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I berberi sono un popolo antico e misterioso. Il termine “uomini blu” deriva dal fatto che essi, per proteggersi dal calore del Sole, vestono abiti azzurri e blu. Essi riconducono questa usanza ad un dono della dea Iside: per proteggere i berberi dalla goffaggine di Ra, al tempo del Giardino, la Dea donò al suo popolo preferito mantelli tessuti dalla stessa acqua del mare e delle oasi. I Rackshasa, a fronte di questa leggenda, si considerano il popolo prescelto della dea Iside.

Gli usi, i costumi, e la società quindi riprendono in pieno le caratteristiche del culto della Dea. I capi famiglia di ogni comunità eleggono un Grande Conduttore, che viene affiancato da un Consigliere divino, un sacerdote di Iside. Questi ultimi godono di status altissimo all’interno delle tribù, non possono essere insultati o sfidati, e tutta la comunità deve partecipare al loro sostentamento. Le sorgenti di acqua dolce e le oasi più grandi sono considerate luogo sacro, ed intorno ad esse vengono costituiti enormi monasteri-cattedrale in fango e pietra; queste Case dei Guardiani sono gli unici templi della dea Iside-Chel ad essere fortificati in tutto il mondo. Il motivo, oltre che religioso, è anche pragmatico: la difesa delle fonti di acqua pura è vitale nelle terre Gialle.

Sfortunatamente però, i Rackshasa si sentono protettori e guardiani di tutte le oasi e fonti di acqua delle Terre Gialle. Questo li rende un popolo aggressivo per tutti gli altri abitanti del deserto, e per tutti i coloni del Nord. Gentilissimi ed ospitali con i viaggiatori, i Rackshasa sono nemici implacabili di tutti coloro che osano “rovinare” le eredità di Iside; sono disposti persino a cacciare i profanatori fino al di fuori delle Terre Gialle, in giro per il mondo.

I berberi sono splendidi. Questo ha fatto pensare a molti sacerdoti elfici di  Taur Ruum che ci fosse della verità, nelle loro leggende di popolo prescelto. Molti giovani Rackshasa, superbi e presuntosi, decidono di lasciare per un po’ di tempo le loro tribù di origine, per avventurarsi in vere e proprie crociate per la difesa del culto di Iside e delle fonti di acqua, in tutto il mondo.

Yuri Napolitano e Alberto Ridolfi

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TERRE SELVAGGE

“Questa terra è come noi, dura e selvaggia. Il freddo e la durezza della vita temprano i suoi abitanti, rendendoli forti e liberi. Il vero ed unico dominatore è Kin, ed il giorno in cui scenderà, tutte le popolazioni delle terre selvagge si riverseranno sulle molli popolazioni dell’ovest, facendone strage degli uomini e prendendo le loro donne, uccidendo i vecchi e schiavizzando i figli. Ma fino ad allora, continueremo a vivere Liberi…”

Capo guerra della tribù delle zanne dell’orso

Ad Est del vallo si stendono le Terre Selvagge. Distese sconfinate di terra brulla intervallata a tratti da grandi foreste. In questo sterminato territorio convivono numerose etnie; questa è una terra in cui ognuno deve saper badare a se stesso.

Tribù barbare nomadi percorrono le steppe ruotando nei luoghi d'accampamento a seconda delle stagioni, altre tribù invece hanno trovato dimora fissa in luoghi che per svariati motivi vengono considerati sacri. Vi sono però altri insediamenti di pochi nuclei famigliari, rudi taglialegna con piccoli orti, nulla di più in quanto sono frequenti incursioni di bande di orchi più o meno numerose, che sciamano dalle loro tane nelle montagne a Est per razzie, se non vere e proprie schiere lanciate contro il vallo nell'insana e finora vana speranza di riuscire, finalmente, a penetrare nei territori del Reich da quella direzione.

Le Terre Selvagge sono inospitali per molti, ma sono una casa per barbari e tagliaboschi, i quali hanno un rapporto molto intenso con l'ambiente in cui vivono.

Innumerevoli sono le tribù di Barbari sparse per la sterminata steppa.

Le Terre Selvagge sono un territorio i cui confini sono difficili da definire. A Nord si estendono

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