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Seconda tradizione

Kin è il patrono della caccia e la caccia si traduce come il conseguimento di un obbiettivo. Per conseguire il suo obbiettivo un fedele di kin può usare qualsiasi mezzo, purché agisca in accordo con il branco. Il primo obbiettivo è la protezione del branco e la divulgazione del credo, il secondo obbiettivo è portare rinnovamento, il terzo obbiettivo è proteggere le proprie genti.

Terza tradizione

La morte è Sacra e non deve essere dispensata alla leggera. Portare la morte in maniera casuale non compiace Kin. La morte durante la propria caccia è considerato il più alto degli onori agli occhi del nostro Signore.

Portare la morte ai deboli, ai moribondi e a coloro che non hanno più la forza di vivere è Misericordia, uno dei volti più benevoli del nostro Dio.

Quarta tradizione

Il sacrificio è importante. Colui che sacrifica se stesso e ciò che gli è più caro nel nome di Kin è visto con rispetto agli occhi del Dio. Colui che sacrifica senza motivo la vita e le cose preziose altrui è considerato un codardo e uno stolto, poiché non è vero sacrificio quello elargito a spese altrui. Il sangue è la moneta del sacrificio, ma è il tuo sangue quello ad avere valore.

Quinta tradizione

C’è un solo capo che si distingue per forza ed intelligenza. Per eleggere un nuovo capo bisognerà sfidare quello precedente, lo sconfitto potrà decidere se sottomettersi, esiliarsi o morire.

Il capo è colui che guida il branco nella caccia ed è colui che deve far rispettare le tradizioni, se così non dovesse fare, il branco lo disconoscerà. Il capo è colui che si nutre per primo, ma deve far si che tutti abbiano la loro parte, perciò deve assicurarsi che tutti vengano trattati in base al ruolo che ricoprono ne branco.

Sesta tradizione

Il vento è portatore di rinnovamento, poiché sono i venti a garantire il susseguirsi delle stagioni.

La staticità è Male mentre il cambiamento e il rinnovamento sono sempre portatori di benefici.

Per portare il cambiamento bisogna utilizzare tutte le armi a disposizione: sapienza, scaltrezza, forza e diplomazia, utilizzate in maniera saggia, possono tutte aiutare nella caccia.

Settima tradizione

Gli orfani sono i figli della morte e perciò figli di Kin.  Accoglili nel branco ed educali alla dottrina del loro padre.

Nella Chiesa Gheneviana tali precetti vengono rispettati con solerzia, ma vengono interpretati in modo più filosofico raggiungendo un grado di civiltà superiore.

Per esempio le sfide menzionate nella Quinta Traduzione consistono in prove di intelligenza e forza più sofisticate dei semplici scontri mortali o duelli sacri. Il confine tra interpretare e sconvolgere è sottile però e i vertici della Chiesa Gheneviana sono molto attenti che questo confine non venga oltrepassato, e spesso reagiscono in modo più brutale di quanto possa operare il Gran Cacciatore stesso.

Catechesi

Rito della Notte

Il sacerdote  rientra, nel Tempio, allarga le braccia lasciandosi investire dalla luce rosso cupo che entra attraverso il rosone esposto ad ovest, costruito per raccogliere gli ultimi raggi di ogni tramonto. Il Leone Nero chiude gli occhi e si prende un momento di silenzioso raccoglimento,

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