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I draghi d’ Illiria hanno l’obbligo di far rispettare le leggi del regno, comandano i plotoni dei soldati semplici durante le battaglie e addestrano le nuove leve, oltre a servire i piccoli paesi della regione come milizia cittadina.

Entrare a far parte di questo ordine, è di grande prestigio per ogni guerriero dell’ Illiria, ed è portatore di grande infamia l’esserne cacciati; solitamente chi ne viene espulso sceglie di andarsene in esilio piuttosto che rimanere in un regno dove nessuno è più disposto a dargli fiducia. Il commercio è molto fiorente grazie alle molte vie di comunicazione con l’entroterra ed i numerosi sbocchi marittimi; le città portuali e le capitali dei marchesati e delle contee sono ricche di merci, negozi e vi abita una grande varietà di razze e di etnie, sebbene lo spauracchio di trovarsi dinnanzi un Drakrom sia sempre vivo negli Illiri, che tendono quindi ad essere sempre un po’ chiusi e diffidenti verso gli stranieri.

Per questo i rapporti con l’estero sono gli stretti necessari alla sopravvivenza ed al commercio: con i nani della vicina Nag Dur e con il Reich i contatti si limitano in effetti a qualche contratto commerciale e niente più.

Per quanto riguarda l’Ethulia i rapporti sono di sostanziale neutralità a livello militare, ma vi è una feroce concorrenza per il commercio navale con le città marittime di Neapolis, Pisaurum e soprattutto la vicina Vernentia.

Più distesi sono invece i rapporti col Patriarcato data l’identità di fede religiosa con questi ultimi. Sul confine delle Terre Selvagge non vi è alcun rapporto politico o commerciale, bensì sono temute invasioni barbariche ed un fornito drappello di Draghi d’Illiria pattuglia costantemente questi confini.

Storia Recente

Il devastante passaggio del Lupo Bianco attraverso l’Illiria è stato fonte di sofferenze e privazioni per il popolo, e di grandi preoccupazioni per il Sovrano; è stato anche però un’occasione irripetibile per un giovane capace ed ambizioso: il Generale Arkady Radu.

Nominato da poco Capo Supremo dell’esercito Illiro, dopo la volontaria abdicazione del suo predecessore, il Generale Miroslav, egli è stato il principale fautore dell’efficace contrattacco contro le truppe del Lupo Bianco.

E’ grazie a lui, se l’Illiria è ancora in piedi, e se di essa è rimasto qualcosa da salvare, e il popolo lo sa.

Idolatrato come un vero e proprio eroe, la sua fama è cresciuta a dismisura nell’arco di pochi mesi, arrivando ad eguagliare ed anzi a superare quella dello stesso Re.

La fedeltà dell’Esercito al suo nuovo leader carismatico, è allo stesso modo fuori discussione.

Forte di queste consapevolezze, e disgustato dall’inettitudine e dalla debolezza dimostrata dal Sovrano e dall’intera casta nobiliare, verso la fine del terzo mese di Atachel, Arkady decide di prendere in mano la situazione.

Cavalcando l’onda della confusione post-bellica e del malcontento popolare, e sostenuto da ciò che resta dell’Esercito Illiro, egli pronuncia un ormai famoso proclama pubblico avvenuto nel protettorato di Brontia.

Dopo aver denunciato il Re come colpevole di aver permesso al Lupo Bianco di devastare il suo regno e il suo popolo, tra le acclamazioni generali Arkady dichiara Brontia suo feudo personale, assumendone il comando.

Il Governatore Reale, catturato dai soldati ribelli, viene decapitato in pubblica piazza.

E’ Guerra Civile.

L’inverno è ormai alle porte e Arkady decide di consolidare la sua posizione sul territorio di Brontia, rafforzando anche i suoi legami politici in attesa che arrivi la primavera, quando potrà finalmente muovere le sue truppe verso il suo obiettivo.

Il nuovo astro nascente della politica Illirica, che ora si fa chiamare Signore Supremo d’Illiria, sa di non aver nulla da temere dal terzo protettorato Elwiria, perché la grande maggioranza delle truppe rimaste dopo la terribile guerra contro il Lupo Bianco è sotto il suo comando, e sa anche che

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