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Le Tribù Indipendenti

Gli abitanti delle terre gialle sono uomini segnati dallo stesso ambiente in cui vivono. Il deserto è nemico della civiltà, e le comunità devono limitarsi al sud, dominato dalla savana, alle coste del nord, e alle oasi che punteggiano la distesa di sabbia. Questa situazione fa sì che sia impossibile per queste genti divenire qualcosa di più che una piccola tribù. Nonostante questo, però, molti popoli sono riusciti a trovare metodi di convivenza originali, efficaci e fortunati. L’esotismo delle tradizioni, unito al leggendario sprezzo del pericolo, ed al carattere coriaceo, fanno sì che i popoli delle terre gialle siano fra i più curiosi ed interessanti della creazione.

I Numidi

E’ bene iniziare dalle tribù dei Numidi, sparse nel nord del Gholasar. Queste tribù nomadi si spostano nella savana, seguendo le mandrie di bufali e i corsi d’acqua. La loro etnia è mista: uomini dalla pelle color dell’ebano si mischiano ad altri dalla carnagione molto più chiara, come quella degli uomini ethulici, solo più abbronzata dal sole. A quanto pare, i numidi sono l’unione di due ceppi antichissimi di popolazione, una proveniente dal sud, l’altra dal nord Gizio.

Ogni parte della vita numida è scandita dalla natura. Le donne conoscono la geografia dei territori, il corso delle acque, la posizione delle foreste. Esse sono quindi le padrone delle comunità. Ogni tribù (solo le donne hanno diritto di voto) elegge una Welabi, un’anziana, che amministra la vita sociale fino alla sua morte. Le Welabi sono sempre portatrici dell’Arte. Maghe primitive ma terrificanti, capaci di curare e maledire con la loro volontà. Ogni ragazza che si trova a suo agio con lo studio delle tradizioni, dei taboo e della natura, viene mandata da una Welabi di un’altra tribù in apprendistato. Questo cementa i rapporti fra tribù, spesso pacifici, e da una base comune di cultura a tutti i Numidi. Le Welabi sono considerate a stregua di piccole dee. Nei momenti di pericolo per la comunità però, la Welabi dona al capo dei maschi, il Montè (cacciatori, guerrieri, e, beh, meri animali da riproduzione), poteri straordinari. Questi durano fino a quando il pericolo non è passato; se un Montè prova a detenere il potere per più tempo, viene ucciso dalla Welabi nella maniera più atroce possibile.

I giovani ragazzi sono obbligati a passare un rito di iniziazione per divenire uomini; vengono cacciati dalle tribù per due anni, e costretti a muoversi verso nord in piccoli gruppi, o anche da soli. Dovranno sopravvivere nell’oscuro nord, e poi tornare, e non fare menzione del viaggio con nessuno. Come pegno e prova, dovranno portare un regalo alla Welabi (ve n’è una che ama vestire un abito di seta, dalla foggia innegabilmente proveniente da Vernentia..). Oltre il Gholasar quindi, per i Numidi non vi è chiara coscienza di cosa esista.

Unica eccezione a questo rito sono i giovani maschi che dimostrano abilità nell’uso della magia: questi vengono allontanati dalla tribù immediatamente, e non possono far ritorno in essa mai più. Se però riescono a raggiungere un grande potere, ritorneranno con il nome di Oolof (oracolo), e si stabiliranno poco lontano dalla tribù natale. Verranno considerati eroi e mostri allo stesso tempo.

La religione nei numidi è un’insieme di superstizioni e piccoli riti quotidiani. Tutte le divinità sono rispettate ed adorate (tranne i Demoni, Anthea e Gaia). Non vi è però traccia di sacerdoti. Gli ultimi di cui si ha notizia furono causa della Vutamma, una sorta di guerra civile religiosa che quasi sterminò da dentro i numidi. I chierici vennero allegramente presi e trucidati, e la pace tornò di nuovo fra i numidi.

I Berberi

Molto più a nord delle terre numide, fra le brulle montagne vicino alla costa sul mare Nostrum, vivono le tribù dei Berberi. Questo nome è stato affibbiato loro dai primi esploratori di Neapolis (berbero è sinonimo di barbaro, cioè incapace a parlare); in realtà, essi amano definirsi Rackshasa, uomini blu.

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