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fanteria, una di cavalleria e una di genieri.

I fratelli di scudo

Sono i fanti della compagnia, il capitano della fanteria prende il nome di “Caposcudo” e guida circa trecento uomini. Sono divisi in tre truppe comandate dai tre Luogotenenti. Due delle truppe sono armate pesantemente mentre una è formata da fanti leggeri.

Per entrare a far parte di queste truppe bisogna soddisfare alcuni prerequisiti: altezza minima 1 e 65, altezza massima 1 e 75, ossatura robusta e ottima resistenza alla corsa. I requisiti di altezza possono sembrare strani, invero sono assolutamente necessari come verrà spiegato in seguito.

L’addestramento oltre che insegnare le tecniche di combattimento lancia e scudo e daga e scudo, allena i soldati a compiere marce forzate disumane, portandosi dietro equipaggiamenti che sfiorano i 50 kg.

I più robusti vengono scelti per le due truppe di fanteria pesante. L’equipaggiamento base (oltre allo zaino con i viveri e le attrezzature da campo) è: scudo grande rettangolare, lancia lunga a una mano, accetta, elmo senza celata, armatura di ferro(corpetto bracciali e gambali). Nella formazione da battaglia è importante che tutti i soldati siano alti uguali, poiché gli scudi sono fatti appositamente per essere incastrati lasciando uno spiraglio dove porre la lancia coprendo interamente i soldati.

È una truppa che in battaglia va usata per scontri frontali, premurandosi di difenderla sempre sui fianchi poiché letale ma lenta. Le accette sono in dotazione per spezzare le lance della fanteria avversaria.

I più agili e resistenti vengono scelti per la fanteria leggera. L’equipaggiamento base è: daga, machete, scudo piccolo tondo, frombola e proiettili, armatura di cuoio bollito comprensiva di corpetto gambali bracciali e gonnella, elmo a scodella con paranaso. È una truppa da schermaglia e da esplorazione, in battaglia viene utilizzata per proteggere i fianchi e il retro della fanteria pesante.

I fratelli d’ingegno

I prerequisiti per entrare a far parte di questa troppa non sono di certo fisici. Maghi alchimisti e ingegneri hanno scoperto durante la storia che utilizzare le loro conoscenze a fini bellici frutta sempre. Lo truppa conta all’incirca quaranta uomini alcuni teorizzatori, altri manovali, altri ancora sia l’uno che l’altro. Sono esperti costruttori di macchinari da guerra, sia per assedi che per campali.

Una famosa invenzione della compagnia sono i “Tubi sotterranei”. Si tratta di strutture semoventi molto complicate utilizzabili negli assedi: lo scheletro è in legno ricoperto da placche di ferro quando il macchinario viene messo in posizione forma una barriera dietro la quale si può lavorare indisturbati coperti dai dardi nemici. Dietro alla copertura c’è un sistema di pale d’acciaio che può scavare fori del diametro di trenta centimetri ma della profondità di cinquanta metri, anche in orizzontale. Mentre le pale scavano il buco, vengono inseriti dei tubi di rame del diametro giusto.

Facendo arrivare lo sbocco dei tubi sotto delle mora, si possono usare appositi preparati che sciolgono la pietra ma non il rame, in questo modo anche da grande distanza si può far crollare un muro.

Il capitano della truppa viene chiamato “Capogenio”.

I Fratelli di lancia

Il prerequisito per entrare a far parte della cavalleria è soltanto di lignaggio. Soltanto i nobili infatti possono entrare a farvi parte anche se durane la storia ci sono state alcune eccezioni.

Solitamente l’addestramento inizia in tenera età, infatti le Nobili famiglie florenzine mandano i terzi o quarto geniti in accademia ad imparare un mestiere visto che difficilmente erediteranno il patrimonio di famiglia. L’addestramento oltre che fisico è anche intellettuale, con lezioni di storia, tattica, filosofia ed economia, tutto ciò per formare degli ufficiali competenti.

Molto spesso gli ufficiali più capaci entrano a far parte dell’esercito regolare di qualche città stato, tanto è rinomata l’Accademia dei Buoni Fratelli.

Il normale equipaggiamento da battaglia dei Fratelli di lancia è: armatura da cavaliere, scudo medio, lancia, spada e balestra Florentina. Tale marchingegno è l’invenzione di uno dei genieri più rinomati nella storia della compagnia Alfonso Bertanberti. Leggera e maneggevole, ha un’alta precisione anche se non il potere perforante delle sorelle più grandi. Possiede una sorta di caricatore

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