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Questi nani prediligono la conoscenza dell’arte della magia e dell’alchimia. Si dice che le loro arti siano talmente potenti da far smuovere intere montagne, e che i loro costrutti siano talmente forti, da indurre le bellicose popolazioni delle terre selvagge ad importunarli raramente.

Condividono con i loro cugini di Nag Dur la fede in Itzamna, ma non è altrettanto importante nella politica cittadina.

Emanuele Mancia e Nicolò Rossi

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REICH

Il Reich, ”Il Regno del Sole e del Sangue”, come viene chiamato nelle canzoni dei Bardi, è una terra dotata di una tenebrosa ma innegabile bellezza, affascinante e spietata allo stesso tempo. Un tempo un unico Impero, la sua Storia affonda le sue radici nel mito, ed è indissolubilmente legata alle vicende di un artefatto divino, la Spada Leggendaria (anche chiamata Spada Sacra o Spada del Destino), che si dice fosse stata donata  ad Azor, primo Kaiser (  Imperatore ), dal Dio Kinich in persona, come simbolo della sua benevolenza e della luce che doveva guidare il Reich verso la vittoria finale. Il mito narra, che solo un uomo degno di brandire la Spada Leggendaria avrebbe avuto la forza di tenere unito sotto di se il potere del Reich, ed essa veniva tramandata di padre in figlio seguendo la linea dinastica Imperiale, benedetta da Kinich.

Così  accadde, che per secoli e secoli il Reich unito dominò incontrastato il continente occidentale, guidato dalla luce ultraterrena della Spada Leggendaria che rendeva invincibili i suoi eserciti e donava un potere e un carisma straordinario ai suoi Imperatori, ponendosi a baluardo contro le orde provenienti dalle Terre Selvagge, il cui patrono era Kin , contro le quali più volte si trovò a combattere epiche battaglie.

Il suo stendardo era la Croce d’Oro in campo nero (ReichCross) in tempo di pace, e la Croce Nera in campo rosso (WarCross) in tempo di Guerra, e ovunque tali simboli venivano visti incutevano timore negli occhi di chi li guardava. Questo fino al giorno del Grande Tradimento.

Avido e ambizioso è infatti il cuore degli uomini, e pronto a cadere nella seduzione del Potere. Una congiura di vassalli dell’Imperatore Heimdall, forse suggeriti in questo da agenti del culto di Atachel, assassinarono il suo unico figlio ed erede, tentando di pretendere per se la Spada Leggendaria e di usurpare il Trono di Ferro di Aquisgrana, la capitale dell’Impero. La congiura infine fallì, ed i traditori vennero arrestati e giustiziati, ma nessuno poteva immaginare quanto grave fosse stato il loro gesto. Heimdall era infatti troppo vecchio per poter generare un altro figlio, la stirpe degli Imperatori  era stata spezzata e con essa la benedizione che Kinich aveva donato al popolo del Reich. Il Dio del Sole si adirò per lo scempio che quegli uomini avevano fatto del suo dono, e riprese con se il mitico Artefatto, nascondendolo alla vista degli Uomini. La Spada Leggendaria scomparve, e alla morte di Heimdall, l’Ultimo Imperatore che si dice morì piangendo, non avendo più un capo che lo guidasse, il Reich piombò nel caos dello scisma, lacerato dalle lotte intestine. Quello che era stato per secoli il più grande Impero del mondo occidentale, cadde in frantumi nel giro di pochi mesi.

Fu per adempiere alle ultime volontà di Heimdall, contenute nel suo testamento, che il Reich realizzò la sua ultima grande impresa. Heimdall sapeva che un Reich diviso non avrebbe mai avuto la forza di contrastare nuovamente le Orde Barbariche dell’Est, e data questa consapevolezza ordinò di costruire un immensa muraglia che avrebbe protetto per sempre il Reich e il resto del mondo occidentale dalla minaccia delle Forze di Kin. Il Vallo di Heimdall, la più grande opera architettonica mai eretta dall’Uomo, alta una cinquantina di metri e lunga migliaia di leghe, le cui mura possenti separano il territorio del Reich dalle Terre Selvagge, dal Mar Ghiacciato fino ai monti di Nag-Dur.

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