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“Che il signore lucente abbia pietà di me, ti prego, non torturare la mia mente con i ricordi di quella tragica notte -sospira- ...Così sia, espierò la vergogna di aver abbandonato il campo narrandoti di ciò che accadde. Benedetta sia l'alba, perchè quella notte sembrava non dovesse sorgere mai più. Le milizie arrivarono tempestive dopo l'allarme, eravamo pronti a ricevere il nemico, ma quei selvaggi erano più numerosi e preparati di quanto non ci aspettassimo. Da essi le nostre preghiere sono state fronteggiate con urla animali, le nostre spade con asce di pietra e unghie di bestie, le nostre armature con pelli di predatori. E quelle pelli...il signore del mattino ci protegga, se non l'avessi visto non ci crederei! Sembravano vive! Il pelo maculato era irto come un tappeto di aghi, gli occhi sul cranio vuoto usato come elmo!  Non sono solamente un branco di selvaggi sbarcati fortunosamente sulle nostre terre: c'è qualcosa che li muove, qualcosa di oscuro...Dovremmo combatterli con la nostra Fede prima ancora che con le nostre spade..”.

Velasquez, 27 anni, cappellano militare, resoconto dello sbarco degli invasori

Ad un anno di distanza, la situazione pare essere ancora in stallo: le legioni straniere, forti del numero, si sono fermate all'altezza di Jerez de la Frontera, ormai ribattezzata semplicemente “La Frontiera”, dove le forze militari di Gomez mantengono una solida linea di difesa e di posti di guardia, in cui confluiscono uomini e mezzi sempre crescenti per contenere e respingere l'invasione nemica. L'esercito invasore, dal canto suo, sembra accontentarsi delle occasionali razzie nei territori circostanti la zona conquistata. Tuttavia, rimane ancora ignoto il motivo di questo attacco; nessuna spia è riuscita a penetrare all'interno di questo territorio, o a rimanerci abbastanza a lungo per scoprire chi o cosa tenga unite le tribù, chi o cosa dia loro gli ordini e diriga i loro movimenti rapidi e brutali. L'unica certezza è che finché i popoli stranieri non verranno ricacciati al di là dello stretto, Gomez non potrà continuare i suoi piani né sperare di riunire di nuovo la Libera sotto un unico Imperatore.

Nuova Liberia

Francisco, l'estroso ed eccentrico gemello di Gomez, alla morte del padre decise di accettare il governo della restante parte dell'impero, quella più “calda” e politicamente non allineata al pensiero di Gomez, da anni ormai sotto stretto controllo per via dei continui tentativi di rivolta. Francisco ribattezzò entusiasticamente questa regione “Nuova Liberia”, soddisfacendo i desideri dei molti liberiani che parteggiavano per lui.

Gomez ed i suoi sostenitori sorrisero a quella che pensavano fosse nulla più di una passione giovanile, inadatta alla figura di un Imperatore, dando per scontato che di lì ad un anno Nuova Liberia sarebbe crollata per i continui tumulti interni.

Eppure, con molto stupore di coloro che prevedano una disfatta totale sul piano politico,  il regno è rimasto intatto ed ancora in piedi, vitale come non mai ed in continua crescita, nonostante le modeste risorse di cui dispone.

Dinnanzi alla sua sterminata lista di riforme, il clero ha semplicemente esaurito gli ammonimenti. Appena salito al potere Francisco drasticamente ridotto le spese impiegate in ambito militare, smembrando la quasi totalità del suo esercito e riorganizzandolo in manipoli di armati autoctoni e privi di divisa. In seguito, il regnante ha comandato un programma di istruzione obbligatoria a dir poco feroce, organizzando i Templi del regno in collegi pieni zeppi di studiosi e artisti di vario genere, con sommo sgomento dei sacerdoti, i quali hanno accettato la novità solo dopo la garanzia di mantenere la loro autorità ultima all'interno delle sacre mura.

Anche in ambito commerciale le novità non si sono fatte aspettare, con l'apertura di rotte navali dirette a sud fino alle zone inesplorate delle Terre Gialle, oppure a nord alle isole degli elfi, tali da far impallidire il traffico di mercenari dalla regione di Liberia al mare interno. Tuttavia questa serie di radicali innovazioni non è che la punta della piramide su cui poggia la vera rivoluzione del regno di Nuova Liberia, la legalizzazione della Magia Arcana.

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