X hits on this document

750 views

0 shares

0 downloads

0 comments

286 / 299

numero di navi altissimo. Il cibo abbondante, l’acqua e il vino in grandi quantità. E le tasche della gente piene di monete che, su Tetzelona, ai tempi non avevano quasi nessun valore. In maniera naturale e spontanea, seguendo le tradizioni che gli Agarkos avevano trascinato con sé in mare scappando da Anesis, alcune famiglie erano rimaste in vista, come dire, erano state ritenute, sempre e comunque, da tutta la popolazione, un punto di riferimento. Rappresentanti del Sangue Antico (discendenti delle famiglie Haggard), in alcuni casi, altri del Sangue Forte (discendenti di personalità storiche degli Agarkos, affermatesi nel periodo della “Ricostruzione”), erano riconosciuti da tutto il popolo come l’elite, in un certo senso, quasi che Elios stesso avesse dato loro qualcosa di più rispetto agli altri. Data la prosperità del periodo, e ben consapevoli di quali potenzialità avrebbe potuto nascondere il futuro, le 23 famiglie “importanti” decisero di prendere ufficialmente il potere, dichiarando alla popolazione che, dato il progresso in corso, gli Agarkos avrebbero dovuto mettere da parte le loro antiche leggi, o meglio, migliorale, e creare una forma di governo solida, ben organizzata, che distribuisse nel giusto modo diritti e doveri, e che puntasse alla prosperità di tutta la popolazione. E frasi simili, da vera campagna elettorale. Ovviamente non ci fu modo di votare. Le 23 famiglia avevano già il potere, da tempo, ma in quel giorno vollero urlarlo, mostrarlo e, in fin dei conti, imporlo. Con la spesa più ingente fino ad allora sostenuta in tutta la storia degli Agarkos i 23 ordinarono da un regno della terra ferma 23 pugnali, diversi fra loro per forma e decorazioni (che altro non sono che Rune nordiche, magari un poco modificate), che rappresentassero ognuna la Casata di cui erano simbolo. “Il Giorno dei Pugnali” è la ricorrenza in cui si festeggia la nascita dell’ Oligarchia Teotalassocratica di Talatze, con capitale a Tetzelona, e sede del Concilio al Palazzo dei Capitani. Con obiettivi ben decisi, una perfetta organizzazione pressoché miliare, ingenti somme di denaro e un concilio di Capitani ancora ben disposti a collaborare, gli Agarkos diedero definitivamente avvio alla loro più grande impresa: divenire i signori dei mari. Seguendo le meticolose indicazioni dei loro Capitani, gli Agarkos si mossero nei mari del Mediterraneo in maniera mai azzardata, fin troppo delicata per essere fatta da dei barbari di mare. Oltre ad iniziare il lungo e periglioso studio delle popolazioni delle coste conosciute, gli Agarkos presero sempre maggiori contatti con le più grandi navi commerciali, e lentamente man con astuzia iniziarono ad acquistare rotte commerciali. All’inizio brevi tratti, poi col tempo incrementati. In alcuni casi riuscirono a prendere in mano il commercio di tutta la produzione di alcuni merci specifiche, mentre in altri dovettero mettersi da parte, poiché, come spesso i Capitani ripetevano “non era tempo di agitare il mare”. Accanto a queste attività, continuavano il loro lavoro di cacciatori di pirati, nel quale continuavano a dimostrare le ottime capacità belliche, incrementati anche dalla migliore organizzazione. Anche in questo campo, smisero via via di affiancare le navi per difenderle, ma si arrogarono il diritto di ritenere “conquistate” alcune intere zone marittime, di averle epurate di ogni pirata, e che avrebbero continuato a proteggere in cambio di dazi, sempre più costosi. La loro doppia attività, come commercianti e come cacciatori, continuò ad incrementare le capacità e le possibilità degli Agarkos, in maniera esponenziale. Fino a 50 anni fa. Quando il popolo degli Agarkos, con in prima linea i Capitani, decise che era tempo di allargarsi. Di mostrare al mondo intero la propria potenza, la propria superiorità. Dichiarare a gran voce che il Mare è proprietà dei Capitani del governo Teotalassocratico di Talatze. Che il Mare è degli Orsi, non degli uomini. Cinquanta anni fa, gli Agarkos decisero che era tempo di guerra. E diedero vita al Progetto.

Il popolo di città: Tetzelona

La città, la Capitale, L’isola galleggiante degli Agarkos, rappresenta il loro centro economico, ma non quello politico. O meglio: è si la sede del concilio dei 23 reggenti, chiamati Capitani, ma di essi sull’isola ne abita solo uno. I restanti 22 sono in mare e rappresentano il popolo di Talatze. Il popolo di Tetzelona, in confronto a quello di Talatze, è quello meno popoloso nonché, per moltissimi aspetti, quello “di classe sociale inferiore”. Non che la città sia un luogo di reietti e sbandati, tutt’altro, ma il vero centro politico è in mare. L’Isola si Tetzelona è organizzata per contenere dai 15.000 ai 25.000 abitanti. È stata fortificata nel corso dei secoli, dapprima con i pochi materiali presenti sull’isola e successivamente con materiali acquistati da altri popoli. L’isola è

Document info
Document views750
Page views750
Page last viewedWed Dec 07 21:06:16 UTC 2016
Pages299
Paragraphs4144
Words177797

Comments