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Alhazred Nel Sud dell’Arabia, oltre il deserto che occupa il centro delle terre della Nabatea, si erge la colonia vernenziana di Alhazred, fondata da un potente mago omonimo, secondo le leggende impazzito per le troppe conoscenze apprese nei suoi viaggi nel deserto. Questa piccola città è cresciuta attorno all’altissima torre del mago che l’ha fondata, torre che attualmente è la sede del governatore e della guarnigione, il porto è piccolo ma caratterizzato da un’ottima posizione e da una notevole capacità nonostante le dimensioni, è infatti estremamente ben strutturato e le acque profonde permettono anche alle navi più grandi di essere facilmente ormeggiate. Questa colonia è la porta di Vernenzia verso la Nabatea e i paesi misteriosi che si narra si trovino oltre l’impero Asa, i mercanti vernenziani infatti osano circumnavigare l’Africa e le Terre Gialle per poter commerciare con la Nabatea senza dover necessariamente usare l’impero Asa come intermediario. Qui ben pochi sono i pericoli militari che devono essere fronteggiati, pochi briganti osano vivere nel deserto e pochi pirati infestano queste acque e i mostri che vivono all’interno non osano spingersi fino al mare. Questo luogo in apparenza così idilliaco è però scosso da un male profondo: il rapporto tra coloni e mercanti stranieri e la popolazione locale è infatti tutt’altro che pacifico, aggressioni e litigi sono all’ordine del giorno, poiché gli stranieri sono sempre più spesso attirati dai segreti di Alhazred il mago e del misterioso tomo contenente tutti i segreti del mondo mortale e divino, segreti che vengono gelosamente custoditi dai locali discendenti del popolo che questo mago radunò attorno a se dopo essere tornato dal deserto completamente impazzito per le visioni che aveva avuto. Si narrano ancora leggende sui sotterranei mai scoperti della torre e sulle misteriose stanze e librerie segrete che essi dovrebbero contenere. Se le leggende sono vere chiunque dovesse mai ottenere la conoscenza di Alhazred e fosse abbastanza forte da non perdere il senno di fronte ad esse potrebbe acquisire il potere necessario per dominare il mondo intero.

Francesco Pantaleoni

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b)Euphonia

Euphonia e il primo peccato

Nel 2003 d.N. durante la Grande Guerra (campagna 2006), scese in terra per la 18ima   volta il primo tra tutti i celestiale, l’unico che esiste fin dai tempi degli Antichi: Euphonia.

Prediletto di Itzamna venne mandato ad osservare lo svolgere degli eventi, consigliando i mortali con enigmatiche profezie (amava trasformare in complesso ciò che poteva essere limpido e chiaro).

L’aria di cambiamento che si respirava a Gradara mosse le gambe del Celestiale in quelle zone. Prese il nome di Xaviè, e assistette impassibile agli orrendi riti che portarono il flagello chiamato Triade. Osservò e riferì con solerzia, dando aiuti modesti ai mortali che si preparavano ad affrontare una Guerra non loro.

In quella torbida notte estiva, vennero alla luce i Tre volte Divini; Estasi, Incubo e Abisso.

Xaviè inorridito tentò di ascendere ai Piani divini, ma qualcosa in lui era cambiato, parte del suo dono divino gli fu tolto per generare altri come lui, questo lo fece sprofondare in un vortice di dubbi e angosce, credo più che normali per un dio che si riscopre uomo o quasi. I tratti divini rimasero in lui, nella sostanza perse alcuni poteri, ma  un dono gli fu concesso: il libero arbitrio.

Itzamna agli occhi mortali fece un errore, ma chi può sapere se un Dio sbaglia o in realtà “crea” e “trasforma”?!

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