X hits on this document

817 views

0 shares

0 downloads

0 comments

273 / 299

Morte e vita dopo la morte

Le credenze sulla vita dopo la morte, data la natura spirituale degli Artigli Neri, sono comprensibilmente complesse. Gli Artigli Neri ritengono che un corpo sia abitato da ben due anime.

Il "Poh", o Anima Bassa, non è altro che il puro istinto. Autoconservazione, sopravvivenza, mangiare, bere. Il trauma della morte separa questi istinti dal resto dell'anima, e li fa aggrappare

disperatamente al corpo, che diventa una sorta di prigione.

il Poh non è intelligente, anzi, è simile ad una bestia. Per questo i corpi dei morti della tribù vengono sepolti tramite complesse cerimonie, spesso con sacrifici o insieme ad oggetti che gli erano appartenuti (con eccezioni: vedi sotto): si cerca di appagare ed allo stesso tempo sigillare l'anima bassa dell'individuo, in modo che resti prigioniera del corpo e venga, infine, distrutta dalla sua decomposizione, riciclandosi, così come il corpo viene riciclato. La Natura non butta via nulla: carne o spirito che sia, tutto viene dalla Foresta e tutto torna alla Foresta.

Se non appagato ritualmente, il Poh può essere pericolosissimo. Spesso si manifesta come i classici casi di infestazione: apparizioni, presenze malefighe, oggetti che si muovono. A volte, però, soprattutto di notte, un Poh particolarmente forte o disperato può uscire dal corpo e imperversare come fantasma famelico, straziando e distruggendo ogni cosa sia viva, ciecamente, senza pietà.

L'Hun, invece, è l'Anima Alta. è la sede delle emozioni e delle esperienze, ed è la "persona" propriamente detta. Normalmente l'Hun viene raccolto, al momento della morte, dal suo Totem e riportato alla Foresta, da dove tutte le anime vengono e dove tutte le anime vanno. Si tratta, in sintesi, di una forma di reincarnazione indiretta. Come già detto, se un bambino ancora privo di totem muore, il suo Hun viene salvato dallo Scoiattolo e portato alla Volpe, che lo guida attraverso la via che porta al cuore della Foresta.

Può accadere, però, per varie ragioni (mancanza di un totem, forte risentimento, missione incompiuta, rimorso, ecc) che un Hun resti sulla terra. Gli Artigli Neri onorano questi spiriti, nonostante siano "sbagliati" (fuori dall'ordine naturale), perchè spesso essi non desiderano altro che rimettere a posto affari lasciati in sospeso con la loro morte. In quanto tali, è dovere di ogni Artiglio Nero aiutarli per ristabilire l'ordine delle cose.

Una persona senza Totem come può essere un Urrachya non ha una guida che la riporti alla Foresta, e non conosce essa stessa la strada (in quanto Urrachya, ha rifiutato la foresta). In quanto tale, è condannata a vagare. Se è stata una persona virtuosa e giusta, potrebbe ritrovare la strada dopo aver vagato per un certo tempo nei meandri della Selva delle Anime, l'intrico che nasconde la via che porta al Cuore della Foresta, ed essersi purificata.

Le persone malvage, o che in vita hanno servito volontariamente Azi Dahaka, si perderanno e resteranno a vagare nella selva fino al giorno del giudizio.

Ed infine, si dice di una terza anima: i Nainya veramente virtuosi e valorosi, una volta giunti alla Foresta attraverso la Selva delle Anime, non verranno accolti da lei: le loro fatiche non sono ancora finite. il Lupo li prenderà e li porterà nel cielo del Nord, facendone Einherjar, guerrieri eletti in attesa dell'Ultima Battaglia.

Einherjar, la Terza Anima.

Non si sa di cosa sia formata, se essa sia sede delle emozioni, della fede nella foresta, o il semplice impulso all'esistenza.

Si sa che esiste solo nel cuore di un Nain-ya, e che sarà l'arma finale nelle mani del Lupo, nel grande scontro con Azhi-Dhaka.

Di fatto, però, l'anima di un barbaro diviene formata da tre parti. La differenza, quindi, fra barbaro e civilizzato, non è solo morale, ma anche escatologica. E' anche per questo, che le vie per divenire Nain-ya sono quantomeno oscure.

Mitologia

In principio era la Foresta. La Foresta era Vita e la Vita era Foresta, ed essa avvolgeva tutto l'universo e ne era parte. La Foresta è il mondo e la somma di tutto ciò che in esso è vivo e bello e

Document info
Document views817
Page views817
Page last viewedFri Dec 09 07:54:59 UTC 2016
Pages299
Paragraphs4144
Words177797

Comments