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Santuario della Luna Bianca, un grande palazzo di marmo bianco purissimo, ornato da luci eterne, incoronato da un tetto d'argento splendente e coperto e circondato dal verde.

Governo

Taur Ruum è una democrazia rappresentativa: ogni villaggio che conta oltre un certo numero di abitanti (villaggi più piccoli possono collaborare per mettere insieme il numero richiesto) è tenuto, ogni dodici anni, ad eleggere una persona che lo rappresenti al Concilio delle Matriarche. Queste città e il loro circondario sono dette Province.

In realtà, non v'è obbligo che l'individuo in questione sia una donna (né che sia di razza elfica), ma ciò nonostante vengono comunque riferiti con titoli femminili, per antica tradizione. La maggior parte delle rappresentanti sono di sesso femminile, ma vi è una certa percentuale di maschi, chiamati comunque "Matriarca". Visitatori stranieri commentano sarcasticamente che comunque anche se degli elfi maschi vengono eletti a questa carica sono comunque indistinguibili dalle donne.

Da quando Taur Aire si è imposta come egemone nel culto di Chel, molte “Matriarche” sono state sostituite, con Matriarche di razza elfica, provenienti dal ceppo di Taur Aire. I pochi umani presenti nel Concilio sono visti sempre con maggior disprezzo, e sono guardati con sospetto. Non vi sono nani nel concilio delle Matriarche.

Ogni Matriarca può scegliere un certo numero di assistenti di provata fiducia ed onestà, detti Segretari, a cui affidare parte del lavoro. In genere i Segretari sono perpetuamente in viaggio per la loro Provincia, per Taur Ruum, e persino oltre i suoi confini come diplomatici, commercianti, messaggeri, portaordini, ispettori, ambasciatori ed esploratori. Con lo stabilirsi di sempre più fitti contatto con Taur Aire, i Segretari fungono da spola tra i due regni elfici, portando la parola del governo centrale di Taur Aire, alle sue matriarche elette.

Non esistendo una forza di polizia, una guardia civile o un esercito stabile, i Segretari svolgono anche una quantità di ruoli di ordine pubblico, come investigatori, giudici ed avvocati, occupandosi di amministrare la legge locale. Invece del servizio militare, i cittadini di Taur Ruum sono tenuti a prestare una sorta di servizio civile (che al termine della "ferma" può trasformarsi in un impiego statale fisso al servizio della comunità).

A cittadini con capacità artistiche può essere commissionata, in luogo del servizio civile, un'opera d'arte per abbellire un edificio pubblico o la piazza di una città, o arricchire un museo, mentre agli incantatori in genere sono chieste prestazioni più elaborate, come ad esempio un periodo di servizio nella Gilda dei Creatori (descritta sotto).

Questa regola, ha già dimostrato di risultare invisa alle Matriarche di Taur Aire, abituate ad un altro tipo di concetto di Stato, molto più militarista.

“Trovo assurdo, che una nazione, così invitante e avanzata come Taur Ruum, che potrebbe divenire oggetto delle attenzioni delle razze più arretrate e barbare che le stanno vicino, riesca ancora a sopravvivere senza un esercito fisso. Non so voi ma io non voglio ritrovarmi a dover servire un rozzo e borioso umano, solo perché al momento giusto, davanti alle sue schiere armate, non avevamo di che difenderci. Non voglio vedere i santuari della nostra Dea deturpati e sostituiti da altre fedi, e non voglio vedere il nostro suolo insozzato dalla lordura che le creature inferiori provocano. La dea ci ha donato un paradiso terrestre, e noi saremmo degli irresponsabili a non difenderlo con tutte le nostre forze, e anzi, commetteremmo un grave peccato, nel non rispettare il dono della Dea.

Per cui, invito l’assemblea a prendere in considerazione l’idea di istituire un servizio di leva obbligatoria, di durata quadriennale, in cui i cittadini verranno addestrati per poter resistere ad eventuali invasioni, sotto la supervisione di veterani di Taur Aire.

Non so voi fratelli miei, ma io ancora ricordo l’avanzate delle truppe dell’odiato Reich, che penetravano nel nostro Regno, distruggendo, infangando, stuprando, e mettendo a rischio tutto quello per cui ci siamo battuti, e tutto quello che la Dea ci aveva donato. Non voglio più dover sopportare questo, e bisogna che anche le razze meno civilizzate capiscano questo”.

Discorso tenuto da Almariel Ilendel, Matriarca della provincia di Rouen

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