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mondo per oscurare dapprima il sole, nemico giurato e luce insopportabile, e poi la luna, che fase dopo fase, tornò ad essere nera.

Stanca, si dovette fermare, così che Chel, poi Kinich, ripresero ad illuminare il mondo.

Atachel, grazie all’unione con Kin, gemello oscuro di Kinich, giunto nel mondo insieme al fratello, per frenare il dilagare della creazione di Chel e Kinich, creò a sua volta le stirpi dei Goblin e dei Drow, , nemici della luce in ogni sua forma, affinché agissero e con le loro opere portassero maggiore gloria alla Dea loro creatrice.

Allo stesso momento nascose un germoglio di oscurità nei cuori degli uomini (non riuscì altrettanto bene con gli elfi, i quali portavano troppo profondamente impresso nel loro essere il carattere vitale e lunare di Chel, così che riuscì a fare propria solo una piccola quantità di essi.)

Kin insegnò alle creature ad uccidere, per opposizione alla creazione ed alla vita, e fu così che la morte entrò nel creato.

Da questa alternanza, tra luce e tenebre, fra vita e morte, Itzamna, il drago, fece il suo ingresso nel mondo e cominciò a regolare il tempo.

Creò le acque e gli oceani, e contribuì all’armonizzarsi della creazione.

Ed ancora oggi Atachel, con il suo compagno Kin, tentano di fermare lo svilupparsi della vita ed di ricoprire il mondo con le tenebre...

Il culto

Signora delle Tenebre, Madre oscura, Carnefice e Consolatrice, molti sono i nomi con cui viene invocata in tutte le terre conosciute e ancor di più sono i modi di ritrarla e venerarla.

La Notte è il suo sudario e vi avvolge ogni cosa, amandola come solo una madre è in grado di fare.

È nel cielo quando il sole tramonta e negli abissi del mare, nella città buia e nelle profondità del sottosuolo. Chiunque cammini nelle tenebre è suo figlio, ogni azione compiuta col favore dell’oscurità è da lei benedetta.

Sposa di Kin e Ventre della Terra, suo è il corpo in cui le salme vengono riposte per cercare il riposo eterno. A Lei vengono intonati i canti di dolore di chi rimane in vita.

Controverso ed oscuro in molti dei suoi aspetti, il culto di Atachel presenta una miriade di sfaccettature di paese in paese, da cultura a cultura.

Col passare dei secoli, nei territori civilizzati e nelle grandi città la religione della Madre Oscura è andata via via chetandosi, sino ad assumere un ruolo ingentilito che ben si adatta ad un culto ufficiale.

La Signora della Notte profonda soprassiede al pianto e alla vendetta, al sonno e alla veglia. Ella è anche guida della anime addormentate, per questo a lei è sacro il Silenzio.

Viene invocata dalle partorienti e da coloro che si incamminano nell’oscurità, da chi non ha il coraggio di agire alla luce del giorno e da chi preferisce il silenzio ed il riparo delle tenebre.

Il Serpente spesso viene utilizzato come suo simbolo, e la Dea insegna ad utilizzarne il veleno. Esso è liquido mortale, ma allo stesso tempo antidoto, liquido che diluisce o coagula il sangue. In Lei coesistono entrambe le realtà e spesso i fedeli conoscono perfettamente i profondi segreti delle erbe e dei veleni.

Una forte componente della religione di Atachel, forse più accentuata in passato ma comunque molto presente anche ora, è il carattere femminile del culto.

Suo è il lamento della madre che ha perso il figlio, suo il dolore della donna privata dell’amato. In origine il clero della Signora delle Tenebre era quasi completamente femminile, e non sono poche le vedove che giungono al suo cospetto in cerca di consolazione e vendetta.

In ogni caso, il culto di Atachel mantiene tuttoggi le sue connotazioni più oscure: sono in molti a pensare che dietro la malavita e gli intrighi politici si nasconda sempre e comunque il culto dell’Oscura Signora; il fatto che siano in pochi a rendersene veramente conto forse significa che gli adepti di Atachel sono davvero bravi a tramare nell’ombra.

La struttura del tempio non è fissa, ma in nessun caso presenta finestre o aperture all’esterno di alcun tipo, esclusa la porta di ingresso. In genere vi sono alcune sale interne fiocamente illuminate,

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