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direttamente dai territori di Mons Ferratus, più di 45000 soldati.

La marcia verso Sud viene interpretata come premonizione della futura vittoria della Guerra, che sembra già quasi vinta.

Infatti, l’esercito del Generale Montefosco abbandona Sena Gallica, lasciandoci una guarnigione simbolica di Agarkos, ritirandosi all’interno dei territori Neapolitani, verso Sud Ovest.

La guerra sembra enormemente a favore della Coalizione, ma Neapolis gioca una nuova carta, Roghair Heardstone.

Brillante colonnello nano naturalizzato a Neapolis, Roghair dopo una superba carriera nel reparto del Genio dell’esercito è stato insignito del ruolo di Ambasciatore a Ghaz Geneva.

Qui, facendo leva sulle ataviche differenze razziali e culturali presenti fra elfi e nani (e speculando soprattutto sugli ingenti tributi che la giovane città paga costantemente a Mons Ferratus senza una reale contropartita), convince la città a dichiarare l’indipendenza (ottenendo inoltre lo sfruttamento di grandi porzioni di territori boscosi a società di Ghaz Geneva nei territori Neapolitani).

Fatta l’alleanza (rigorosamente segreta), l’ammiraglio Calogero Caltagirossi fa ritirare quattro quinti della flotta dal Mare Stretto al Mar Tirreno, manovra che i Vernenziani interpretano come ritirata, ma che non viene sfruttata appieno inseguendola, poiché il grosso della flotta ne approfitta per saccheggiare i porti.

Intanto flotta ed Esercito vengono ammassati ad Amalium, punto di partenza, e veleggiando attraverso il Tirreno nel confine occidentale Mediolanumense, un fronte sguarnito e poco protetto,

ove, con una marcia veloce e decisa, arrivano a colpire Patavium, fin troppo vicino al cuore del Regno di Mediolanum.

Patavium è considerata come la Porta del Regno.

Sebbene sia sistemata all’interno del regno, rappresenta l’unico guado dell’immenso Fiume Mastice che porti a Nord, è un fondamentale snodo commerciale fluviale e la stessa composizione della fortezza la rendono molto particolare: la città rimane a nord del guado, un grande ponte in pietra attraversa tutto il corso d’acqua.

Alle due entrate del ponte questo è protetto da due fortini, chiamati Dentice, quello a sud, ed Astice (i “onore” dei due pesci che abitano quelle acque).

Dei due forti Astice è sicuramente il forte e più pesantemente fortificato: ha 3 livelli di sicurezza con portoni muniti da possenti corpi di guardia, ponti levatoi che danno su canali paralleli al fiume, torrioni, ridotte e gallerie ove arcieri e balestrieri vengono assiepati.

Nessuna sorpresa se questa fortezza sia considerata la più imprendibile fortezza del suolo Ethulico.

In un roboante discorso demagogico, il Gen. Montefosco dice che:

“Si approssima il tramonto di 1500 anni di storia Mediolanumense, può essere vero che la fortezza di Patavium non sia mai caduta, ma non ha mai neanche fronteggiato un esercito simile a quello benedetto dal Dio Del Sole”.

L’azione a sorpresa porta grandissimo sgomento in tutta la Coalizione, i Vernenziani timorosi di una caduta del fronte occidentale, mandano nei malsani territori di Comacchius alcuni distaccamenti di coloniali, atti a scoraggiare eventuali colpi di coda nel fianco continentale, mentre una porzione della flotta viene fatta indietreggiare.

Intanto il generale Montefosco, ammaliato dalla tecnologia Jaggernaught dei nani di Ghaz Gheneva, richiede armi d’assedio simili per rendere il più devastante possibile l’assalto contro Patavium, ma i nani rifiutano.

Non si sa bene perché abbiano addotto questo rifiuto, sebbene si creda che, essendo più lungimiranti di altri si siano resi conto che, in caso di fallimento dell’assedio, si erano già esposti troppo concedendo l’accesso militare nei propri territori e, con Mons Ferratus che rifiutava l’indipendenza cittadina temevano l’accerchiamento di potenze ostili.

Al rifiuto di Ghaz Gheneva, si rivolsero alla gilda Tecnicista Florenzina, la quale già da mesi studiava la tecnologia di funzionamento Jaggernaught.

Questi furono ben compiacenti di concedere ai Neapolitani alcuni prodotti sia tradizionali, mangani trabucchi e chiatte da costruzione ponti e invenzioni belliche mai viste prima uno strano mortaio

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