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ha valore in sè.

Però, non c'era nessuno che potesse godere di questa bellezza e di questo valore. Le piante non percepivano, e gli animali non comprendevano. Non apprezzavano il rumore dell'acqua che scorre, l'ondeggiare dell'erba, il frusciare delle foglie e lo splendore dei fiori, se non come semplice nutrimento, nè comprendevano le esistenze proprie e degli altri animali se non come cibo da cacciare, compagni con cui accoppiarsi, o predatori da cui fuggire.

Erano puri, ma sordi alla Foresta. Non potevano comprenderla.

Allora, la Foresta creò l'Uomo, perchè fosse il suo Testimone. Perchè ci fosse qualcuno a godere del rumore dei ruscelli e del fruscio delle foglie, e perchè queste cose acquistassero bellezza e valore maggiore di quanto avrebbero mai avuto altrimenti. E lo creò forte e intelligente, e migliore di ogni altra bestia, e dotato di libero arbitrio, unica creatura nell'universo.

E lo creò come umani, ed elfi, e nani, e come le molteplici razze che popolano la terra.

Ma la Foresta sapeva che nel dare all'uomo la libertà, gli aveva permesso di scegliere tra bene e male, e che inevitabilmente molti avrebbero scelto il male.

E così fu. Alcuni uomini dimenticarono la bellezza della natura, non per ignoranza come animali, ma per loro scelta. Presero a non curarsi più delle cose che la Foresta gli aveva donato. Abbatterono alberi e traforarono montagne e deviarono fiumi e prosciugarono laghi senza rispetto. Crearono il denaro, il possesso, la ricchezza, la cupidigia, l'avarizia, l'odio, l'invidia. Si rivoltarono contro la natura, volendo diventarne padroni, e non più spettatori. Goderne non era abbastanza: volevano dominarla.

E i semi di male che gli uomini piantarono in tanta copia e che coltivarono con tanta solerzia crebbero e diedero il loro frutto: ogni sussurro divenne una nera scaglia di drago, e tutte insieme esse furono Azi Dahaka, il Drago, il Divoratore di Mondi, il Male Cosmico. Tanto vasto che mille orizzonti non potrebbero contenerlo tutto, avvolto da fumo eterno, un mostro di acciaio ed ingranaggi, dalle tre teste e dai mille occhi. Il suo sangue è veleno, il suo respiro distruzione, i suoi sussurri la seduzione di dominio, e gronda impura acqua che brucia la terra e genera mostri.

Così, la Foresta, nel vedere quale orrore era sorto dai cuori degli uomini, chiamò a sè i suoi quattro figli prediletti, il Lupo, l'Aquila, l'Orso e la Volpe, e chiese loro di vegliare sull'umanità e di guidarla. Allora essi salirono nel cielo e, reggendone la volta, divennero gli spiriti protettori dell'umanità.

E il Lupo chiamò a sè coloro i cui cuori non erano corrotti dal veleno di Azi Dahaka, coloro che erano rimasti fedeli alla loro missione di Testimoni della Natura, e chiamo gli altri tre re del cielo, l'Aquila, l'Orso e la Volpe, e con loro fece un patto.

Ciascuno di loro, dei Nainya, il popolo che combatte il male, avrebbe avuto un Totem, un animale che, alla sua morte, avrebbe guidato la sua anima verso la sua prossima vita, accertandoci che non rinascesse sotto il potere di Azi Dahaka, ma libera così come libera era morta.

E l'Aquila benedisse il popolo e donò loro la conoscenza. Insegnò loro le molte lingue degli spiriti e degli elementali, donò loro i rituali e le tradizioni, e la scrittura, e insegnò loro a complilare le Seraf, le sacre pergamene che numerano il mondo, e a trarre gli auspici e a compilare il Destino di ciascuno di loro.

E l'Orso li benedsse donando loro il coraggio e la forza. Spiegò loro come avrebbero avuto bisogno di capi che li guidassero in battaglia, e gli insegnò come sceglierli. Spiegò loro come costruire armi (cosa che ignoravano, poichè solo Azi Dahaka finora aveva svelato ai suoi seguaci come creare armi per uccidere), e come combattere come se un'intera tribù fosse un solo uomo.

E anche la Volpe li benedisse, insegnando loro oscuri segreti della natura. Meglio di ogni altra lei conosceva le parti basse e oscure del bosco, cosa può essere mangiato e cosa genera veleno. Ed insegnò loro gli inganni di Azi Dahaka e come difendersi da loro, e chiamò a sè lo Scoiattolo, e disse loro: "E se i vostri figli moriranno prima che possiano avere un Totem che li guidi nell'altra vita, sappiate che lo Scoiattolo ne avrà compassione, e le raccoglierà, e le porterà a me, e saranno salve."

Ed infine il Lupo li benedisse, e con un'artiglio segnò la fronte e la tempia dei loro capi e gli

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