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estremamente efficace e competente.

Poco si sa al riguardo della Confraternita della Mano Nascosta, ma si dice che sia una Lega di informatori la quale persegue obbiettivi sconosciuti.

Lo stesso Senato di Florenzia si è dimostrato perplesso e pressoché impotente nel cercare di stabilire fini, struttura e gerarchie.

L’unica volta in cui è c’è stato un tentativo di infiltrazione nella struttura di Palazzo Pittasquelli, l’informatore non è stato più visto.

Da quel momento, furono numerosissimi i tentativi del Senato di prevaricare sull’Organizzazione, alcuni dei quali sfociarono in eccessi di vera e propria violenza.

Tutto ciò metteva in crisi il Senato e l’illustrezza della città stessa, ma d'altronde, venivano messi a segno molti colpi che debilitavano in maniera sempre più sensibile l’Organizzazione.

Ad un certo punto Pierguido Sevezzoloni, riuscì, in modo abbastanza controverso, a contattare l’unico membro conosciuto dell’Organizzazione, una tale Maschera Rossa, e stabilire una vera e propria tregua.

Con un discorso ossequioso e gentile spiegava la struttura dell’Organizzazione all’attonito Senato, il quale da quel momento in poi non tentò più di cercare altre informazioni.

Da quel poco che si sa, la Confraternita è divisa in 3 branche:

Maestri della Parola

Maestri del Silenzio

I primi, sono il vero e proprio Nerbo dell’associazione, un servizio di spionaggio e controspionaggio con informatori sparsi in tutti i livelli della società ed in moltissime città sia d’Ethulia che del mondo intero.

I secondi invece sono la parte violenta della gilda. Gli assassini migliori del regno si raggruppano in questa loggia, che grazie alle info dei maestri della parola preparano minuziosi e puliti omicidi preparati nel minimo dettaglio.

Il governo Fiorentino ha quindi stilato un contratto con l’accademia, per ogni anno verserà 50 falchi d’oro in cambio di vitali informazioni, ed anche, sebbene questo sia solo ufficioso, omicidi ed assassini.

Si stima che i membri della confraternita possano essere sui 500, ma la natura di vari informatori, ausiliari ed aiutanti(anche inconsapevoli) è pressoché incalcolabile.

Pietro Corieri

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m)Agarkos

Emigrazione degli Haggard dal Reich

Un tempo il territorio del Reich era un enorme e potente Impero, retto da un solo e rigido Imperatore, con al seguito una numerosa schiera di Vassalli, rappresentanti le maggiori Casate dell’Impero. Una di queste Casate, gli Haggard, stanziata sulla catena montuosa delle Alpi, già a quel tempo poteva essere ritenuta la forza armata più devastante di tutto il Reich: inarrestabili Barbari, preparati al combattimento nei terreni più ardui, capaci di resistere alle guerre più violente, gli Haggard erano i barbari più temuti di tutto il Nord. Cira mille anni or sono, il popolo Barbaro si trovò implicato nella grande guerra che portò poi alla disgregazione del potere centrale del Reich ed alla suddivisione dello stesso. Naturalmente, la prospettiva di una guerra sostenuta al fine di tenersi stretti i propri territori sulle montagne non avrebbe potuto spaventare il popolo degli Orsi. La loro stessa tradizione negava la possibilità di venir meno ad una guerra del genere. Oltretutto la cieca devozione per l’aspetto più sanguinoso del culto del Dio Kinich non avrebbe concesso agli Haggard di non godere della possibilità di mostrare

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