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I Lirri sono una popolazione, un’etnia, ma sono ben lungi dall’essere considerati uno Stato od una Nazione, in quanto il territorio scosceso e montuoso, oltre che prevalentemente brullo e roccioso, ha fatto sì che i Lirri si aggregassero in Città-Stato indipendenti, ognuna racchiusa da un golfo sulla costa o da qualche piccola valle dell’entroterra.

Data la poca fertilità di queste terre, le città dei Lirri sono per lo più situate sul mare o sui versanti costieri, in quanto il sostentamento di questa popolazione è in gran parte costituito da ciò che può fornire il mare: per questo motivo le terre dei Lirri vengono comunemente chiamate dagli stranieri “Isole Lirri”, come se di fatto ciò che colpisce il visitatore la prima volta che raggiunge questi luoghi non sia tanto la visione delle alture peninsulari, quanto l’incessante movimento e l’accozzaglia di suoni caratteristici della frenetica vita delle isole.

La necessità di vivere a stretto contatto con il mare ha fatto sì che i Lirri sviluppassero una grande abilità nella navigazione e nella pesca, così che alcune città stato iniziarono a commerciare prodotti marittimi con alcuni porti esteri del Mare Nostrum ed iniziarono ad offrire i propri servigi come trasportatori di merci dall’ Est all’ Ovest e viceversa, arricchendosi enormemente; allo stesso tempo tra le attività dei Lirri sono contemplate anche il contrabbando, nonché il trasporto e l’occultamento di persone “scomode”, come prigionieri evasi, personaggi riconosciuti come eretici, assassini, ladri, cospiratori politici, ecc…purché tutte queste attività illegali non creino danni pratici alla comunità dei Lirri.

La storia

Le isole vennero occupate quando ben presto i Lirri, popolazione indigena degli altipiani, si accorsero dell’impossibilità di svilupparsi sul proprio territorio, in quanto limitato dalla sua conformazione geologica. La popolazione aumentava, le tecniche si raffinavano e permettevano una maggiore prospettiva di vita: per questi e tanti altri motivi di ordine primario i Lirri lasciarono in gran parte i monti per stabilirsi nelle inesplorate isole verdeggianti. Sviluppando ben presto un’efficace attività navale, vennero a contatto con le varie realtà marittime straniere, dalle quali poi presero spunto per lo sviluppo successivo. Se non per scopi puramente pratici, legati alla scoperta di nuove tecniche, o legati alle innumerevoli attività commerciali e piratesche, i Lirri non svilupparono mai dei solidi rapporti con gli altri stati, accontentandosi di vivere nella propria autonome comunità.

La svolta avvenne un anno fa, nel 2011 D.N., nel momento in cui le navi corsare dell’Impero Asa solcarono in massa i mari, guidate dall’ammiraglio Issark ad Saloemi: iniziarono i primi attacchi, indirizzati alle coste neapolitane, ma in breve tempo vennero bloccati e depredati i porti di molti altri paesi; il motivo preciso di questo attacco è sconosciuto ai più, alcuni dicono che ci siano stati dei conti in sospeso fra gli Asa ed i paesi attaccati, altri suppongono che sia stata una mossa per indebolire economicamente le potenze concorrenti sul mare che si erano troppo sviluppate, altri ancora sostengono che gli Asa abbiano deciso di imporsi definitivamente sul Mare Nostrum come potenza egemone, con l’annientamento di tutti i possibili oppositori.

Da principio questa dimostrazione di potere non fu considerata dai Lirri una minaccia, ma anzi venne considerata una ghiotta occasione per coloro che praticavano la pirateria di depredare le ricche navi orientali. Bastarono poche incursioni perché i pirati Lirri si accorgessero dell’effettiva potenza e astuzia degli Asa, i quali fecero fallire tutti gli assalti e con essi le speranze di un ricco bottino. Ma per i Lirri le disgrazie non erano finite, piuttosto stavano per cominciare. Le incursioni non vennero viste di buon grado dall’ammiraglio ad Saloemi, che decise di infliggere una punizione esemplare a quelli che considerava solo dei “piratuncoli di poco conto”: fu così che si diede inizio all’Impatto dell’Onda, come venne chiamata l’operazione navale che sarebbe servita da monito per tutti coloro che si sarebbero voluti intromettere nelle faccende dell’Impero Asa. L’obbiettivo era quello di far sbarcare un considerevole numero di navi da guerra sulle coste della capitale dei Lirri, Athalasséos, e di conseguenza di radere al suolo la città, senza fare prigionieri di alcun tipo. L’Impatto dell’Onda aveva tutte le carte in regola per segnare la disfatta del popolo isolano, tanto che ancora le cronache del tempo ricordano così il fatto:

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