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Organizzazione sociale

La tribù degli artigli neri è organizzata secondo un sistema molto preciso e tradizionale. Solitamente è retta da un gruppo di tre persone che esercitano il potere congiuntamente. Non esiste un metodo prestabilito per la successione, che si limita a "succedere", in mancanza di leggi precise.

1) Capoguerra: è il leader militare della tribù. E' colui a cui tutti guardano in tempo di guerra e nelle emergenze, ed è una specie di "primus inter pares": la sua posizione è rispettata anche dagli altri

due capi, che si limitano ad agire da consiglieri (ma pochi sono i capiguerra che ignorano le loro parole).

2) Primo Sciamano: Si occupa di tramandare il sapere orale e di officiare le cerimonie religiose ed i rituali (passaggio d'età, matrimonio, ecc). E' anche il "volto" della tribù, il suo ambasciatore presso il mondo esterno. Modera le dispute interne, amministra la legge e si fa carico della diplomazia.

3) Primo Stregone: è il custode della conoscenza scritta e del sapere arcano. La storia più antica, la teologia, le conoscenze proibite e perdute sono sotto la sua responsabilità, come gli scritti ancestrali della tribù.

E' anche l'intermediario per la tribù verso il mondo del sovrannaturale: spiriti, fantasmi, elementali e creature fatate.

La tribù fa una sola netta distinzione, dividendo gli esseri umani in due categorie: i Nainya e gli Urrachya.

I Nainya sono le "persone". Sono coloro che conducono una vita sana e pura, "buona". Rifiutano la corruzione e combattono, coscientemente (gli artigli neri) o meno (gli altri barbari e la gente che vive ai margini della civiltà), il male cosmico, rappresentato da Azi Dahaka.

Un Nainya deve rispetto ad un altro Nainya. Non può ucciderlo arbitrariamente, nemmeno in duello, nè danneggiarlo in altro modo (fuori da certe circostanze rituali). E' tenuto ad essere onorevole e a mantenere un comportamento consono, a seguire le leggi, le tradizioni ed i rituali, e a rifiutare la corruzione della Civiltà.

Un Urrachya è una "non-persona". Non esistono regole. Un Urrachya può essere truffato, ingannato, ucciso, derubato, torturato, schiavizzato ecc impunemente. Urrachya in genere viene considerato chiunque viva in zone civilizzate.

Il fatto che agli occhi degli Artigli Neri non abbiano diritti, però, non significa che siano necessariamente "nemici", anzi. Sono sempre esseri umani, anche se non sono "importanti". ci si può parlare, persino fare amicizia, aiutarsi a vicenda, e alcuni possono anche guadagnarsi il rispetto di un Nainya con le loro azioni. Ciònonostante, purtroppo, essendo Urrachya, sono corrotti e perduti.

Ma un Urrachya che si renda conto dei suoi errori e che apra gli occhi alla realtà (cioè che la civiltà altro non è che un inganno di Azi Dahaka, il male cosmico), può essere "salvato".

Il Rituale di Ingresso

Con questo rituale un non-Nainya (cioè, o un barbaro minorenne, o un Urrachya che voglia redimersi, o una persona che il Primo Sciamano non è in grado di stabilire se sia Nainya o Urrachya) può cercare di vedersi riconosciuto come Nainya e diventare un Artiglio Nero.

Per farlo deve superare tre prove: una presso lo Sciamano, una presso lo Stregone ed una presso il Capoguerra.

La prima prova non ha nulla di prestabilito: semplicemente lo Sciamano decide chi può accedere alla seconda. Spesso si limita a parlare un poco con il candidato. Lo Sciamano non deve nessuna giustificazione a nessuno e può ammettere o rifiutare chiunque voglia, o sottoporli a quasiasi prova ritenga opportuna.

Dopo questa iniziale "scrematura" arriva la seconda prova, presso lo Stregone. Questa, al contrario, è altamente ritualizzata.

Lo Stregone inizia semplicemente invitando il candidato nella sua tenda, al privato, e facendogli alcune domande, principalmente chiedendogli di spiegare la sua decisione, ma principalmente queste domande hanno solo lo scopo di rilassare l'interlocutore e di farlo entrare nello stato

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