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importanti, usa un altro tipo di linguaggio e alfabeto, detto “Litterae del Drago”, in ovvio omaggio ad Ahura Mazda.

Nelle Terre Gialle, non si parla una lingua unitaria, ma più una serie di dialetti, che variano da tribù a tribù. Unica eccezione è il popolo dei Gizi, che per la vicinanza con l’Impero Asa, ha adottato il commerciale, anche se esiste un altro tipo di lingua, sconosciuta ai più, parlata dai più saggi: lo Ieratico. Nelle Terre Selvagge, il discorso è analogo. Le varie tribù umane, fatta eccezione per le poche città, non hanno un ben definito linguaggio o alfabeto, in quanto la cultura viene trasmessa oralmente. Per i pochi documenti scritti vengono usate la rune del Reich, anche se storpiate, e di natura certamente blasfema per ogni buon suddito del Reich. Il Reich, essendo un regno molto antico e profondamente orgoglioso, adotta un suo tipo di linguaggio, e suo tipo di alfabeto. In alcune delle città più commerciali, situate sul mare o sui fiumi, può venir usato anche il Commerciale, ma è il che la fa da padrone. L’alfabeto è runico.

Le isole dell’Estate adottano un linguaggio non riconducibile a nessun di quelli presenti nel resto di Anairon, e le testimonianze scritte che adornano i templi delle Isole, sembrano ricondurre alal misteriosa razza degli Antichi.

Discorso a parte va poi fatto per tutte le razze che abitano Anairon.

Gli elfi, orgogliosi del proprio passato e delle proprie tradizioni, solo se strettamente necessario imparano altre lingue, ed è il caso di mercanti o diplomatici. Difficilmente tra di loro useranno altre lingue. Soprattutto gli Elladar di Taur Aire, parleranno, o scriveranno, in altre lingue con non molto piacere. La lingua elfica è melodiosa e invitante, quasi ipnotica. Non deve trarre in inganno però, in quanto è molto adatta anche per impartire ordini e comandi. La scrittura è fine ed elegante, rispecchiando certamente la cultura del popolo elfico.

I nani, altrettanto orgogliosi, sanno anche essere più pragmatici, e se in ballo ci sono forti interessi, soprattutto di natura scientifica e tecnica, non hanno problemi ad imparare ogni genere di linguaggio, iniziando ovviamente dal Commerciale. Il linguaggio nanico non ama i fronzoli, e va diritto al punto. La scrittura è chiara ed impostata, non amando stupidi fronzoli che rischiano di far passare in secondo piano il contenuto.

Gli orchi hanno un linguaggio brutale e istintivo che ben si adatta al loro temperamento. Molto pochi sono i documenti scritti, e quasi tutti custoditi nella città di Adolkh. Il loro istinto di sopravvivenza però, li spinge a non avere pregiudizi vero le altre lingue, anche se sono davvero molto pochi gli orchi in grado di articolare concetti molto ampi. Stesso discorso può essere fatto per i Gobelin, salvo per il fatto che hanno un acume molto più sviluppato, e quindi anche una capacità di ragionamento maggiore.

I mezz’uomini non hanno un vero e proprio linguaggio, ma più una sorta di dialetto, ottenuto con varie storpiature del Commerciale. La loro natura curiosa li porta però ad abbracciare qualsiasi tipo di linguaggio reputeranno interessante.

I drow, pur essendo in natura elfi, dopo secoli di isolamento e odio verso gli odiati consanguinei, hanno coniato un linguaggio e un alfabeto tutto loro, fatto di sottintesi, espressioni decadenti e schioccanti, prediligendo termini di desinenza femminile: il Drowish. L’alfabeto predilige linee fini, ma non ha niente della dolcezza e della finezza dell’alfabeto elfico. Le linee si intersecano con forza e violenza, costruendo segni che quasi assaliscono gli occhi dei meno competenti.

Sugli uominibestia, gli scarsi studi effettuati, non hanno ancora fatto emergere se abbiano un qualche tipo di linguaggio proprio. Alcuni esemplari sono in grado di articolare alcune parole nel linguaggio di chi gli sta intorno. Addirittura alcuni sostengono che tra membri della stessa specie, alcuni uominibestia sarebbero in grado di esprimersi attraverso gesti e occhiate, ma da qui a definirla una vera e propria lingua ce ne passa.

Stirpe Elementari, Stirpe Celestiali e Stirpe Infernali non hanno dimostrato di conoscere alcun tipo di linguaggio particolare.

Nicolò Rossi

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