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scontro con navi di Taur Aire, se non per legittima difesa. Inoltre, il Sommo Protettore mantiene in via permanente un ambasciatore di Taur Aire alla propria corte, al fine di mantenere buone le relazioni tra i due Regni.

Dal punto di vista economico, dopo due anni di ricostruzione (sostenuta principalmente dalle casse della Casata Urkraft, il cui predominio finanziario è stato a causa di ciò ridimensionato), le ferite della guerra sembrano essersi finalmente rimarginate: lentamente e faticosamente, contadini, artigiani e mercanti hanno ricominciato a lavorare normalmente e la vita nel Reich sembra aver ripreso il suo solito corso, cullata in quella che sembra essere un’apparente tranquillità. Apparente, appunto. Come le correnti che si agitano sotto la superficie di un lago, importanti sconvolgimenti attraversano sotterraneamente la società del Reich, sia a livello politico che religioso.

La sottomissione del clero del Reich all’autorità di Neapolis, voluta da Lord Adhorsen, ha portato ad un sempre maggior arricchimento delle gerarchie ecclesiastiche, dovuto anche all’afflusso di fondi proveniente dalla stessa Neapolis, e alla generosità con cui il Sommo Protettore tratta i Vescovi ed i Sacerdoti, in ossequio alla sua fedeltà al Papa Neapolitano.

Questo naturalmente stride molto con la grande povertà di cui ancora soffrono i popolani colpiti dalla guerra e dalle malattie, mentre il sempre maggior avvicinamento della casta sacerdotale a quella nobiliare, inevitabile sotto un leader come Adhorsen, inizia a far serpeggiare anche all’interno del clero stesso episodi di corruzione e di dissennatezza.

Mentre molti tacciono senza fare nulla, un uomo sorge dalla massa a contrastare tutto questo.

Il suo nome è Friedrick Duchmer, un giovane fervente sacerdote ordinato in quello che un tempo era il feudo Arkantar, e il suo nome di certo passerà alla storia.

Nelle campagne del Protettorato degli Adhorsen, in un piccolo villaggio agricolo dell’allora prosperoso regno di Arkantar, un vecchio Vescovo, privato dei suoi voti dagli Adhorsen in quanto incallito sostenitore della nobile famiglia decaduta Arkantar, si era rifugiato in quel piccolo villaggio alla ricerca di un posto in cui poter passare a miglior vita, trascorrendo li i suoi ultimi anni in tranquillità. Insieme a lui viveva il suo attendente, un giovane e povero sacerdote di Thor, Fredrick Duchmer appunto, il quale un giorno, preso dal fanatismo inculcatogli dal suo anziano mentore, ha iniziato quel che lui stesso definisce “La crociata di Thor”.

Partendo dal suo villaggio, per poi viaggiare a bordo di un piccolo carro da trasporto agricolo, si è fermato di paese in paese, sul suo pulpito rappresentato da una barile di legno, per predicare il vero volto di Thor e della “missione” per cui era stato chiamato dal Dio in persona, ossia quella di riportare il Reich all’indipendenza della propria fede, senza esser più succubi della chiesa di Neapolis , perché il vero popolo scelto da Thor, sempre a suo dire, sono proprio loro, gli abitanti del Reich e essi non possono certo permettersi di essere usati alla stregua di burattini nelle mani di falsi predicatori. Ben presto un guarnito manipolo di seguaci si mise a seguire il giovane Fredrick, e allo stesso tempo arrivarono i primi problemi, visto che gli uomini degli Adhorsen di stanza in quei territori cercarono di reprimere immediatamente questo movimento rivoluzionario.

Ma Fredrick e i suoi compagni agirono prima di essi e, grazie agli ampi consensi di tutta la popolazione del Protettorato Adhorsen, che si espansero a macchia d’olio, riuscivano sempre a farla franca alle guardie.

Fredick giunse presto nella città che una volta costituiva il vanto degli Arkantar, la capitale Zenith, dove il malcontento era ben più sentito e fu li che Friedrick compì il suo gesto più eclatante.

Era l’ultimo giorno del secondo mese di Hela (Atachel), e il tempio centrale era pieno di persone, in larga maggioranza persone del ceto basso: contadini, artigiani, piccoli commercianti, allevatori.

Durante l’omelia dell’ Arcivescovo, tutto agghindato in una ricca stola decorata in oro, Friedrick Duchmer si alzò in piedi, tenendo in mano qualcosa.

Si avvicinò al pulpito da cui il Vescovo stava pontificando, salendo i gradini lentamente in modo che tutti i fedeli li riuniti potessero vederlo, fino a posizionarsi davanti all’alto prelato.

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