cittadini, un tempo fedeli a Quatemok, e poi spodestati da neapolis e Gradara, ora servono fedelmente Vernentia, vogliosi di vendetta su Neapolis e Gradara. Ora l’entroterra di Senagallica, dopo essere stato incorporato nel regno di Neapolis, in seguito ad accordi presi con Gradara, fa parte del territorio della Confederazione ethulica, e ha visto insorgere di numeroso torri di guardia, per riferire possibili movimenti vernentiani.

Personalità

Gran Sacerdote di Kin Giampaolo Bernazzi: Un uomo piccolo, minuto ma energico e mai fermo, esperto capitano di mare, ha veleggiato a lungo e ha servito Kin in mille terre e in mille modi; estraneo alla maggior parte delle lotte per il potere che si svolgono in città, ma sempre pronto a dare contro al gran sacerdote di Kinich.

Alfonso Bernabei Vitti: Il vecchio Gran Sacerdote di Kinich ha passato la sua vita a masticare amaro per i torti subiti; intorno non ha molti sostenitori, ma quelli rimasti non potrebbero essergli più fedeli. Oggi è in prima linea nella lotta per la legalità e contro gli Atacheliani; di certo è la figura più autoritaria del movimento che si è formato sulla scia delle gesta del deceduto doge Alfredo Paraffini.

Augusto De Andrade: Comandante militare e capitano di vascello, ad aver ottenuto una lunga serie di vittorie nella riconquista delle colonie insorte, ad inizio del 2011. Ora è l’unico doge rimasto in città, in attesa che il Concilio ne nomini altri due. Ha una mente calcolatrice e fredda, capace di prendere decisioni con al massima velocità, e senza alcun ripensamento morale. Tattico molto capace, sa incutere un rispetto quasi religioso nei suoi uomini, e in chi gli sta intorno. Non un abile spadaccino, ma quello che difetta in bravura, lo recupera in astuzia e carisma.

Ettore de Andrade: Fratello minore di Augusto, comandate del gruppo di incursori nominato “Fulmini Notturni”. Non ha il carisma o l’abilità tattica del fratello, ma è fedele oltre ogni dubbio, sempre leale, e pronto a morire per Vernentia e il fratello. In battaglia il suo valore è comprovato, e si è distinto più di una volta per atti di grande coraggio. Per queste sue qualità, è molto rispettato dai suoi uomini, e un aiuto davvero impareggiabile per il fratello.

Gran Sacerdote, o sacerdotessa, di Atachel: di costui si sa poco se non nulla, solo la cerchia più alta del culto sembra sapere qualcosa della sua identità, ma gli altri confratelli non sanno alcunché. Ha sostituito il suo predecessore con un agile colpo di mano, colpo che secondo i più ha comportato lo spargimento di molto sangue, ed ha stretto ancor di più i legami del culto con la Corporazione degli Assassini, che da molti ormai viene vista come il braccio armato di Atachel. Da quando è salito al potere le manovre degli atacheliani sono diventate, se possibile, ancor più nascoste e ancor più ampie: è infatti deciso non solo a riprendere la posizione di potere che il culto aveva prima dell’arrivo di Paraffini, ma anche ad ottenerne una migliore.

Francesco Pantaleoni e Nicolò Rossi

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