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i possessori. Inoltre si conosce il valore dei nani di questa comunità in battaglia, anche se, il loro alto onorario, fa si che vengano chiamati ad aiutare i difensori dei confini solo in caso di estrema necessità. I pirati Lirri, spesso e volentieri riforniscono ai nani di beni esotici in cambio di armi e di attrezzi da lavoro. Nel resto di Anairon, Nag Dür è famosa per il pregio dei materiali che escono dalle proprie miniere e per l’ottima fattura delle armi che i fabbri nani producono, ma anche per il prorpio isolazionismo

Per chi proviene dalla città di Nag Dur, questa si estende per gran parte della catena montuosa, se si considerano anche le miniere, ed è in continua espansione. La rocca è formata da ampi saloni illuminati da enormi bracieri appesi ai soffitti, e da sale più piccole che vengono assegnate alle varie famiglie. Ogni famiglia poi modifica il proprio spazio come meglio crede. Quando si crea una nuova famiglia, la sposa va a vivere con il marito e alla famiglia viene accordato il permesso di ricavare dalle montagne nuovi spazi, nel caso non bastassero più. La comunità nanica di questa regione è molto prosperosa e numerosa ed è governata da un re nominato Czar che fa affidamento sull’aiuto dei Sette Vetusti, solitamente scelti tra i nani più vecchi e valorosi. La comunità non fa mancare mai niente a nessuno e ogni nano compie il lavoro che gli viene assegnato dai Vetusti. Il lavoro nelle miniere è svolto per due anni dai nani che raggiungono la maggiore età (intorno ai 30 anni) e viene coordinato da responsabili fissi. L’arte metallurgica e i segreti che rendono le spade di Nag Dür tanto famose sono custoditi dalla Congrega dell’Incudine, composta esclusivamente da nani e principalmente dalle famiglie Dognair, Bofdain, Trho e Dwak, che si tramandano da generazioni l’arte di fabbricare armi.

I nani di Nag Dür, benché tengano scambi commerciali regolari con le popolazioni della vicina Illiria, sono molto riservati e gelosi della loro rocca. Difatti l’accesso a Nag Dür, e comunque solo ai livelli più esterni, è riservato ai regnanti dell’Illiria, al Patriarca di Itzamna di Carsidia e ad altri pochi rappresentanti del Culto del Dio Drago, nonchè ai vari commercianti desiderosi di scambiare merci con i nani. Il loro carattere risulta un po’ scontroso e freddo, specie con persone che non li conoscono, ma sanno dimostrare gratitudine alle altre razze, persino agli elfi, anche se trattano per lo più con diffidenza.

Hanno un odio viscerale verso i pelleverde e vedono le popolazioni delle terre selvagge in genere come esseri minori e non sempre degni di considerazione. Sono ottimi combattenti e  accorrono sempre in aiuto del Reich ogni volta vengano richiesti i loro servigi (naturalmente sotto giusto compenso). E’ molto rarocomunque vedere un nano proveniente da Nag Dür al di fuori della città, in quanto, a meno che non sia per una missione affidata dal Concilio dei Vetusti, è considerato u ngrande disonore venirne allontanati, e spesso questa è una delle punizioni che vengono applicate all’interno del Regno. Uno dei crimini più gravi è macchiarsi di praticare l’arte della Magia Arcana, vista come un peccato gravissimo, e non tolelrato. Nessun mago di sorta potrà mai varcare le porte di Nag Dur, se non come nemico.

Attualmetne, il Regno sembra non essere minimamente turbato dal passaggio del Lupo Bianco, e si limita a condurre la propria esistenza come niente fosse.

Caucasia

Nella parte più orientale della catena, si nasconde una piccola cittadella di nani (Caucasia), i quali al contrario dei loro consanguinei non intrattengono rapporti commerciali con i loro vicini, salvo che con l’Impero Asa. In tempi remoti ci fu una scissione all’interno delle file dei nani di Nag Dur. La maggioranza di loro era contraria all’utilizzo della Magia, mentre una piccola ma combattiva minoranza ne sosteneva la preziosa utilità. Dopo alcuni acceso scontri, la parte minore fu allontanata, e subito si mise a trovare uan nuova casa. Una volta insediatisi si rinchiusero in secoli di studio e approfondimento. Gli orchi si tengono lontani: tempo fa hanno imparato che pur essendo in pochi, quei nani sanno farsi valere, pur ricorrendo ad arti non proprio ortodosse; v’è invece apertura verso gli Asa come detto: entrambe le culture si sono rese immediatamente conto di poter imparare molto l’una dall’altra.

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