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battaglia imbracciando esemplari di Soromos vivi. I Matopoto rischiarono la disfatta totale per via di questo espediente, solo grazie ad una dispensa del Gran Sacerdote Limanù che rese non più sacrilega l’uccisione di questi animali per la durata del conflitto riuscirono infine a respingere l’invasione.

Pletaptarak

L’isola più piccola delle tre ma anche la più splendida e la meglio organizzata. Uno dei motti più frequenti degli isolani è “ognuno al suo posto” difatti a Pletaptarak la vita di ogni individuo è regolata in ogni minimo dettaglio.

La città è forse uno dei capolavori di architettura più maestosi che si siano mai visti, gli edifici più ricchi sono quasi interamente costruiti in marmo bianco, con fregi in oro che nelle terre orientali farebbero la ricchezza di un uomo, le strade sono larghe e poste a rete con perfette simmetrie.

Ci sono almeno undici piazze principali, ognuna con maestose fontane e mercati folcloristici.

La ricchezza di questa etnia è data principalmente dal dominio della piccola isola di Teluxor, ricchissima di giacimenti auriferi e di cave di marmo e granito per l’edilizia.

I giacimenti di ferro invece si trovano sull’isola stessa di Pletaptarak.

Gli abitanti, dall’umile contadino al nobile, sono sempre agghindati in maniera sfarzosa con collane ed anelli. Tali fregi non vengono indossati in maniera casuale, anzi denotano lo status sociale di ogni singolo abitante. Il numero di anelli descrive la casta sociale a cui si appartiene, tre anelli per le classi meno abbienti fino ad otto per i nobili. Solo il Gran Sacerdote ne possiede nove. Ad ogni anello è incastonata una gemma rossa(vetro per le classi più basse) per ogni figlio ancora in vita e bianca per ogni figlio morto. Le catene al collo sono di diverso materiale e numero in base allo status e al mestiere, legno per i contadini, ferro per i guerrieri, giada per i Sacerdoti, oro per i nobili ecc. Quando un individuo si sposa aggiunge ad una delle catene un pendaglio con incastonato un lapislazzuli, che in caso di morte del consorte viene staccato e messo a bruciare assieme al defunto sulla pira funebre.

La carica di Gran Sacerdote, che attualmente è ricoperta da Ochocotopeca, si raggiunge soltanto per discendenza diretta, stessa cosa per la maggior parte delle cariche di prestigio, in pratica ognuno alla nascita conosce già il suo destino.

I Pletaptarak possiedono un esercito relativamente esiguo ma efficientissimo, i regolari sono principalmente guardie del tempio e guerrieri dell’Accademia Nobiliare, mentre il resto della popolazione in caso di necessità è addestrata all’uso di lance ed archi.

Non è inusuale che anche le donne vengano addestrate all’arte della guerra, tanto che uno dei più famosi generali della storia di questo popolo è la famosa Lamitatlacha che combattè e sconfisse in duello Glomotopo il Sanguinario, capitando dei Guerrieri Giaguaro di Tenocticlan.

L’Elitè di questo esercito sono sicuramente i Clanapotomo che nella lingua di queste terre significa i Dedicati.

Personaggi principali

Emopotlotec: regnante sanguinario, come del resto un po’ tutti i Teocrati della storia di Tenocticlan, ha da subito messo in chiaro la sua intenzione di iniziare un nuovo conflitto contro i Pletaptarak, intensificando le razzie ai danni degli atavici nemici.

Agatepa: Capitano dei Guerrieri Giaguaro, alto e massiccio rispetto alla media di questa popolazione è anche un fine stratega.

Montezuma: Il vecchio Gran Sacerdote è in carica da ben trent’anni ed è forse uno dei più amati nella storia del suo popolo. Negli ultimi tempi la sua salute è sempre più precaria e si sta già pensando ad un  successore.

Coltepoc: Il sacerdote di Chicomecoatl è il più accreditato a sostituire Montezuma, a differenza del Gran Sacerdote è dotato di uno spirito meno bonario e molto più intransigente e severo.

Ochocotopeca: per ora ha sempre vissuto all’ombra del padre Melonaxtli, artefice dell’accordo commerciale con l’impero Asa che a visto la costruzione della colonia di Arocca. La guerra che sta

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