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Durò tre anni, e poi fu assassinato nel suo letto. In quel poco tempo, però, Algeri era già riuscita a trovare prosperità: fuggiaschi e tagliagole, predoni e disperati, incominciavano ad affollare l’insediamento. Le tende si trasformavano in costruzioni pessime ma solide. Alcune famiglie, che avevano compreso la posizione strategica del Golfo, presero il mare, su lance veloci dalle vele triangolari. Nacque la leggenda dei feroci pirati di Algeri. Oro, preziosi, cibo, schiavi, essi sono avidi di tutto, poiché tutto manca ad Algeri, e tutto ha un prezzo.

Non esiste ordine, in Algeri. Il caos regna, le famiglie più potenti si danno apertamente guerra, vessano i più deboli, rapinano i malcapitati. Edifici contorti si sovrappongono fra le vie malsane, solo i palazzi dei potenti sono puliti e ben tenuti, benché pacchiani e privi di gusto. Ogni tre anni, l’unica parvenza di vita civile, l’elezione del Wali, viene ovviamente soffocata nel sangue degli assassinii che precedono l’appuntamento. Il più forte, il più ricco, il più terribile, vince, e tiene tutto per sé. Il caldo, l’assenza di nobiltà, l’economia basata sulla rapina, fanno sì che Algeri sia una città dominata dal disordine, dalla violenza. Una cacofonia di rumori, urla, canti osceni accompagna la vita della città a tutte le ore. Eppure, Algeri non conosce sfortuna: i pochi invasori vengono ricacciati, le navi tornano con sempre più bottino, i quartieri si espandono e accolgono nuovi immigrati, pronti a tutto pur di trovare fortuna.

Un solo evento è ricordato come benevolo: la festa della Calibrazione, il trecentesimo anniversario dalla fondazione di Algeri, tenutosi nell’anno 2002 dn. La festa durò per tutta l’estate. Banchetti, ricevimenti, orge, vennero organizzate in tutti gli angoli della città da parte dei Potenti. Tutti erano invitati, senza alcun pregiudizio sociale. Fu un evento singolare, ricordato da tutti con un misto di entusiasmo e disagio.

Situazione attuale

Attualmente la città di Algeri vive un momento di profonda crisi, per via della dichiarazione di guerra ricevuta da Ghaz Gheneva, che non si è limitata alle parole ma ha imposto un pesante blocco commerciale nei confronti della città, convincendo in questo atto anche  “Il Tre Volte Benedetto” comandante delle confinanti Tribù dell’Ovest. L’attuale Wali, Amhed il Perverso, è tuttavia un uomo di polso e un abile stratega. La sua strategia, per il momento,si basa sul temporeggiare, per trovare alleati o una soluzione alla guerra, inviando piccole spedizioni a deviare l’attenzione della potente flotte Gheneviana, in attacchi mordi e fuggi che tengano lontana la potenza dalle coste Algerine. Ghaz Gheneva sembra stare al “gioco”, e forse questa guerra non ha lo scopo di distruggere la città e i tempi sono chiaramente prematuri per comprendere le mosse dei due popoli.

I Gizi e Nekhen

Nel nord est delle Terre Gialle, intorno alla foce del Fiume Azzurro, si espande il Regno di Nekhen.

Opere architettoniche ciclopiche si confondono con foreste smeraldo. Le tende rosse dei mercanti e le vele bianche dei mercantili costellano le sponde del fiume. E’ difficile comprendere come le aspre terre Gialle possano dare vita ad un Regno così ricco e prospero.

I Gizi sono un popolo molto giovane. Discendono, probabilmente, da stirpi di esploratori provenienti da Ethulia ed Illiria. Quando questi primi coloni arrivarono in Nekhen, si trovarono di fronte uno spettacolo da togliere il fiato. Intere metropoli abbandonate, senza alcun segno di assedi o incuria, aspettavano i viaggiatori. Monumenti ciclopici ed incomprensibili fecero pensare che i primi abitanti di quei luoghi fossero stati stirpi di giganti divini. Se così sia, non si è mai ben compreso.

Nekhen è la capitale dei Gizi, ed un buon esempio per descrivere anche le altre città del regno. La capitale è talmente spaziosa ed imponente, da essere fin troppo grande per gli abitanti; gli spazi sono utilizzati in maniera piuttosto irrazionale, e non è difficile vedere orti in quello che prima poteva essere un solarium, o allevamenti di pesci in antiche terme. Talvolta, inoltre, vengono celebrate feste in occasione di esplorazioni di quartieri, fino a quel momento sconosciuti. Cinque obelischi, al centro di cinque grandi templi (uno per dio), sono disposti ai margini della città. Cinque enormi e meravigliose statue si ergono al centro della città, come a mostrare l’intenzione di

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