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All’interno di questo groviglio di piante e animali esotici pare esistono due grosse civiltà con cui loro hanno avuto contatti: la tribù degli “Uomini-Serpente” e il “popolo Antico”. Interamente costituite da umani dalla carnagione scura e dalla fisicità forte sinuosa, atta all’abitare in questi luoghi.

N.B.:: queste terre sono state rese note all’Ethulia solo nel 2011 d.N. (anno di gioco 2008) e sono sconosciute alla quasi totalità delle genti. Solo alcuni saggi dei regni di Ghaz Gheneva e Florentia sanno in parte cosa celano quelle terre; i più pensano che non esista nulla dopo i deserti delle Terre Gialle.

Gli Uomini-Serpente:

Tribù violenta, primitiva e dalle doti culturali bizzarre, così gli esploratori hanno definito questo popolo al loro ritorno alla civiltà.

Definiti “Uomini-Serpenti” per la loro strategia “mimetica” , infatti prendono le pelli di grossi serpenti e le indossano come fossero “costumi” rendendosi praticamente invisibili ad un occhio poco attento.

Purtroppo gli unici contatti avuti tra gli Uomini-Serpenti e la spedizioni di Da Noli e Vivaldi è stata in combattimento, dove pare i gheneviani hanno avuto la meglio. Resta comunque una civiltà che desta incredibile curiosità, e rappresentano un grosso problema per i pochi avventurieri che si spingono sin qui.

Il Popolo Antico:

Fortunata scoperta per la compagnia gheneviana è stata quella del “Popolo Antico”. Unico motivo a non aver reso vana tale spedizione. Infatti, dopo essersi imbattuti negli “Uomini Serpenti” Vivaldi e Da Noli, hanno rinvenuto quella che a prima occhiata pareva essere una città enorme apparentemente in rovina, dalla conformazione architettonica simile ai resti rivenuti sotto la città di Gradara, risalente quindi al periodo degli Antichi. La città sorge su un monte non particolarmente basso, in proporzione alle vette camminate dagli scopritori, da dove sostengono venga la sorgente del Fiume Azzurro (fiume la cui foce accoglie l’altrettanto misterioso popolo di Nekhen).

Addentrandosi nella città gli esploratori hanno rinvenuto una civiltà straordinaria per cultura e conoscenze. Fatto questo che risulta ancora più strano se si pensa al loro isolazionismo.  Stranezze e curiosità sono pressoché infinite nei racconti di chi ha visto coi propri occhi questa città. Anche l’approccio è definito inusuale. Gli esploratori vennenro accolti come ospiti attesi e vennero invitati ad una ricca e suntuosa cena, ricca di frutti e carni bianche dai sapori più svariati. Gli fu data ospitalità e offerte comodità al massimo livello per le loro abitudini.

Sembravano altrettanto curiosi quanto gli Ethulici giunti sino a li.

Altre particolarità è la venerazione di un’entità riconducibile a Gaia, e nei testi analizzati vi sono riferimenti all’arrivo della Triade, e ad una grande sventura successa secoli prima, per l’arrivo di “uomini” dalle orecchie a punta e del colore della notte. Pare addirittura probabile che in passato la città custodisse un rift.

Sono stati rinvenuti anche similitudini con i popoli dell’Isola dell’Estate, forse appartenenti ad un'unica popolazione originaria. Il nome di “Popolo Antico” è stato dato in un secondo tempo. Fatto ritorno a Gez Gheneva, Alessandro Da Noli e Raffaele Vivaldi comunicarono agli studiosi, con annessi disegni e documenti, le loro impressioni e ciò che realmente videro. Gli studiosi increduli chiesero aiuto ai colleghi fiorentini, e, con margini di dubbio, entrambi i gruppi di studiosi non poterono che affermare la possibilità che la città sia uno dei pochi ritrovamenti architettonici della razza definita “Antica”, e che gli uomini che la abitano, vi arrivarono in età successiva.

La loro sopravvivenza, sempre secondo gli studiosi dei due regni, è dovuta alle tecnologie rinvenute e alla preziosa eredità ricevuta.

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