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creando un’unica grande pira.

Il piano venne ideato dall’ammiraglio della flotta coloniale Ipparco, ma fu Antonio Villaspada ad insistere che il numero delle navi esplosive fosse esattamente quindici.

Le navi che sfuggivano a questo inferno venivano attaccate da uno sciamare di piccole imbarcazioni, ed una ad una, venivano arrembate e catturate.

Pisaurum si ritrova quindi isolata, stretta sia da terra che dal mare. Il concilio cittadino dei nobili decide di arrendersi al nemico. I termini della resa sono i seguenti: Pisaurum esce ufficialmente dal conflitto, smantellerà la sua flotta da guerra e cederà tutti i territori dell’entroterra a Gradara; i nobili Edoardo d’Isanzio e Sofia de Lancorti, leader del Concilio cittadino, vengono portati come prigionieri a Mediolanum.

Inoltre viene nominato dalle potenze vincitrici un podestà che prenderà sede al concilio cittadino, Lord Antonio Villaspada.

Neapolis si ritrova con un alleato in meno e un altro praticamente in ginocchio.

Intanto il Feldmaresciallo Monfalco marcia rapidamente nel cuore del regno teocratico e arriva a stingere d’assedio la stessa Neapolis con 35000 uomini.

L’azione ha un enorme impatto psicologico, mai la città santa è stata messa d’assedio in più di 2000 anni; Monfalco cavalca l’onda emotiva, lanciando con i trabucchi sulla città centinaia di pergamene con scritto questo proclama:

«Leggete attentamente, poiché potrebbe salvare la vita vostra o di un vostro parente o amico. Nei prossimi giorni, alcune o tutte le vie della vostra città saranno distrutte dalle armi d’assedio Mediolanumensi. Queste città ospitano strutture, officine e fabbriche che producono beni militari o che ospitano presenze dei parassiti clericali neapolitani. Siamo determinati a distruggere ogni strumento che la cricca militare usa per prolungare questa guerra inutile. Tuttavia, purtroppo, catapulte e  trabucchi non hanno occhi. Quindi, poiché sappiamo che voi Neapolitani non siete abituati agli assedi, e che Mediolanum è un nemico leale e valido che non desidera fare del male a persone innocenti, vi dà l’opportunità di evacuare le città nominate, e salvare le vostre vite. Mediolanum non sta combattendo il popolo Neapolitano, ma la cricca clericale Teutonica che ha schiavizzato il popolo del Golfo. La pace che Mediolanum porterà libererà  dall’oppressione del Papa del Reich, e significherà l’emersione di una neapolis nuova e migliore. Voi potete riportare la pace chiedendo nuovi e migliori leader, che concluderanno la guerra ed insorgere contro gli attuali. Non possiamo promettere che alcuni di voi sopravvivranno, ma prima insorgerete ed aprirete le porte della città e prima l’assedio sarà finito.»

A questo punto, il Senatore Sclerozi rende consapevole il senato Florentino che lo stato di Florentia è pericolosamente tra i due fuochi che rischiano di distruggere l’Ethulia intera ed insistono con tutte le potenze per una tregua.

Sia le sfere della Colazione, che della Sacra Alleanza, ben sapendo entrambe di correre un rischio enorme, approfittano dell’appello del Senatore Sclerozi per un incontro tra le parti.

Il 26° giorno del terzo mese di Kinich viene indetto un concilio straordinario a Siena in campo neutro, viene firmata una tregua fra le parti (chiamata Accordi di Ponte Vecchio) e vengono ridistribuiti i territori conquistati: Pisaurum rimane indipendente, ma tutti i suoi territori dell’ entroterra vanno a Gradara, la fascia costiera di Sena gallica e Caesenaticum vanno ai vernenziani, mentre i territori di Caesena a Mediolanum. I neapolitani rientrano in patria e si attestano in posizione difensiva, la tregua prosegue nonostante la tensione ancora alta.

Agli accordi partecipa anche Ghaz Gheneva, cui viene riconosciuta (soprattutto da Vernenzia) città indipendente.

Mons Ferratus intanto continua il combattimento contro i dorw, ed il primo giorno del secondo mese di Kin, viene combattuta un asprissima battaglia nei livelli più bassi delle miniere, ove viene fatta crollare un’intera montagna di pietra contro le forze drow, sigillando i tunnel principali e catturando la Matrona Farn’Ess Do’Hunn, ritenuta leader delle forze drow.

Da quel momento in poi, gli attacchi degli elfi oscuri sono scemati fino a sparire completamente.

Pietro Corrieri

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