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Qui vivono mostri misteriosi e umani barbari e violenti, si narra di giganti, troll, orsi dalla pelliccia bianca come la neve che ricopre queste terre e uomini altissimi, dalla pelle bianca come il latte e i capelli chiarissimi, uomini feroci vestiti di pellicce e armati di grandi asce bipenni, che sulle loro navi possono viaggiare anche tra i marosi dell’oceano. Questa terra è ancora praticamente sconosciuta anche se in questi ultimi anni, con l’arrivo di qualche mercenario arruolato da Vernenzia qualche notizia si è diffusa in Ethulia e nel Reich. Rosium Poco oltre lo stretto che racchiude il mediterraneo, oltre le Colonne che delimitano i mari conosciuti si erge la colonia vernenziana di Rosium. Attorno al porto in cui attraccano le navi dirette a circumnavigare le Terre Gialle o di ritorno da questo ardito viaggio che solo pochi mercanti ed esploratori coraggiosi osano affrontare. La città sembra quasi proiettarsi nell’oceano, si allunga lungo la costa mentre piazze, mercati ed edifici pubblici si concentrano vicini alla zona portuale, dove navi da pesca, ampi mercantili diretti verso sud ed agili liburne attraccano una accanto all’altra. In questa colonia cittadini vernenziani e abitanti locali coabitano senza troppi problemi, non vi sono infatti alte mure a difendere questa città che sembra racchiusa tra l’oceano e le alte montagne dell’Atlante, a difesa dell’abitato si erge un semplice basso muro di mattoni non molto spesso, intervallato da poche torri di pietra che si ergono alte e minacciose. Le poche truppe qui dislocate sono composte quasi esclusivamente da mercenari e dalla milizia cittadina, tutti gli abitanti sono infatti fortemente invitati dal locale governatore ad addestrarsi almeno per un giorno al mese al combattimento e all’uso delle armi. Negli ultimi tempi però vi sono stati numerosi attacchi da parte di alcune tribù provenienti dal profondo delle Terre Gialle, esploratori e guide locali sono convinte che questi assalitori siano in qualche modo legati ai barbari che hanno recentemente attaccato la Liberia. A questo si aggiunge che la tempesta che attualmente chiude lo stretto di Gibilterra non sembra voler cessare e questo complica non poco i collegamenti tra la colonia e la sua madrepatria. Isole dell’estate A vari giorni di navigazione a Ovest di Rosium, tra le alte onde dell’oceano si erge l’arcipelago conosciuto come Isole dell’estate, qui il clima è caldo e mite e i raccolti sono sempre abbondanti, un paradiso non fosse per i numerosi insetti che imperversano per queste terre: zanzare, ragni grossi come un pugno, lunghi insetti corazzati con decine di zampe. Qui al margine estremo del mondo conosciuto i vernenziani hanno edificato una delle loro colonie, iniziando un tentativo di assimilare e sottomettere la popolazione indigena, con la quale da tempo i rapporti sono diventati pacifici e tranquilli. I contatti con la madrepatria sono tenuti vivi dal fitto scambio commerciale che porta frutti, cibi e spezie rare da queste isole fino alla ricca Vernenzia, inoltre girano insistenti voci su enormi giacimenti d’oro e d’argento, le miniere si narra siano nel profondo delle foreste che dominano il centro delle isole ma ancora non sono mai state trovate, anche se alcuni esploratori si sono più di una volta ripresentati con gli zaini pieni d’oro dopo essersi avventurati in quelle giungle.

Gli Indigeni La popolazione locale è profondamente diversa da quelle conosciute nel continente: la pelle ambrata, gli occhi leggermente a mandorla, le loro stesse vesti, ridotte al minimo dal clima caldo e umido che domina queste terre, sono molto diverse da quelle degli altri popoli conosciuti, così come mai vista altrove è la loro usanza di decorare con alcune piume di aquila le vesti o i capelli, che sia gli uomini che le donne portano indifferentemente lunghi o corti. Molti sono i monumenti giganteschi che questo popolo ha edificato durante la sua lunga storia: gigantesche piramidi a gradoni, sulla cui cima si ergono templi a Coatl, dio che alcuni identificano con Itzamna e altri con Kinich, a cui in tempi antichi, e secondo alcuni anche tutt’ora, venivano fatti sacrifici umani. Famose sono anche le strane statue, delle gigantesche teste di pietra, che si ergono lungo le coste delle isole con gli occhi diretti verso il mare, che appaiono agli occhi dei visitatori

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