X hits on this document

721 views

0 shares

0 downloads

0 comments

75 / 299

b)Storia Recente

Alla fine del 2007 DN, la penisola Ethulica, da tempo in fermento per via dei numerosi contenziosi presenti trai vari Regni che la costituivano, vide il precipitare della precaria situazione fatta di alleanze, tradimenti, trattati e aggressioni, che ormai da anni erano la norma. Due enormi blocchi, di uguale potenza, si formarono, e fu ben presto chiaro che non avrebbero potuto coesistere pacificamente per lungo tempo.

All’inizio del 2008 DN, i due blocchi entrarono i guerra, dando via al conflitto che poi avrebbe preso il nome di Guerra Ethulica(2008-2011 DN)

LA GUERRA ETHULICA

Primo anno di guerra

I segni che portarono ad una ripresa delle ostilità, in tutta l’Ethulia erano notevolmente evidenti in diverse sfaccettature.

I trattati del concilio Ethulico altro non erano che una certificazione delle ostilità che sarebbero arrivati pochi mesi dopo.

Neapolis infatti sostenne un enorme sforzo bellico nel tentativo di fronteggiare i regni settentrionali, ingaggiando un tumultuoso braccio di ferro che insanguinò i territori Ethulici negli anni a venire.

La ripresa dei conflitti avvenne nell’ultimo mese di Atachel, quando il generale Montefosco, Ottavo Raggio di Neapolis, orchestrò con il vicerè Sigfried, l’ex guardia reale di Aureliano, il tradimento per la presa di Sena Gallica.

Tutto era preparato con grande dovizia di particolari, le truppe sarebbero state sterminate durante la notte, ed a bloccare la ritirata ad eventuali fuggitivi ci avrebbe pensato un contingente di Pisaurumensi i quali attendevano a Nord.

Gran parte della guarnigione venne presa e sterminata senza una reale resistenza non fosse che il Colonnello dei Falchi d’Acciaio Valerio Junio della Rovere, ex mercenario, veterano di decine di battaglie, secondo in comando della truppa Gradarese nella città occupata, riuscì a rompere l’accerchiamento con un centinaio di truppe miste e fuggire dal carnaio di Senagallica.

Invece che dirigersi a Nord, prese l’iniziativa di attaccare in maniera fulminea i piccoli principati del centro dell’Ethulia vassalli di Neapolis.

Mentre il grosso delle truppe di questi piccoli centri prestavano servizio sotto i vessilli della Teocrazia, con meno di cento uomini l’audace colonnello catturò e distrusse Castel Fidardo, Osimo e Falconaris, ove requisì una vecchia galea tentando di raggiungere il porto di Cattolica.

In alto mare venne raggiunto da una squadra di Galee Vernentiane che, avendo forzato il blocco degli Agarkos, poterono riportare il contingente a Gradara.

Intanto l’arrivo delle nevi stemperò temporaneamente le azioni belliche, mentre i preparativi si facevano più febbrili in tutta la penisola.

Aureliano Spigadoro non si fece imbonire dalla neve.

Durante l’inverno si assicurò il fianco occidentale con una serie di trattati diplomatici a lui favorevoli con il Patriarcato Urbinate e l’appoggio dei temibili nani di Fosso Ombroso, i quali avevano motivi di dispute territoriali con Pisauruum.

A seguito di questa dichiarazione un contingente misto di nani, Gradaresi e Mediolanumensi occuparono il guado del Metauro, al fine di isolare Pisaurum dall’esercito di Neapolis.

Intanto Junio Valerio venne nominato Comandante dei Falchi d’Acciaio, in pochissimo tempo riformò il disastrato esercito Gradarese.

Forte della sua esperienza più che trentennale come capitano mercenario, contattò svariate compagnie Fiorentine, i cui comandanti erano suoi vecchi amici, ed ordinò una coscrizione generale

Document info
Document views721
Page views721
Page last viewedTue Dec 06 11:01:43 UTC 2016
Pages299
Paragraphs4144
Words177797

Comments