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Situazione Attuale

Dal Patto d’Onore sono passati vari mesi, e la situazione dei Lirri è cambiata notevolmente: le città-stato da sfruttate diventano sfruttatrici della guerra del mare, poiché se precedentemente il conflitto fra Vernentia e Impero Asa vide la popolazione Lirri come pedina di qualcosa di più grande di loro, ora essa ha saputo ritagliarsi il suo spazio nel conflitto, traendone un’enorme fonte di guadagno. Infatti in questi ultimi mesi è la popolazione dei Lirri che, forte della sua ritrovata unità, impone le “regole del gioco”: data la posizione geografica delle isole, favorevole per il controllo di un’ampia porzione del Mare nostrum, e data la grande conoscenza dei mari da parte delle navi dei Lirri, questi ultimi hanno deciso di mettersi in vendita, dando il proprio aiuto navale ma soprattutto di ospitalità nelle proprie gole ed anfratti a coloro che presentino la migliore offerta. All’inizio questo sistema doppiogiochista disturbò le due potenze marittime, ma d'altronde nessuna delle due voleva rinunciare al prezioso aiuto dei Lirri, poiché non avrebbe voluto dire solo un alleato in meno, ma un nemico in più. In questo modo verentiani e Asa utilizzano il territorio, alternandosi di continuo sulla base di un’incessante asta al rialzo, che non fa altro che favorire l’economia dei Lirri, ora florida forse più che rispetto al periodo di precedente isolazionismo.

L’indipendenza delle città-stato viene mantenuta immutata a prescindere dalla presenza della potenza straniera di turno nelle proprie acque, così come la libertà di legiferare e, in generale, di agire di ogni città-stato all’interno della propria realtà autonoma. Con molta probabilità i Lirri sperano che il conflitto non si risolva mai, o che non finisca con il predominio di una potenza su di un’altra, poiché questo significherebbe la fine dell’indipendenza delle stesse Isole Lirri: per questo motivo essi si occupano con cura di mantenere un equilibrio, a volte mettendo in secondo piano il denaro, e favorendo spontaneamente una fazione piuttosto che l’altra per evitare che venga annientata dalla più potente.

Città principali

La più grande di queste città commerciali è Athalasséos, dotata di uno dei porti più grandi e produttivi nonché militarmente rinforzato dell’intero Mare Nostrum e governata da un Doge il cui titolo è ereditario, come in tutte le città stato dei Lirri.

Athalasséos è famosa per i suoi fastosi palazzi, le strade ampie e lastricate, le case grandi ed a più piani, ed è l’unica città dei Lirri in cui si possano trovare tutti i templi delle divinità.

Ma dove c’è ricchezza c’è chi la vuol rubare.

Mentre Athalasséos ed altre città si arricchivano più o meno onestamente facendo il lavoro di trasportatori, pescatori e mercanti, altre invece crearono flotte corsare atte depredare le navi e saccheggiare i convogli, arricchendosi in maniera decisamente poco lecita ed iniziando così il fenomeno della pirateria in quei mari.

La città più conosciuta come covo di questi pirati è Làkedemone.

Questa città inizialmente fu governata da un Doge della famiglia dei Làkesi, molto influente e senza scrupoli, che creò una fantastica flotta di navi corsare; poi col tempo la corruzione dei suoi successori e della città stessa aumentò a dismisura, tanto che ora non v’è più un vero e proprio organo governativo o un servizio d’ordine: non vi sono regole a Làkedemone se non quella del più furbo.

La baia della città è famosa per il suo porto insidioso, data la grande quantità di navi che sono affondate sulle sue coste e del sangue sparso in mare, che ha attirato parecchi squali ed animali carnivori; e si dice che solo capitani molto esperti riescano ad attraccarvi senza problemi.

Inoltre, Làkedemone è la capitale del vizio, piena di case di malaffare, locande rissose,  persone pericolose e traditori dietro ogni angolo.

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