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perché è alla base di tutti gli scambi commerciali, sia perché è l’esercito del popolo. Questo significa che ogni nave, dalla più piccola a quelle dei Capitani Reggenti, è sia una nave commerciale che una nave da guerra: con diverse gradazioni di efficacia, esse sono adibite sia al trasporto merci che all’attacco di altre navi; tutta il popolo di Talatze è preparato alla guerra, ogni nave è dotata del necessario, e tutti sono sempre pronti ad intervenire in caso di richiamo alle armi.

Tradizioni Molte sono le tradizioni degli Agarkos e molti i riti. Alcuni esempi sono già stati portati in queste pagine, come il Mese di Tetzelona o il Giorno dei Pugnali. Altre tradizioni sono legate alle stagioni ed alla pesca, come la Festa del Raccolto, o la festa del Freddo. Vi sono poi riti religiosi particolari, come per esempio ciò che è stato descritto sulle nascite “riuscite male”: in tale situazione esiste un rito Sacro prestabilito durante il quale vengono lasciate andare in mare le condannate. Già si è parlato anche delle gravidanze: quando una donna torna dal mare col ventre pronunciato, in tutta l’isola di Tetzelona risuona un potente corno, che avverte la popolazione. Il corno ha 12 tonalità diverse, in base al fatto che il nascituro sia stato concepito sotto la giurisdizione di una delle 11 Navi dei Capitani reggenti o dal Capitano di Tetzelona. I funerali invece hanno un rito molto particolare: durante tutto il suo svolgimento in tutta l’isola viene cessata ogni attività, spesso tutti convergono al luogo del funerale, ed ognuno sta in silenzio, compreso il Sacerdote che officia il Rito: la salma viene caricata, sempre in assoluto silenzio, su una piccola zattera di legno riempita di paglia, poi viene appiccato il fuoco con la fiamma sacra e viene lasciata in mare, come dono a Kinich. Le nascite, allo stesso modo, avvengono in acqua: in piccole strutture in legno galleggianti, ormeggiate a pochi metri dalla riva, le levatrici assistono ai parti, i quali vengono sempre e comunque effettuati con la partoriente immersa in mare fino al seno; ciò rende i parti molto dolorosi, e quindi rumorosi, poiché l’acqua marina, a contatto con le normali ferite che si aprono durante il parto, brucia e fa male. Molti altri sarebbero i riti da descrivere, le usanze da raccontare, ma mi limiterò a trattare di una grande paura degli Agarkos: così come si fanno facilmente spaventare da un cavallo o da qualunque altro grosso animale di terra, essi sfidano senza un briciolo di paura qualunque bestia di mare. Allo stesso modo però la loro più grande paura, di quelle che le usano da bambino per non farti fare i capricci, è legata al mare: essi hanno il mito della Bessakaris, un gigantesco mostro marino, descritto come una enorme manta, capace di librarsi in volo sull’acqua per centinaia di metri e poi ricadere sulla navi inghiottendole, la leggenda che si narra è che essa sia una bestia creata da Kinich con l’intento di usarla per distruggere gli Agarkos qualora essi, non riconoscenti dei tanti doni ricevuti dal Dio, dovessero mettere in discussione la parola sacra: in tal caso Bessakaris divorerebbe una ad una le navi degli Agarkos e poi, diventata ancora più grande, andrebbe a divorare in un sol boccone l’intera isola di Tetzelona.

Umberto Masiello

Storia Recente

Il progetto prevedeva, tramite accurate alleanze, di sbarazzarsi di tutti i possibili avversari marinari degli Agarkos, a cominciare dagli odiati vernentiani, sempre pronti a danneggiare le rotte commerciali del popolo degli orsi, e sempre pronti ad imporre le loro con al forza.

Il progetto iniziò nel 2007 d.N. con l’arrivo nel piccolo regno di Gradara, di due dei capitani reggenti di Tetzelona, Athanassios Thalisson e Draside Neliocresson. Nel corso dei mesi, soprattutto il primo, riuscì ad imporsi come figura politica di primo piano, e ad intessere intorno a se cospicue alleanze. Nel frattempo, l’Isola di Tetzelona, da tempo ferma nel Mar Nero, iniziò a spostarsi, sempre più velocemente, in direzione dell’Ethulia. I druidi del mare, interpretarono quello come un grave segno, e iniziarono a temere il peggio. Solo in seguito si capì che l’isola si stava spostando per i tremendi scompensi che stavano interessando il rift di Gradara.

Athanassios divenne capo del Tempio di Kinich cittadino, mentre Draside fece perdere le sue tracce, salvo emergere nuovamente verso la fine del 2007, nella lotta contro Ishaka l’Antico.

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