X hits on this document

613 views

0 shares

0 downloads

0 comments

74 / 299

vendicatori di Kinich

Ovviamente la mappa geopolitica era ben diversa da quella attuale, ed il Regno in assoluto più grande era il Vecchio Regno, seguito a ruota dall’Impero Asa. La capitale sorgeva ove ora sorge Neapolis, ed era governata da imperatori potenti, il cui regno si estendeva dalle coste del Mediterraneo all’attuale Reich. Praticamente ogni Regno umano, del Vecchi Continente ne faceva parte. L’unica altra entità politica degna di nota era l’Impero Asa, che iniziava a porre sotto il suo dominio, tutto quel territorio conosciuto oggi come il Continente Asa. I regni elfici diTaur Ruum, Taur Aire e Taur Ethele non facevano parte di tale entità politca, come si evince dai loro registri. Questi infatti erano già presenti da tempi immemori, forse da prima dell’età degli Eroi. Proprio da questi si riescono ad estrapolare le informazioni maggiori sull’Età degli Eroi. Purtroppo le relazioni tra la razza elfica e il Vecchio Regno non erano molto profonde, e non molto è custodito tra i vecchi registri elfici, e questi, gelosi delle proprie tradizioni, non ne permettono la consultazione a cuor leggero.

L’Impero comunque, stando alle datazioni più attendibili, sarebbe sorto intorno al 1200 p.N.(prima della fondazione di Neapolis), mentre l’Impero asa sarebbe sorto intorno al 700 p.N.

Dopo poco più di 1000 anni, la città divenne corrotta e immorale, tanto da far infuriare Kinich.

I suoi Tre Angeli Vendicatori avvertirono i pazzi governanti dell’Impero, che però continuarono a farsi beffe della divinità.

Quando l’ultimo degli Angeli se ne fu andato, Kinich fece esplodere la Montagna di Fuoco, che sorgeva nei pressi della Vecchia Città, purificando con le fiamme la città devastandola fin dalle fondamenta. Della Vecchia Città non rimase alcun segno, e tutti i suoi abitanti perirorono, colpevoli di aver perso di vista la loro qualità di fedeli.

Senza una capitale, o dei Regnanti in grado di portare avanti la politica comune del Vecchio Regno,  tutti i Regni sottomessi, che da tempo covavano sogni di autonomia, si ribellarono all’impero, e iniziarono a formarsi i Regni umani odierni. Ovviamente, gli storici concordano sul fatto che la venuta dei Tre Angeli di Kinich sia solo un’allegoria per rappresentare la corruzione e la decadenza che segnarono il tracollo economico e politico del Vecchio Regno. La distruzione provocata dalla Montagna di Fuoco non sarebbe quindi da imputarsi ad origini divine, ma ad origini naturali, eruzioni vulcaniche e terremoti.

I Regni elfici, avvertendo che un grosso cambiamento stava avvenendo tra gli umani, per paura di venirne coivolti, chiusero ogni rapporto, isolandosi per lunghi anni. L’Ethulia, che era il cuore del Vecchio Regno, si spezzettò in tanti piccoli Regni, in perenne lotta l’uno con l’altro, per pochi lembi di terra. Mediolanum, una delle città più grandi del Vecchio Regno, fu la prima città ethulica ad imporsi su un vasto territorio, e fondare un proprio Regno.

Mons Ferratus tardò a sorgere e prendere coscienza di se. In questo fu aiutata dagli elfi di Taur Ruum, che dopo quattro secoli di isolamento, decisero di interessarsi ancora alle politiche umane.

Non tutti gli umani però vollerò arrendersi di fronte alla distruzione della Vecchia Città, e decisero di impegnarsi a costruire una Città ancora più grande e splendente, e questa volta sotto la rigorosa egida di Kinich. Fu un uomo ad accollarsi l’onere di tale progetto, Fulgenzio De Oddoni, umile ma fervente sacerdote di Kinich. Molte furono le difficoltà, e molti anni passarono prima che la prima costruzione fu ultimata. Non era che un piccolo Templio in pietra, sorto laddove la forza della Montagna di Fuoco aveva colpito più forte. Quel Tempio però rispecchiò il simbolo che un cuore puro e fervente poteva sopportare qualunque sacrificio e vincere qualunque sfida. Quel Tempio fu il cuore intorno a cui si sviluppò la Nuova Città, Neapolis, e quell’uomo divenne il primo Papa di Neapolis, Fulgenzio Magno. Da quel giorno si decise di cominciare a contare gli anni, e al giorno d’oggi, dopo più di 2000 anni, Neapolis vive ancora grazie alla sua fede e al suo coraggio, sempre memore di quello avvenuto millenni prima, per colpa del vizio e della decadenza.

Pietro Corieri e Nicolò Rossi

Torna all’Indice

Document info
Document views613
Page views613
Page last viewedFri Dec 02 18:31:37 UTC 2016
Pages299
Paragraphs4144
Words177797

Comments