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maggiore età, morte, ma anche alle "fini" metaforiche.

Spirito dell'Aria: indica una personalità saggia e riflessiva, anche se capace di astuzia e di pensiero (e quindi azione) veloce.

Spirito della Terra: indica una personalità stabile ed equilibrata, sicura di sè, ed abile ed adatta come "punto di aggregazione" degli altri.

Spirito dell'Acqua: indica una personalità astuta e versatile, in grado di comprendere abilmente cose e persone.

Spirito del Fuoco: indica una personalità attiva, aggressiva, impulsiva ed irruenta, carismatica e trascinatrice.

Spirito della Foresta: indica una personalità spirituale, a suo agio a contatto con la natura e profondamente empatica.

Tradizioni e cultura

---La Festa dello Steso---

La Festa dello Steso nasce meno di un anno fa, in un'occasione alquanto bizzarra: un gruppo di Artigli Neri addentratisi in territori civilizzati alla ricerca del capo barbaro Quatemoc ritornarono al campo con un grosso barile di birra.

A deguito dell'ubriacatura generale che ne seguì, i dettagli di minore importanza, come ad esempio da DOVE era venuta la birra, vennero dimenticati, e ciascuno iniziò a raccontare la storia in maniera diversa: c'era chi diceva che avevano assaltato una locanda e che quello era il bottino, c'era chi diceva che il locandiere semplicemente gliel'aveva donata, alcuni affermavano che era stata rubata da un membro del gruppo, altri dicevano che era scesa dal cielo in una colonna di luce dorata e con un coro di voci angeliche di sottofondo...

Lo Steso nacque in quella circostanza: semplicemente gli artigli neri posarono la botte su un tavolo e stesero un tappetino sotto di esso, in modo che il flusso di birra dal rubinetto del barile cadesse dritto nella bocca di chi si sdraiasse.

In occasione dello Steso e solo in questa occasione, gli Artigli Neri aprono il loro accampamento accogliendo tutti in un clima festivo, Nainya ed Urrachya allo stesso modo. La bevanda viene offerta, e si tengono gare di resistenza, di durata e di bevuta acrobatica.

---Sport---

Gli Artigli Neri hanno un loro sport, anche. Si tratta, com'è facile immaginare, di uno sport rissoso e violento, ma anche straordinariamente divertente.

Ne esistono diverse varianti: a due giocatori, a due o più squadre, e tutti contro uno (nel qual caso assume più i connotati di una punizione rituale).

Questo gioco viene chiamato Dogd-bol, la cui traduzione letterale suona più o meno come "Dileggiare l'avversario tramite il martoriamento del suo corpo e del suo spirito".

Viene giocato abitualmente con una palla (a volte più di una) sotto forma in genere di una testa umana (o di animale). L'obiettivo è colpire con essa l'avversario

Si può giocare a punti (se l'avversario viene colpito, si guadagna un punto), a eliminazione (nelle partite a squadre: se un membro della squadra avversaria viene colpito, viene eliminato dal gioco) o a resistenza continuata (quando un giocatore non è più in condizione di reggersi in piedi, viene considerato eliminato dal gioco... anche se a volte lo si colpisce ancora un paio di volte, per buona misura).

Ogni anno gli Artigli Neri soffrono mediamente un morto, quattro feriti gravi e dodici lievi in partite di Dogd-bol.

Lo spirito protettore dello sport del Dogd-bol, nella tradizione degli Artigli Neri, è un potente Dio chiamato Chaknoh-Rhis

---Giochi da Tavolo e di Strategia---

Gli Artigli Neri conoscono quel gioco che nel mondo civilizzato viene chiamato "scacchi", anche se lo giocano in maniera diversa, su una scacchiera di cuoio e usando pietre semipreziose come pezzi

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