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duramente senza più alcuna reale logica.

Nella penisola le cose non vanno meglio.

I commerci sono interrotti (specie quelli navali), nel centro molti campi sono messi a ferro e fuoco dai continui assalti di incursori e saccheggiatori, nelle città il cibo è poco e razionato.

Mons ferratus continua a fatica a respingere l’attacco implacabile dei drow, e nonostante la sua economia sia in ginocchio (obbligandola a rimanere fuori dal conflitto) centinaia di uomini ed elfi che abitavano le terre occupate da Mediolanum ed ora di nuovo sotto il controllo della Perla dell’ovest accorrono alla città per aiutare il governo contro la Minaccia degli Elfi Scuri. Il nuovo governatore Elfico è un vero e proprio modello, combattendo in prima persona i malvagi Elfi ricacciandoli nelle oscurità, ed ispira ballate su ballate.

Unica isola di pace è Florenzia, la quale si arricchisce vergognosamente con gli affari di guerra. Sfruttando le proprie Compagnie di Ventura (le quali combattono sia da una parte che dall’altra), vendendo macchine d’assedio e forniture belliche a tutti quanti abbiano il conio per pagare, Florenzia passa un periodo chiamato dagli storici la “Finta Primavera”, dove tutto va bene e tutti si disinteressano delle pene che passano tutti gli altri popoli d’Ethulia.

Arriva quindi l’inverno, che limita l’attività di guerra, molti eserciti svernano per la stagione fredda ed a parte qualche sporadica incursione non accade nulla di nuovo fino a Primavera.

Secondo anno di guerra

Primavera, la Guerra Ethulica riprende a mietere le vittime.

È stato un inverno difficilissimo per tutti, le poche derrate alimentari minate dai continui attacchi di saccheggiatori e il poco cibo rimasto vengono ferocemente razionati ed impacchettati per i soldati al fronte.

Gradara, in tutto questo, nonostante le perdite molto pesanti tra i civili, mantiene un buon numero di effettivi all’esercito ed approfittando della battuta d’arresto della macchina da Guerra Neapolitana, la quale si è ritirata a sud verso Sena Gallica, concentra i propri sforzi contro Pisaurum, che viene stretta d’assedio da alcune forze miste.

Nei mari, hanno la meglio i bucanieri ed i corsari di Vernenzia che mettono a ferro e fuoco la costa orientale e che sfuggono ai tentativi di Neapolis di ingaggiare una battaglia navale su larga scala. L’attacco che i Dogi ordinano è brutale: la flotta viene divisa in piccoli gruppi di navi, che sfuggono ai tentativi d’ingaggio della flotta Neapolitana ed attaccano tutto il naviglio rimanente, affondando un esorbitante tonnellaggio di navi sia civili che militari ed attaccando selvaggiamente i porti del Mare stretto.

Altra azione di dubbia moralità condotta dai vernenziani è sicuramente la liberazione di più di 200 deportati della Sardinia all’interno dell’Isola di Trinacria, ove questi selvaggi criminali hanno compiuto i più innominabili misfatti.

Le navi Neapolitane, per ridurre le enormi perdite, sono costrette a raggruppare la flotta in enormi convogli, lasciando inesorabilmente sguarnite postazioni che vengono colpite sempre più duramente.

Parallelamente alla guerra dei mari e sulla terra, vi è un’altra battaglia, molto più oscura. I servizi Segreti di tutte le potenze combattono con assassini, corruzione e tradimenti una vera e propria guerra atta ad accaparrarsi notizie, uccidere informatori, scoprire doppi giochi.

Figura emblematica di questo conflitto è Madama Harietta.

Nessuno conosce il suo vero nome, ma è una spia Vernenziana che, attraverso seduzione, tradimenti mette su una rete di spie diramata in tutta Ethulia che riesce a fornire informazioni chiave permettendo alla Repubblica della Serenissima di riportare vittorie clamorose (addirittura c’è chi sostiene che abbia sedotto lo stesso Generale Montefosco).

La strategia Vernenziana provoca non pochi disagi nella distribuzione di derrate alimentari e rifornimenti, causando il lento ed inesorabile disfacimento delle armate Neapolitane, che sono costrette a ritirarsi sempre più a sud disperdendosi. Pisaurum da diversi mesi è chiusa in una morsa sia da terra che da mare, costantemente battuta da catapulte e trabucchi, mentre a Sud arriva il grosso dell’esercito Mediolanumense condotto dal Feldmaresciallo Monfalco in persona,

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