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livello, ma dovessero essere in possesso di una spiritualità e di un attitudine alle arti mistiche preponderante.

Dalle fonti, dalle ricerche effettuate dai grandi storici di Florenzia, e dagli annali di Samarcanda, si è risaliti però ad un fatto accaduto proprio nel periodo in cui si ipotizza la creazione Dell’Ordine.

Si dice che durante quegli anni, nella grande città Orientale, un gran numero di cultisti di strani e rinnegate divinità si radunarono e si organizzarono.

Il Califfo dell’epoca, gran adoratore del Serpente Dorato, uno dei tanti nomi del Dio Drago Itzamna, mandò le sue spie, cercando di capire a cosa questi oscuri personaggi puntavano. Si scoprì in seguito che i cultisti, nel profondo delle rovine della vecchia Samarcanda, stavano attraverso indicibili riti, cercando di aprire un portale verso un altro piano.

Dalle ultime parole di un prigioniero catturato con il fine di estorcergli informazioni, si capì che niente di buono sarebbe potuto uscire attraverso quel portale avente la strana forma di un obelisco: “L’Abisso vi inghiottirà tutti!”

Subito fu formato un Ordine, specializzato a combattere forze estranee a quelle terrene, con l’unico e Sacro compito di preservare il Sommo Ordine ed Equilibrio dettato dal Serpente Dorato.

Cavalieri addestrati a combattere forze demoniache e non morte, Paladini e Inquisitori guidati dal Sacro fervore, Incantatori e Stregoni esperti nelle arti adeguate per fronteggiare simili forze, furono insigniti sotto l’Ordine che si pensa essere proprio quello di Kadosh, Vendetta, contro coloro che hanno come scopo il disordine fra le genti.

Il neonato Ordine fece irruzione nelle rovine e quello che fronteggiò andò contro ogni comprensione: oscuri poteri, bestie immonde e creature orrende infestavano i sotterranei della città senza che nessuno si fosse fino ad ora accorto. Dopo giorni di battaglie di una tipologia che fino a quel giorno non si era vista in quelle terre l’Ordine capitanato da Khal-Tan, un Paladino dotato di tanta fede quanta forza nel combattimento, trovò l’obelisco e riuscì attraverso rituali di contenimento a neutralizzare quella forza maledetta.

Da quel giorno l’Ordine si organizzò con il fine di essere preparato ad ogni nuova manifestazione che compromettesse l’ordine tra le dimensioni, siano esse la dimensione della vita, della morte e quella demoniaca.

Fino a che le dimensioni dell’ordine furono modeste, nessuno diede loro noia, ma quando incominciò ad estendersi in modo capillare per tutto l’impero di Maghi, espatriare all’estero e, soprattutto, accumulare piccole fortune, incominciarono a trovare i primi problemi.

Infatti, una cospirazione guidata da un gran Visir asservito ai poteri occulti, tentò di scalzare i seguaci dell’ordine di Kadosch dai luoghi di potere.

Fortunatamente, il gran Maestro dell’ordine di allora, riuscì con sagacia a respingere le ignominiose accuse ed esorcizzare i demoni che guidavano gli Eunuchi.

Quest’azione colpì sensibilmente l’Imperatore che certificò ed autorizzò l’esistenza dell’ordine nel suo regno.

Organizzazione

L’organizzazione ha un solo scopo: combattere l’abominio in tutte le sue forme e garantire che l’equilibrio tra il mondo dei vivi, quello dei morti e quello dei demoni non venga turbato.

Ora come ora, anche se è difficile reperire informazioni riguardo le mosse e le basi dell’Ordine di Kadosh si sa che molte sono le capitanerie nascoste in tutto il mondo conosciuto che fanno capo al quartier generale di Samarcanda, la Capitale dell’Ordine, e molti sono gli infiltrati in tutte quelle zone dove più spesso sono presenti manifestazioni demoniache e negromantiche.

Non ci si stupisce quindi che molti siano gli inviati di Kadosh presenti nel Reich, presso le regioni comandate dagli Haakon, una delle famiglie più tenute d’occhio dall’Ordine. Come in Ethulia, soprattutto a Gradara, un piccolo borgo dove negli ultimi anni però numerose sono state le manifestazioni dei Tre Orribili Dei Traditori e altrettanto di presenze di forze non morte.

In genere l’ordine tende a creare vere e proprie capitanerie locali, le quali godono di una discreta autonomia(relazionata soprattutto all’autorità locale), anche se spesso operano dietro direttive dalla

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