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relativamente grande, per cui vi sono spazi per l’agricoltura e l’allevamento, i quali però, oramai, non soddisfano il fabbisogno della popolazione. Il problema principale di chi vive in mare, poi, è sostanzialmente l’acqua: il fato ha voluto che a Tetzelona vi sia una piccola sorgente. Essendo l’isola costruita all’interno di un enorme carapace, è ovvio che la sorgente non sia completamente naturale: almeno da quel che sostengono i Druidi degli Agarkos, dopo secoli di studi, è proprio la struttura antica del carapace a filtrare l’acqua ed a renderla potabile. Per quanto questo dettaglio possa sembrare sconvolgente, in verità, data la numerosità del popolo di Tetzelona, l’acqua filtrata sull’sola, sia “naturalmente” che tramite ingegni inventati dagli uomini, non è abbastanza per soddisfare tutti. Come per praticamente tutto il fabbisogno dell’intera popolazione, l’acqua deve essere comprata da altri popoli. La città di Tetzelona è organizzata in maniera molto simile alle città di terra. Ha punti nevralgici di potere, corpi di guardia, ronde e prigioni, banche così come il mercato interno (piccolo in verità) o le scuole. Al centro della costruzione, ben lontano dalle basse mura protettive esterne, si erge il Palazzo dei Capitani: è questo il luogo in cui, periodicamente, i 23 Capitani al potere si incontrano e prendono decisioni comuni. I capitani fanno parte del popolo di Talatze (vedi sotto), di conseguenza sono quasi sempre in mare. A Tetzelona, tranne che per i concili, rimane solitamente un solo Capitano designato, il quale appartiene ad una famiglia importante i cui membri, da generazioni e per discendenza, ricoprono il ruolo di Capitano di Tetzelona. In particolare, il Capitano di terra ha completo potere su tutto ciò che riguarda la città. Sopra di lui c’è solo il concilio e, almeno fino ad ora, non si sono mai mostrati problemi di sorta nell’amministrazione delle leggi. Le leggi, poi, sono molto rigide, in stile Reich, ma con conseguenze legali molto più barbariche. Altro centro nevralgico della città è il Tempio dedicato ad Elios. In particolare, il Tempio ha due funzioni: quella sacra, naturalmente, e quella didattica; la seconda è particolare, poiché non è accessibile a tutti ma solo a persone con un cognome importante, che siano membri delle 23 famiglie di Capitani o dell’altra cinquantina circa di Famiglie “Nobili”. L’ala sacra del Tempio è sfarzosa, pomposa e molto grande, decorata con simboli Kinichani classici abbinato ad affreschi della storia del popolo degli Agarkos e delle “prove” a cui sono stati sottoposti dallo stesso Kinich; in più si trovano rappresentazioni dei vecchi Sacerdoti, venerati come delle sorte di Santi, o spiriti protettori. La scuola invece è, seppur condividendo la struttura col Tempio, distaccata per funzioni e caratteristiche: è divisa in due grandi sezioni, con dormitori in comune; le due sezioni sono: quella in cui si insegna l’arte della Guerra Sacra (per gli Agarkos non vi è alcuna differenza tra un sacerdote ed un guerriero, semplicemente sono diversi modi di servire il Dio) e quella in cui si insegna il Druidismo. La scuola è annessa al Tempio poiché gli alunni sono, per nascita, benedetti. Il ruolo delle donne, invece, nel popolo degli Agarkos non è considerato pari a quello degli uomini: esse sono, innanzitutto, le colonne portanti di ogni nucleo familiare, ma non in quanto a forza e potere, bensì perché capaci di servire e riverire i membri uomini delle famiglie. Altro ruolo delle donne, ben più importante, è quello di levatrici: non tutte le donne possono accedere a questo ruolo, è riservato a poche elette (di solito per “cognome” anche in questo caso); le levatrici sono considerate come le responsabili di fronte a Kinich della salute del piccolo appena nato. Qualora infatti nasca un infante in un qualche modo deforme, troppo esile o in cattiva salute, esse sono condannate alla morte insieme al piccolo e, molto spesso (sempre in base al cognome), alla madre. Non vengono trucidate, ma messe in mare su di una zattera ben progettata di modo che, qualora Kinich volesse sottoporle ad una prova in mare, esse abbiano qualche possibilità di sopravvivere. Nella memoria storica degli Agarkos nessuno mai è tornato dopo questo rito. Nell’isola di Tetzelona vi anche una importante banca. Essa è retta ed amministrata dai Capitani e rappresenta interamente il patrimonio degli Agarkos. Lì vi sono gli averi di tutta la popolazione, tutte le famiglie, tutte le navi, i frutti di ogni commercio o guerra. Sembrerebbe, detto in questo modo, che il popolo degli Agarkos abbia una economia comunitaria: non è così. Gli averi sono amministrati dai Capitani, principalmente per gli interessi dei Capitani. Altro punto essenziale della struttura dell’isola sono i numerosi scavi, da cui sono state ricavate cantine, luoghi segreti (come il Tesoro della banca) e quant’altro. Per spiegare a pieno questo punto è necessaria una piccola

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